GAeM 2025, celebrati i vincitori e la nuova generazione del mosaico contemporaneo

 


Sabato 13 dicembre, negli spazi della Sala Martini del MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, si è tenuta la cerimonia di premiazione del VII Premio Internazionale GAeM – Giovani Artistə e Mosaico, un appuntamento che da oltre tredici anni racconta e sostiene le nuove traiettorie del mosaico contemporaneo.

L’incontro ha riunito artistə, curatori, rappresentanti delle istituzioni culturali e appassionati, diventando un momento condiviso di dialogo e di festa. Durante il pomeriggio sono stati annunciati i vincitori delle due sezioni del Premio, che anche quest’anno ha visto un altissimo numero di candidature.
A introdurre l’incontro sono stati i due curatori del Premio, Sabina Ghinassi e Antonio Rocca, che hanno raccontato al pubblico il percorso di selezione e gli orientamenti critici che hanno guidato l’edizione 2025. A moderare il dialogo è stato Daniele Torcellini, Direttore artistico della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo, affiancato da Roberto Cantagalli, Direttore del MAR, e dai rappresentanti dei partner del premio: Orsoni Venezia 1888 e Fondazione Nicola Cingoli.

Per la sezione dedicata al mosaico tradizionale, realizzata in collaborazione con la storica fornace Orsoni Venezia 1888, il premio è stato assegnato a Sofia Liapis con l’opera Madonna (2024) che ha segnato l'incontro virtuoso tra la filologia musiva e contenuti contemporanei, quali la riflessione critica sull'immagine della classica Maternità.

Per la sezione dedicata ai linguaggi non convenzionali e sperimentali – sviluppata insieme alla Fondazione Cingoli – il premio è andato a Luca Federico Ferrero con Bordo Mare (2025), opera concettuale, riflessione raggelata sul nostro desiderio di dominio/coercizione su ciò che è la Natura.

Entrambe le opere entreranno a far parte della Collezione di Mosaici Contemporanei del MAR, a testimonianza del ruolo del Premio nella costruzione di un archivio vivo e in continua evoluzione.

Menzione speciale a Silvia Mantellini Faeti che, con l'installazione site-specific Sidus è entrata in dialogo immersivo con gli spazi del Chiostro della Manica Lunga, attraverso un intreccio di memorie personali e suggestioni della storia di Ravenna.

La mostra e la visione di GAeM

L’edizione di quest’anno, inaugurata lo scorso 18 ottobre nella Manica Lunga della Biblioteca Classense e visitabile fino al 18 gennaio 2026, raccoglie 38 opere scelte tra 136 candidature provenienti da contesti molto diversi, a testimonianza di come il mosaico continui ad attrarre e ispirare le nuove generazioni.

Il percorso espositivo si muove tra materiali tradizionali e sperimentazioni radicali, tecniche classiche e pratiche ibride. Le opere dialogano con il tema della Biennale di Mosaico Contemporaneo 2025, “Luogo Condiviso”, riflettendo sui concetti di comunità, identità, relazione con i territori e con il tempo.

GAeM rimane una piattaforma unica nel suo genere, che non si limita a raccogliere opere ma promuove processi, incontri, opportunità. È anche per questo che accanto alla mostra prosegue il progetto delle Residenze Musive, che nel 2025 ha coinvolto Lisa Martignoni e Dalia Tvardauskaite nei laboratori ravennati di Pixel Mosaici e Dimensione Mosaico, affiancate dai curatori Viviana Piraneo e Giorgio Vernuccio. Un’esperienza formativa che permette alle giovani generazioni di lavorare sul campo, a contatto diretto con la tradizione viva del mosaico ravennate. Residenze Musive II, sono sostenute dal Comune di Ravenna, ideate e coordinate dall’ Associazione GA/ER Giovani Artisti Emilia-Romagna per la realizzazione del progetto “Costellazione: giovani connessioni creative” rivolto a giovani artisti under 35 emiliano-romagnoli. Tale iniziativa è resa possibile grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, Assessorato alle Politiche Abitative, Lavoro e Politiche giovanili, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione GECO 13 (Giovani Evoluti e Consapevoli) siglato con il Dipartimento per le Politiche Giovanili del Governo italiano e il Servizio Civile Universale.

Uno sguardo oltre Ravenna

Il percorso del GAeM non termina con la chiusura della mostra.
Nel 2026, una selezione delle opere sarà presentata negli spazi di Orsoni Venezia 1888, in occasione della 61. Biennale d’Arte di Venezia: un traguardo importante per gli artistə coinvolti e un ponte diretto tra ricerca emergente e scena internazionale.
Sempre nel 2026 la mostra verrà riallestita anche alla Fondazione Cingoli di Roseto degli Abruzzi, ampliando il raggio di diffusione delle opere e del progetto.

Un premio che cresce con le nuove generazioni

La cerimonia del 13 dicembre ha confermato ancora una volta la vitalità del GAeM, un premio che negli anni ha saputo sostenere il mosaico non come semplice eredità, ma come linguaggio attuale, capace di reinventarsi e di parlare al presente.
Grazie al sostegno del Comune di Ravenna, del MAR, della Biblioteca Classense, della Regione Emilia-Romagna, di GA/ER, di Orsoni Venezia 1888, della Fondazione Cingoli e dei partner privati, GAeM continua a essere uno spazio di crescita, confronto e visibilità per la nuova generazione artistica.

La mostra è visitabile fino al 18 gennaio 2026, con ingresso gratuito, nella Manica Lunga della Biblioteca Classense.

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