Un nuovo studio di Unobravo analizza come le abitudini digitali degli italiani ne stiano influenzando la salute mentale: un giovane adulto su tre afferma che i social media hanno un impatto negativo sul proprio benessere psicologico.
- ll 32% degli italiani tra i 18 e i 34 anni dichiara che i social media hanno influenzato negativamente la propria salute mentale.
- Palermo, Reggio Calabria e Napoli sono le città più attive online, con residenti che trascorrono fino a 15,9 ore a settimana sui social.
- Il 74% dei lavoratori controlla i social media per motivi personali durante l’orario di lavoro, pari a 10 giorni lavorativi all’anno.
La dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo, condivide consigli pratici per favorire abitudini digitali più sane.
I social media fanno ormai parte della quotidianità del 94% degli italiani, che trascorrono in media oltre 12 ore alla settimana a scrollare, condividere e interagire online. Ma quale impatto ha la connessione costante sulla salute mentale?
Un nuovo studio di Unobravo, principale provider italiano di psicologi online, esplora il legame tra uso dei social e benessere attraverso il Digital Wellbeing Report, basato sulle risposte di oltre 1.500 adulti in tutta Italia.
Lo studio completo e la metodologia sono disponibili qui: https://www.unobravo.com/dati/
Un terzo degli italiani afferma che i social media hanno danneggiato la propria salute mentale
Quasi un giovane su tre tra i 18 e i 34 anni (32%) afferma che i social media danneggiano il proprio benessere mentale, mentre oltre un quarto (27%) riporta un aumento di stress e ansia.
Un fattore importante è il confronto costante. Oltre un terzo (34%) ammette di confrontarsi con gli altri online, e il 35% dichiara di sperimentare una riduzione dell’autostima o un’immagine corporea negativa. Inoltre, il 34% si sente sotto pressione nel presentare una versione “perfetta” di sé sui social media, anche a discapito dell’autenticità.
Nonostante il loro obiettivo di connettere le persone, quasi un giovane italiano su tre (32%) afferma che i social media lo fanno sentire più solo dopo il tempo trascorso online.
Gli italiani trascorrono oltre 12 ore alla settimana sui social; le donne li usano il 20% in più rispetto agli uomini
In tutta Italia, gli adulti trascorrono 12 ore e 18 minuti a settimana scrollando, mettendo like e condividendo contenuti. Gli utenti più giovani (18–24 anni) arrivano a una media di 21 ore settimanali, rispetto alle sole 7,5 ore delle persone con più di 65 anni.
Oltre la metà (51%) del gruppo più attivo sui social afferma di trascorrere più tempo del previsto sulle piattaforme, dimostrando quanto sia facile perdere la cognizione mentre si scrolla.
Facebook e YouTube restano le piattaforme più utilizzate, con quasi tre ore di utilizzo da parte degli italiani. Seguono Instagram con 2,3 ore e TikTok con circa 1,6 ore settimanali.
Tuttavia, i pattern di utilizzo variano significativamente per età. Tra i 18–24 anni dominano TikTok e Instagram. I giovani italiani trascorrono in media 5,4 ore su TikTok e 4,7 ore su Instagram.
Palermo, Reggio Calabria e Napoli registrano il più alto utilizzo dei social media, con residenti online fino a 15,9 ore settimanali
A livello cittadino, Palermo si posiziona al primo posto per attività sui social media (15,9 ore a settimana), l’equivalente di circa 35 giorni interi all’anno trascorsi sui social media. Il loro tempo è distribuito principalmente tra Facebook (4,9 ore a settimana) e YouTube (3 ore).
Al contrario, Torino, Padova e Milano registrano l’utilizzo più basso, con una media di 7–9 ore settimanali, meno della metà del tempo riportato a Palermo.
Tre italiani su quattro usano i social media per motivi personali durante il lavoro
I dati mostrano che tre italiani su quattro (74%) utilizzano i social media per motivi non lavorativi mentre sono al lavoro, per una media di 20 minuti al giorno, l’equivalente di 10 giorni lavorativi all’anno.
Chi lavora in marketing, advertising, PR e nei settori della salute e del sociale trascorre più tempo sui social media personali durante l’orario di lavoro (circa 2,7–3,8 ore a settimana).
Gli studenti trascorrono ancora più tempo, circa 3,6 ore a settimana durante l’orario di studio.
Sebbene le donne siano in generale utenti più assidue, gli uomini riportano un uso personale leggermente superiore durante il lavoro.
Quasi la metà degli italiani è preoccupata per la diffusione delle fake news
Quasi la metà degli italiani (49%) è preoccupata per la diffusione delle fake news sui social media, e il 42% afferma che ciò ha indebolito la fiducia negli altri o nelle istituzioni.
La disinformazione è più comune nei contenuti su risparmio e consigli finanziari (33%), seguiti da notizie politiche (28%), informazioni economiche (28%) e contenuti sulla salute o sul benessere (27%).
Le informazioni sanitarie false o fuorvianti risultano particolarmente preoccupanti. Unobravo consiglia agli utenti di affidarsi solo a professionisti qualificati e psicologi online provenienti da piattaforme verificate.
La psicoterapeuta condivide indicazioni esperte per abitudini digitali più sane
Alcune strategie pratiche per favorire abitudini digitali più sane:
Impostare limiti giornalieri di tempo di utilizzo può avere un impatto sull’umore e sul benessere regolando l’esposizione. La ricerca suggerisce che trascorrere meno di 30 minuti al giorno sui social media può aiutare a migliorare l’umore e a ridurre lo stress.
Programmare “momenti offline” durante la giornata può ridurre l’affaticamento digitale. Usare il telefono prima di dormire espone alla luce blu, che può disturbare il sonno e influire negativamente sul benessere mentale nel tempo.
Curare intenzionalmente i feed scegliendo contenuti legati ai propri interessi, motivazionali o educativi può aiutare a migliorare l’umore e il benessere generale.
Evitare le trappole del confronto ricordando che la vita online rappresenta spesso solo i momenti migliori, non la realtà. Invece, potrebbe essere utile concentrarsi usare i social media come uno strumento di connessione e confronto costruttivo, non di competizione.
Cercare supporto psicologico professionale può essere utile quando i social media iniziano a influenzare l’umore o le nostre relazioni.


