Antonia Flavio, scrittrice e poetessa: il mio "Diario bruciato" un percorso di vita. L'intervista

Fattitaliani


«Chi si cimenta a scrivere poesie lo fa per un proprio bisogno personale, ha un animo (il più delle volte ferito) che deve essere risanato e attraverso la poesia trova la propria cura. Per me è stato così! La mia poesia è a versi liberi, non ha metrica, sinossi, ma ha comunque un'anima.» Antonia Flavio

Ciao Antonia, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale scrittrice e poetessa?

Sono Antonia Flavio, sono una poetessa calabrese, vivo con la mia famiglia a Mendicino un bellissimo borgo della provincia di Cosenza. Nasco come poetessa, la mia evoluzione come scrittrice sta avvenendo a piccoli passi grazie a dei racconti brevi scritti e inseriti nel mio ultimo libro "Diario bruciato" edito da Edizioni Poetica (gruppo editoriale Santelli) e dalla realizzazione di un breve romanzo che sarà pubblicato per Natale. Sono autrice di "La mia vita i miei amori racchiusi in una poesia" e "Echi del mare" pubblicati con la casa editrice Edizioni WE di Milano. Sono presente su Wikipoesia. L'8 gennaio del 2020 sono stata inserita nell'elenco dell'Albo D'oro dei Poeti, Scrittori ed Artisti Contemporanei Italiani di Cefalù Art.

Sono iscritta all'associazione Cenacolo Letterario Italiano città di Cefalù, all'Accademia Mondiale della Poesia, all'Associazione socio culturale "Club della poesia" città di Cosenza, all'Associazione Culturale GUeCI e all'associazione Culturale RDP di Messina. Sono vincitrice di numerosi concorsi letterari tra i quali: Prima classificata al Concorso Nazionale Letteratura Espressione dell'Anima "La voce del buio"; con il racconto "Se fosse stato"; Prima classificata al Concorso Letterario Nazionale di Poesia "Luci ed Emozioni Area Cultura 2021" città di Roma; Prima Classificata al Premio Nazionale di poesia "IO ESISTO 2020 XI Edizione nella Sezione C a tema con la poesia "Meteora" svoltosi nella città di Napoli; Seconda classificata al 13°Concorso "Club della Poesia" con la  lirica "Rinascere",sez B poesia a tema obbligato; Terza classificata al 5°Galà dell'amore "Romeo e Giulietta" con la lirica "Il cuore parla"; Vincitrice del concorso Argentina-Italia dell'interscambio culturale con l' Associazione socio culturale "Club della Poesia"; VI Concorso Internazionale Di Poesia e Narrativa Città di Cefalù ho conseguito il Premio Speciale "Carmine Papa" con la poesia "Giovanni Falcone"; Al Premio Internazionale di Poesia e Prosa Città del Galateo Antonio De Ferraris Roma ho conseguito L'Encomio di Merito con la Poesia "Giovanni Falcone"; Terza Edizione  "Premio Internazionale di Poesia Morgantina" indetto dall'Accademia di Di Sicilia ho conseguito la "Menzione D'Onore" con la poesia "Lo specchio".

Chi è invece Antonia Donna al di là della sua passione per la scrittura, per la letteratura per la poesia e la lettura? Cosa puoi raccontarci di te e della tua quotidianità?

Sono una mamma a tempo pieno. Ho due figli uno di dodici anni e il piccolo di solo due anni compiuti. Le mie giornate le trascorro nel prendermi cura della casa e dei figli ovviamente.

Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni della scrittrice e poetessa?

Mi so diplomata nel 1996 all'istituto professionale "Stilista Di Moda" e nel 2002 ho conseguito un secondo diploma all'Istituto Alberghiero di Cosenza. Ho frequentato un anno presso l'università della Calabria in lettere, ma ho preferito anteporre un lavoro sottopagato agli studi. Nonostante lavorassi, la passione per la scrittura non mi ha mai abbandonato e oggi sono felice di essere stata ripagata per i miei sacrifici. Ci ho creduto fino in fondo realizzando il sogno di vedere pubblicati i miei libri.

