Antonella Ferrari è nata a Chieti, è laureata in Giurisprudenza e ha pubblicato tre romanzi: Nessun Dolore (Morlacchi editore); Un Amore di Città (Emersioni editore); Adelaide (Castelvecchi editore) che ha partecipato al Premio Campiello 2021. Quattro chiacchiere con l’autrice del romanzo “L’Isuledda” edito da Morellini editore.
Parlaci
del tuo amore per la scrittura: come e quando hai deciso di diventare
scrittrice?
Ho sempre pensato che nella mia vita avrei scritto un libro. Col tempo è diventata una passione, quello che ho da dire lo scrivo in un romanzo e sono già quattro le storie pubblicate. Spero che prima o poi diano qualche frutto e arrivino a un pubblico più ampio.
Quali
scrittori hanno ispirato il tuo percorso?
Adoro Balzac e Jane Austen per arrivare ai giorni nostri non perdo un libro di Ken Follett e Andrea De Carlo. E poi tutte le bravissime scrittrici italiane che sono molte e validissime. Un orgoglio per la nostra narrativa.
“L’Isuledda”
è il tuo nuovo romanzo. Qual è stato l’input che ti ha spinto a scriverlo?
L’ Isuledda è una splendida spiaggia di San Teodoro in Sardegna. È proprio lì che è nata l’ispirazione per questa storia a cavallo dei secoli. C’è un grande lavoro di ricerca storica dietro all’amore tra Giulia e Pepu e lo scenario del meraviglioso mare sardo è la cornice migliore per un romanzo pieno di sentimenti.
Da
quale idea nasce la scelta del titolo? Perché “L’Isuledda”?
L’Isuledda significa isoletta. In Sardegna ci sono diverse spiagge con questo nome. Il titolo è nato da solo, dopo una nuotata in quelle splendide acque.
Quanto
tempo hai impiegato a scrivere la storia?
Circa un anno per la stesura. Diversi anni tra editing e correzioni.
Qualche
anticipazione per i tuoi prossimi lavori e impegni?
Ho già un
paio di romanzi inediti nel cassetto. Ne
sto scrivendo un altro ambientato nell’Irlanda dell’800, sono solo all’inizio,
chissà come finirà.