alma, il 1° singolo "nome proprio (Petra)" è un urlo - di rabbia e tristezza

 


alma è il nome d’arte di Gabriele Disopra, artista torinese classe 2000.

Ha partecipato alla prima edizione di FUTURES, il progetto di scouting per giovani artisti e professionisti del settore musicale di Woodworm. E proprio con Woodworm che inizia ora il suo percorso discografico, con l’uscita venerdì 14 novembre – di “nome proprio (Petra)” su tutte le piattaforme digitali (https://wdwrm.lnk.to/nomeproprio).

alma si è avvicinato alla musica durante il liceo, scrivendo. Poi le parole hanno trovato il loro suono, e da lì non si sono più staccate. Dopo l’università ha aperto il suo studio di registrazione, iniziando a collaborare come autore e co-produttore. Nel 2022 è stato selezionato tra i quattro artisti di _reHUB, la produzione creativa del _resetfestival, dove ha lavorato con Bianco. Da allora ha continuato a suonare dal vivo e a collaborare con artisti e produttori della scena torinese, tra cui Ale Bavo, che ha contribuito a definire la sua attuale direzione artistica.

Il file su cui ho inciso per la prima volta questa melodia porta l’orario delle 02:41. Era una notte pesante per la mia testa, me la ricordo bene: era finita. Forse l’avevo fatta finire io, o forse tu”.

Così nasce “nome proprio (Petra)”, un brano scritto di notte, piangendo su un giro di accordi e parole viscerali, per liberarsi di un peso sullo stomaco. Quattro minuti che sono, come dice l’artista, “un urlo - di rabbia e tristezza, ma nato da qualcosa di bello”.

 L’incontro con una persona che fa sentire subito a casa, come se ci si fosse già conosciuti da sempre. L’apertura totale e totalizzante, il dare tutto, anche senza sapere davvero chi si ha davanti.

 Poi arrivano le paranoie, le ansie, la paura di rifare gli stessi errori del passato. Il brano cresce, si agita, diventa una corsa verso la liberazione — ma alma, forse, non sarà pronto a liberarsi mai.

 Con “nome proprio (Petra)”alma trasforma una notte di confusione in una dichiarazione di vulnerabilità. Un debutto che ben presenta la cifra stilistica di alma, la sua “malinconia elettronica” in cui elettronica, house e pop si fondono in un flusso emotivo dove la voce è corpo e il ritmo è catarsi: la tristezza diventa movimento, la fine diventa energia.

 Questa energia, per alma, scorre non solo nei suoi brani, ma fluisce in direzioni diverse e sempre creative: dal 2022 co-gestisce 8NOLIEU, associazione culturale torinese che promuove l’arte contemporanea e crea connessioni tra artisti, musica e performance; nel 2023 co-fonda Luma, brand di gioielli nati da idee artistiche e musicali, in cui ogni pezzo racconta una visione o un’emozione concreta: una rete di risonanze in cui le arti si incontrano, un campo magnetico di sguardi e linguaggi che si attraggono, dove le suggestioni confluiscono senza bisogno di confini. 

Con un’anima club e un immaginario emozionale, alma fa della vulnerabilità una forza cinetica: “nome proprio (Petra)” è l’inizio.

Fattitaliani

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