Come nasce la tua passione per scrittura, per la poesia e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato ad amare i libri, le storie da scrivere e raccontare, la lettura e la scrittura?

Ho sempre amato scrivere, passione cresciuta anche dai libri letti. La lettura è la base della conoscenza e del sapere scrivere. La poesia l'ho amata da quando iniziai a studiarla tra i banchi di scuola. Attraverso i versi si scopre e si ama l'anima del poeta.

Ci parli del tuo libro, “Diario Bruciato”, pubblicato quest’anno? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale le storia che ci racconti senza ovviamente fare spoiler?

Fin da ragazza ero solita tenere un diario segreto in cui poter scrivere quello che il mio cuore, o lo stato del momento, mi suggerivano. All’età di diciassette anni ne avevo uno in particolare. Purtroppo, la mia adolescenza non è stata delle più felici e spensierate e, come tante ragazze, anche io caddi nella trappola dell’anoressia. Non è stato semplice superare la malattia, con anni di ricoveri ai quali si associarono gravi attacchi di panico. Feci un percorso psicologico e, dalla dottoressa che all’epoca mi seguiva, mi fu suggerito di scrivere. Lì iniziai a scrivere poesie, frasi, citazioni, ma anche lettere mai recapitate. Pagine intrise di lacrime dove, a volte, insieme all’inchiostro, queste cancellavano le lettere. Presa da una sorta di liberazione, bruciai l’agenda con tutto ciò che custodiva. La bruciai come a voler chiudere definitivamente quel passato che era meglio dimenticare, assolutamente! Ma mentre le pagine prendevano fuoco diventando cenere, iniziai a provare una fitta al cuore. C’erano dentro le mie poesie, i miei scritti, e le lettere, tutto perso per sempre. Quando presi coscienza di quello che avevo fatto era ormai troppo tardi. Avevo perso tutto, ma i ricordi del passato, ancora oggi, sono presenti. È questo il motivo che mi ha spinta a scrivere ciò che ho scritto, perché vorrei che quel diario tornasse in vita. Lo so bene, e sono consapevole, che non sarà mai uguale a quello bruciato. In queste pagine c'è tutta me stessa, un percorso lungo, a volte tortuoso, affrontato con coraggio e grandi emozioni. Ci sono state cadute laddove rialzarsi non è stato affatto facile; muri da valicare, sorrisi e tante, tante lacrime, ma pur sempre la determinazione a voler ricominciare… Diario bruciato è edito dalla casa editrice Edizioni Poetica gruppo editoriale Santelli.

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Come ho scritto precedentemente è un percorso di vita, dunque ho pensato a chi ha né ha fatto parte, amori andati, lasciati, a chi oggi fa parte del mio presente come i miei figli e anche a chi purtroppo non c'è più.

Tu, Antonia, hai scritto altri libri. Ci parli delle tue opere? Quali sono, come sono nate, quale il messaggio che contengono? Insomma, raccontaci delle tua attività letteraria, sia poetica che dei racconti e romanzi.

Ho pubblicato nel 2019 due libri di poesia a fine gennaio "La mia vita i miei amori racchiusi in una poesia" e il primo giugno "Echi del mare", entrambi editi dalla casa editrice Edizioni WE di Milano. La mia vita ripercorre l'amore ed Echi del mare invece un po'  tutto l'insieme che mi circonda con un unico filo conduttore che è il mare.

Una domanda difficile, Antonia: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Diario Bruciato” o gli altri tuoi libri? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Perché sono belli, veri e soprattutto perché c'è tutta me stessa, la mia anima e il mio cuore. Infatti la mano ha scritto ciò che il cuore gli ha dettato. Sono sicura che il lettore non si pentirà affatto dell'acquisto, ma anzi lo leggerà e rileggerà con piacere.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare le tue opere letterarie? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Ringrazio Requiem_for_a_Sin, ovviamente è uno pseudonimo che non vuole assolutamente che dica chi è. Posso solo dire che grazie a questa persona con la quale sto lavorando al romanzo in uscita a Natale, sono riuscita a tirare fuori il meglio di me e a dimostrare le mie capacità di scrittrice

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? La bellezza letteraria, della poesia e della scrittura in particolare, la bellezza nell’arte, nella cultura, nella conoscenza… Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Ho scritto una poesia su questo argomento, "La bellezza":

Chi può definire il vero significato

della bellezza

se non i miei occhi?

