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| Andrea Govoni - Ph. by Mauro Lucchini |
E’ uscito su tutte le piattaforme “Polvere di Stelle”, il nuovo singolo del cantautore Andrea Govoni, un nuovo capitolo che non disattende le aspettative, ma sorprende: è un viaggio dell’anima e nell’anima, dove immagini semplici e quotidiane, un risveglio, una passeggiata, un abbraccio, diventano simboli della meraviglia che spesso dimentichiamo. Nonostante le differenze, siamo tutti parte della stessa sostanza cosmica, figli dello stesso universo, creature fatte di polvere di stelle, di magia, esseri divini, nel miracolo della vita. in un mondo che corre troppo, dove l’individualismo e l’indifferenza sembrano aver spento la meraviglia delle piccole cose. È un invito a fermarsi, a respirare il tempo che abbiamo come se fosse l’unica occasione per vivere davvero, senza guerre, senza odio, ma con la consapevolezza che la vita stessa è il nostro paradiso, qui e ora.
Intervista a cura di Domenico Carriero
Andrea, perché “Polvere di Stelle” per partire con un nuovo capitolo musicale?
Questa canzone, come anche altre mie, non so bene da dove sia
arrivata. Forse veramente da un altro universo. Questo nuovo brano è stato un
piccolo passo per me, a livello di scrittura. Nel mio percorso ho scritto della
mia vita, del quotidiano, delle mie esperienze, dei miei viaggi, ma anche di
amicizie, aggregazione, di tutto quello che io vivo quotidianamente. Questa
volta l'idea è arrivata come una luminescenza e mentre si faceva strada, un po'
fra le note del pianoforte, un po' fra la penna che scriveva, ho voluto, per la
prima volta, dare un senso più elevato a
livello interiore. E’ stato un po' come guardare dall'alto questo mondo che si
sta facendo sempre più rude, violento, pieno di guerre, pieno di non rispetto, ma
alla fine siamo tutti polvere di stelle, siamo tutti sotto questo universo,
siamo tutti uguali, quindi è un po' un messaggio di uguaglianza, di calma e
anche di amore proprio umano.
Ho cercato di salire un po' sui gradini del mio pensiero e allora, guardando dall'alto, ho detto “cerchiamo di dare un messaggio generale”, non che il mio messaggio possa cambiare qualcosa nel mondo, ma sicuramente da qualche parte arriva. E comunque l'importante è anche avere una gratitudine quotidiana verso il miracolo della vita, che è quello che dice questa canzone, che si eleva non soltanto a livello immaginario astronomico ma anche a livello spirituale.
Tutto questo è figlio di un tuo percorso interiore, di una tua ricerca, di un tuo disagio, di un tuo malessere, di una tua volontà di dire qualcosa?
Inconsapevolmente, non ci avevo neanche pensato, è sicuramente figlio di tante tante porte in faccia, di tanti tentativi. Mi ritengo anche abbastanza fortunato perché suonando da tantissimi anni posso dire di riuscire con impegno, con l'impegno di tutta la band, di tutti i miei amici, di tutti quelli che credono un po' nella mia avventura, di portare in giro la mia musica, di fare tanti concerti. Questa è veramente la cosa più bella del mondo per un cantautore e un musicista. Però, dall'altra parte, discograficamente parlando, devo dire che non ho trovato poche difficoltà, anche perché oggi, come sappiamo, ogni secondo esce qualcosa e poi la rete è una bella cosa da un certo punto di vista, dall'altro veramente fa perdere un po' il focus su quello che viene fuori. C'è un po', come si dice, forse un po' troppa roba, ma in realtà l'arte è bella perché è libera e di tutti, quindi non è che sia troppa, ma è alla portata di tutti. Allora ad un certo punto ho cominciato a pensare che per far arrivare la tua musica, la tua arte, i cuori delle persone che ascoltano, anche a una parte di addetti ai lavori, occorre cercare di dare dei messaggi belli, convinti, cioè di dire quello che pensi che hai da dire. Prima questo non lo facevo. Nel prossimo album poi ci saranno anche canzoni spensierate, che non devono essere per forza messaggeri di qualcosa, se non strambe avventure musicali.
Nel video, girato con la regia di Mehmet Gurkan, c’è un piano sequenza in cui ti si avvicinano diverse persone. Qual è il significato aggiuntivo di questo video rispetto al brano?
Sicuramente l'idea di Mehmet è stata molto interessante ed ho subito
accolto la sua visione sul video. Abbiamo girato dentro un locale, nel mio
reale, nel mio habitat, perché io dopo le scuole da più di 20 anni, ogni
settimana, ogni mese, faccio musica dal vivo. Quindi quella è la mia vita e
quella è casa per me. Quindi siamo dentro un club di amici di Milano dove
praticamente incontro persone che mi amano, mi abbracciano, mi baciano, mi
schiaffeggiano, mi colpiscono. È un po' il senso del percorso, il cammino della
vita.


