Rodney Smith, grande successo per la mostra "Fotografia tra reale e surreale" a Palazzo Roverella Rovigo

Fattitaliani

 


Sta registrando un successo straordinario di pubblico e di critica la grande mostra monografica dedicata a Rodney Smith, in corso a Palazzo Roverella, che per la prima volta in Italia celebra l’opera di uno dei più raffinati e sorprendenti fotografi del Novecento.

Un risultato tutt’altro che scontato per un autore che, fino a pochi mesi fa, era pressoché sconosciuto al grande pubblico italiano, ma che oggi si sta imponendo come una vera e propria rivelazione.

 

L’ampia retrospettiva, che presenta oltre cento opere, ha rapidamente conquistato visitatori, addetti ai lavori e critica specializzata, grazie a un percorso espositivo capace di restituire tutta la forza poetica e l’originalità dello sguardo di Smith. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il supporto di Intesa Sanpaolo e prodotta da Silvana Editoriale, la mostra – curata da Anne Morin – si è rivelata uno degli appuntamenti culturali più apprezzati della stagione espositiva.

 

Il pubblico italiano sta scoprendo un autore dalla cifra stilistica inconfondibile: fotografie eleganti e rigorose, percorse da un’ironia sottile e surreale, che ha spesso richiamato alla mente l’universo di René Magritte. Le iconiche immagini in bianco e nero di Smith, realizzate esclusivamente con pellicola e luce naturale, senza alcun intervento di postproduzione, colpiscono per la perfezione formale e la cura artigianale, restituendo mondi sospesi, visionari, ricchi di sorprese e contraddizioni.

Allievo di Walker Evans e influenzato da maestri come Ansel AdamsHenri Cartier-BressonMargaret Bourke-White e W. Eugene Smith, Rodney Smith ha avuto una carriera internazionale di primo piano, con lavori pubblicati su testate quali TIMEThe New York TimesWall Street Journal e Vanity Fair, oltre a importanti collaborazioni nel mondo della moda con brand come Ralph LaurenNeiman Marcus e Bergdorf Goodman. Eppure, nonostante questo prestigioso percorso, il suo nome era rimasto ai margini del panorama espositivo italiano: una lacuna che Palazzo Roverella sta colmando con esiti sorprendenti.

 

La mostra è articolata in sei sezioni tematiche – La divina proporzione, Gravità, Spazi eterei, Attraverso lo specchio, Il tempo, la luce e la permanenza, Passaggi – e accompagna il visitatore in un viaggio immersivo nel pensiero e nella sensibilità di Smith. Un percorso che sta affascinando per la sua capacità di parlare a pubblici diversi, dagli appassionati di fotografia ai visitatori meno esperti, tutti accomunati da una risposta emotiva intensa e immediata.

 

Uomo colto, studioso di teologia e filosofia, Rodney Smith ha sempre concepito la fotografia come strumento di indagine esistenziale. Definendosi un “ansioso solitario”, trovava nell’atto fotografico un modo per “riconciliare il quotidiano con l’ideale”, trasformando l’osservazione del mondo in partecipazione attiva. Le sue immagini, cariche di humour, grazia e ottimismo, mettono ordine nel caos e invitano a uno sguardo più attento e gentile sulla realtà.

 

Come sottolinea la curatrice Anne Morin, ogni fotografia di Smith è “un tentativo sempre nuovo di ricreare un’armonia divina”, un’immagine eterea ed estatica capace di sedurre lo sguardo per la raffinatezza delle forme, la sobrietà narrativa e il silenzio che le attraversa. Un linguaggio visivo che trova sorprendenti affinità anche con il cinema, da Alfred Hitchcock a Wes Anderson, fino alle grandi figure del cinema muto come Buster Keaton e Charlie Chaplin.

 

Il successo di pubblico e di critica conferma così la forza universale dell’opera di Rodney Smith e la capacità della mostra di parlare a un pubblico ampio e trasversale. C’è tempo fino al 1° febbraio 2026 per visitare l’esposizione a Palazzo Roverella e lasciarsi affascinare dall’universo poetico di questo raffinato autore.

 

 

Info:

www.palazzoroverella.com

Social:

IG @palazzoroverellarovigo

FB @palazzoroverella

 

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