Vedono ciò che i tuoi non riescono.

Ognuno di noi guarda e definisce

"la bellezza".

Se i miei occhi dicono:

"che sei bello"

lo sei, lo sei per me!

Se altri smentiscono e

non credono a ciò che dicono,

non importa!

Il mio cuore non mente,

gli occhi fanno da specchio.

Se questo non ti basta,

strapperò dal petto il cuore,

te lo donerò affinché

tu lo senta pulsare tra le mani

e i tuoi occhi vedano

ciò che solo i miei rivelano!

Penso che questo mio concetto valga per tutto ciò che ci riguarda. La poesia è stata estrapolata dall'ultimo libro "Diario bruciato".

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

Dipende da ciò che si vuole realizzare, ma senza fatica e impegno difficilmente si ottengono dei risultati. Sai che nel mio ultimo libro c'è proprio la poesia "Giovanni Falcone". Ha vinto anche due importantissimi premi. Giovanni Falcone è stato un ideale di verità e giustizia per molti se non per tutti. Comunque ritornando alla domanda, io penso che senza studio, senza lettura, senza determinazione, caparbietà, non sarei mai arrivata dove sono arrivata ossia alla pubblicazione dei tre libri.

«La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori» (René Descartes in “Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che: «La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali. (…) Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust, “Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è “ricevere un pensiero nella solitudine”, ovvero, “leggere sé stessi” come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…

Io penso che dipende da ciò che si legge. È ovvio che se leggiamo dei libri autobiografici dove l'anima dello scrittore emerge e riflette, diventiamo uno specchio, riuscendo a immedesimarci e a plasmarci con lo scrittore, proprio come succede con la poesia. Se invece leggiamo libri di fantascienza, horror o commedie, ci immedesimiamo in ciò che si legge, ma non si va a carpire l'anima di chi scrive. Ovviamente è un mio personale pensiero, parere.

«Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.» (Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.) Secondo te perché un romanzo, un libro, una raccolta di poesie abbia successo è più importante la storia (quello che si narra) o come è scritta (il linguaggio utilizzato più o meno originale, armonico, musicale, accattivante per chi legge), volendo rimanere nel concetto di Bukowski?

Sono importanti entrambi. Se acquisto un romanzo dove non c'è un filo logico o è stato buttato lì tanto per, onestamente il prossimo libro dello stesso scrittore non lo acquisterò. Tutto va ponderato e nulla deve essere buttato al caso. Bukowski ha scritto tantissimi libri più di sessanta tra racconti, romanzi e poesia, e lo ha fatto con semplicità e in maniera realistica e senza troppi eufemismi, senza mai buttarli al caso. Onestamente sono scritti in maniera così semplice e dettagliata che è un piacere leggerlo, anche se usa a volte dei termini molto diretti.

«Direi che sono disgustato, o ancor meglio nauseato… C’è in giro un sacco di poesia accademica. Mi arrivano libri o riviste da studenti che hanno pochissima energia… non hanno fuoco o pazzia. La gente affabile non crea molto bene. Questo non si applica soltanto ai giovani. Il poeta, più di tutti, deve forgiarsi tra le fiamme degli stenti. Troppo latte materno non va bene. Se il tipo di poesia è buona, io non ne ho vista. La teoria degli stenti e delle privazioni può essere vecchia, ma è diventata vecchia perché era buona … Il mio contributo è stato quello di rendere la poesia più libera e più semplificata, l’ho resa più umana. L’ho resa più facile da seguire per gli altri. Ho insegnato loro che si può scrivere una poesia allo stesso modo in cui si può scrivere una lettera, che una poesia può perfino intrattenere, e che non ci deve essere per forza qualcosa di sacro in essa.» (Intervista di William Childress, Charles Bukowski, “Poetry Now, vol. 1, n.6, 1974, pp 1, 19, 21.). Tu da poeta cosa ne pensi in proposito? Ha ragione Bukowski a dire queste cose? Cosa è oggi la poesia per te, riprendendo il pensiero di Bukowski?

Partiamo dal presupposto che i veri poeti quelli con la P maiuscola sono tre Dante, Boccaccio e Petrarca. È ovvio che la poesia dal Trecento ad oggi 2022, si è evoluta tantissimo e dico anche meno male! Oggi il latino come il greco sono poco studiati, e molti termini sono stati sostituiti da parole più semplici e meno elaborate se proprio vogliamo dirla tutta. C'è anche da dire che chi si cimenta a scrivere poesie lo fa per un proprio bisogno personale, ha un animo (il più delle volte ferito) che deve essere risanato e attraverso la poesia trova la propria cura. Per me è stato così! La mia poesia è a versi liberi, non ha metrica, sinossi, ma ha comunque un' anima. Ciò che scrivo infatti, è il mio stato d'animo alcune volte afflitto da forte dolore, ma che comunque trasmette emozioni ciò di cui le persone hanno bisogno. In fatto di pazzia poi non ne parliamo, in Diario bruciato ho proprio parlato di questo, di come mi hanno dato della demente scrivendoci poi una poesia "Delirio", quando poi i veri dementi l'incontro per strada vestendo abiti di persone perbene, mostrandosi in ruoli che non gli appartengono.

«Il ruolo del poeta è pressoché nullo… tristemente nullo… il poeta, per definizione, è un mezzo uomo – un mollaccione, non è una persona reale, e non ha la forza di guidare uomini veri in questioni di sangue e coraggio.» (Intervista ad Arnold Kaye, Charles Bukowski Speaks Out, “Literary Times”, Chicaco, vol 2, n. 4, March 1963, pp. 1-7). Qual è la tua idea in proposito rispetto alle parole di Bukowski? Cosa pensi del ruolo del poeta nella società contemporanea, oggi social e tecnologica fino alla esasperazione? Oggi al poeta, secondo te, viene riconosciuto un ruolo sociale e culturale, oppure, come dice Bukowski, fa parte di una “élite” di intellettuali che si autoincensano reciprocamente, una sorta di “club” riservato ed esclusivo, senza incidere realmente nella società e nella cultura contemporanea?

Può essere definito mollaccione e mezzo uomo per la sua sensibilità, solitamente i poeti hanno un animo sensibile e forse per questo motivo gli viene attribuito questa etichetta, ma non vuol dire che lo è. La poesia ha un ruolo di nicchia nel senso che non è ancora da molti apprezzata e come tale le vendite dei libri, a numeri sono bassi. Dico sempre: "la poesia è un po' come l'opera o la ami o la odi ed io amando entrambi la scrivo!"

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua scrittura, nella tua arte e nel tuo lavoro?

Io scrivo ciò che vivo! Alcuni dicono che scrivo sogni, altri emozioni e altri ancora sciocchezze. Io dico che scrivo l'insieme di tutte queste cose, restando fedele sempre a me stessa e a ciò che sono. Vivo di sentimenti, di amore e di emozioni, per me sono alla base dell'esistenza umana. Incidono profondamente nella mia scrittura, senza di essi io non scriverei, non ne avrei motivo. 

«Lasciate che vi dia un suggerimento pratico: la letteratura, la vera letteratura, non dev’essere ingurgitata come una sorta di pozione che può far bene al cuore o al cervello – il cervello, lo stomaco dell’anima. La letteratura dev’essere presa e fatta a pezzetti, sminuzzata, schiacciata – allora il suo squisito aroma lo si potrà fiutare nell’incavo del palmo della mano, la potrete sgranocchiare e rollare sulla lingua con gusto; allora, e solo allora, il suo sapore raro sarà apprezzato per il suo autentico calore e le parti spezzate e schiacciate si ricomporranno nella vostra mente e schiuderanno la bellezza di un’unità alla quale voi avrete dato qualcosa del vostro stesso sangue» (Vladimir Nabokov, “Lezioni di letteratura russa”, Adelphi ed., Milano, 2021). Cosa ne pensi delle parole di Nabokov a proposito della lettura? Come dev’essere letto un libro, secondo te, cercando di identificarsi liberamente con i protagonisti della storia, oppure, lasciarsi trascinare dalla scrittura, sminuzzarla nelle sue componenti, per poi riceverne una nuova e intima esperienza che poco ha a che fare con quella di chi l’ha scritta? Qual è la tua posizione in merito?

Se si ama leggere un libro lo ingoi e lo digerisci facilmente. Chi non ama leggere lo legge a spezzettoni, o non lo legge affatto. A mio avviso un libro va letto con il gusto e il piacere di farlo. Bisogna immedesimarsi con i vari personaggi e vivere il più possibile nel mondo del racconto. Poi ognuno ha il suo modo di leggere che comunque non è mai sbagliato se si riesce a comprendere ciò che sta leggendo.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita professionale e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che avrai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

In primis a me stessa, a Requiem_for_a_Sin per i preziosi consigli, e soprattutto per il grande sostegno dimostrato. Alle mie amiche che mi hanno sostenuto nel credere sempre in me stessa e avere quell'auto stima che mi mancava. Nicola Bergamaschi il mio primo editore di Edizioni WE che ha creduto fortemente nelle mie capacità di poetessa pubblicando i miei due libri. La mia vita i miei amori racchiusi in una poesia ed Echi del mare e ovviamente tutte quelle persone, amici virtuali, che mi sostengono acquistando anche i miei libri.

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

Ovviamente i miei libri!

Chi era? La voce del silenzio di Liliana Angeleri edito da Edizioni WE. Una storia vera extrasensoriale.

Guerra e pace di Lev Nikolaevic Tolstoj, uno dei romanzi storici più importanti della letteratura, un poema epico, avvincente e sempre attuale. L'Alchimista di Paulo Coelho, uno dei miei romanzi preferiti tratta la storia di un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende un viaggio avventuroso, ma anche reale e simbolico.

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere? E perché secondo te proprio questi?

La storia della nostra vita tratto dal romanzo di Nicholas Sparks basato su una storia vera. Una storia d'amore ricca di emozioni. L'età dell'innocenza dal regista Martin Scorsese con Michelle Pfeiffer e Winona Ryder. Il matrimonio del mio migliore amico, un film commedia del 1997 con Julia Roberts e alcune canzoni di Burt Bacharach. 

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata che puoi raccontarci?

Il primo giugno sarò a Minori con il mio libro Diario bruciato che sarà presentato alla sedicesima edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo. Sono 44 i libri in concorso per le tre sezioni del Premio costadamalfilibri. Sto scrivendo un romanzo con Requiem_for_a_Sin che sarà in uscita per Natale di quest'anno.

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Mi potranno seguire su Instagram, sulla mia pagina personale di Facebook Antonia Flavio scrittrice, su LinkedIn e Twitter 

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa breve intervista?

Ringraziandovi per avermi concesso questa intervista. Spero che il mio cuore, la mia anima arrivi a chi mi leggerà. Diario bruciato è in vendita su tutte le librerie online e dal 29 aprile sarà in vendita nelle librerie Giunti,  Mondadori e Feltrinelli. La mia vita i miei amori racchiusi in una poesia e Echi del mare sono in vendita su Amazon.


Antonia Flavio

https://www.facebook.com/antonia.flavio.77

https://www.instagram.com/antoniaflavio

Il libro:

Antonia Flavio, “Diario Bruciato”, Poetica edizioni, Rende (CS), 2022

https://www.poeticaedizioni.it

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Fattitaliani

#buttons=(Accetta) #days=(20)

Questo sito utilizza cookie di Google per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per saperne di più
Accept !
To Top