Emergenza Ucraina, in partenza un secondo convoglio umanitario di Tesla Owners Italia

Fattitaliani



Si è appena conclusa la prima missione esplorativa dell’associazione Tesla Owners Italia, che già un secondo convoglio con un numero maggiore di auto è pronto a prendere il via.
La partenza è prevista da Milano venerdì 18 marzo, quando le vetture Tesla provenienti da tutto il Nord Italia, da Torino a Trieste, percorreranno le autostrade europee per raggiungere il territorio ucraino per portare generi di prima necessità e materiale medico richiesto dalle associazioni locali e riportare in Italia profughi in fuga dalla guerra.

L’iniziativa è partita quasi spontaneamente tra i soci Tesla Owners Italia, associazione non-profit di proprietari delle vetture di Elon Musk. L’emergenza umanitaria, la situazione drammatica dei profughi, hanno spinto il presidente Luca Del Bo a muoversi, insieme a un ristretto gruppo di soci per portare un aiuto concreto a una popolazione in estrema difficoltà.

 

Il primo convoglio, le storie

E così lo scorso fine settimana è partito da Milano il primo convoglio esplorativo in collaborazione con Conadisette auto Tesla cariche di materiale medico, cibo, alimenti per bambini, latte in polvere, pannolini, coperte e anche un generatore da 3kW si sono dirette alla volta dell’Ucraina. E al ritorno hanno accompagnato alcuni profughi a ricongiungersi con i loro familiari in Italia.

Oltre 3300 km attraverso l’Europa dall’alba di venerdì 11 fino alla notte fonda di domenica 13 quando le donne e i bambini ucraini hanno riabbracciato i familiari e trovato una casa dove concludere il loro lunghissimo viaggio.

“Questa è stata una prima spedizione esplorativa, in vista della prossima che partirà venerdì 18 marzo”, spiega il presidente di Tesla Owners Italia, Luca Del Bo. “Solo poche vetture e con guidatori esperti, perché sapevamo che sarebbe stato un viaggio lungo, faticoso e dalla forte carica emotiva. Io ho partecipato a diverse missioni umanitarie, ma questa è stata davvero la più difficile perché si svolge sul drammatico sfondo di una guerra così vicino a noi”.

 

Una prima missione esplorativa non priva di insidie e di imprevisti, dalle lunghe code - fino a quattro ore di attesa - per l’ingresso in territorio ucraino a causa dei minuziosi controlli doganali per questioni di sicurezza e per scongiurare attentati e trasporto di materiale potenzialmente pericoloso.

Nella direzione opposta a piedi arrivavano i profughi che lasciavano il territorio di guerra. Attraverso una serie di tende verdi e arancioni venivano rifocillati, esaminati e curati.

“Non sono riuscito a resistere e mi sono avvicino a un capannello che si è formato all’uscita delle tende”, racconta Luca De Ponti, socio di Tesla Owners Italia, uno degli owner che ha partecipato alla prima missione esplorativa “Sono tutte donne con bambini: arrivano prevalentemente da Kharkiv e Kiev su treni sovraffollati seduti per terra nei corridoi. Sembra surreale… hanno la vita in un trolley, in un passeggino, mi impressiona che molte abbiano la gabbietta per il gatto o per il cane. Attendono con dignità di essere caricate con i bambini su un pulmino che li porterà verso Przemyśl il centro di raccolta che i polacchi hanno predisposto a circa 70 Km a nord. Sono tutte cordiali, alcune sorridenti, tutte con una cieca fede nella capacità dell’esercito ucraino di sconfiggere il nemico russo. Si dicono certe di ritornare a casa dopo poche settimane”.

È commovente anche l’incontro con Natalia, la volontaria ucraina di Leopoli, che regala ai teslisti un souvenir, una piccola medaglia con i colori nazionali, li ringrazia e li invita nella sua città al prossimo viaggio. Terminate le lunghe operazioni di scarico dei materiali destinate a un’associazione di Leopoli che li smisterà sul territorio ucraino nei vari luoghi di necessità, la missione prosegue per prelevare i profughi diretti in Italia, ma qualcosa non va. Le persone che avrebbero dovuto partire per il nostro Paese non ci sono. O hanno già trovato un altro passaggio o non sono riuscite a raggiungere il punto di raccolta. Le incognite sono tante - spiegano i volontari sul posto - le persone vogliono lasciare il paese velocemente perché stremate da ore di viaggio e muoversi all’interno del paese non è facile.

 

I Tesla Owners non si arrendono e si dirigono nel più grande centro di accoglienza presso la cittadina polacca di Przemyśl. È un grande centro commerciale dismesso, dove trovano letti, brandine, farmacie, punti di ristoro e le rappresentanze dei vari paesi europei: Austria, Germania, Francia, Italia e molti altri Stati. Per entrare è necessario registrarsi, ogni driver deve essere identificato, così come gli Ucraini in cerca di un passaggio. Una macchina organizzativa perfetta dove i profughi trovano accoglienza e sostegno. Fuori dal centro commerciale in mezzo ai pullman e agli autisti in attesa, truck che vendono viveri, bevande calde e fuochi per scaldarsi.

Nello stand dell’Italia alcuni profughi sono diretti verso il nostro Paese, vengono assegnati ai driver di Tesla Owners Italia. Sono quattro donne, un adolescente e tre bambine dirette in provincia di Novara dove la mamma di una delle donne lavora da anni come badante.

Le prime due auto riescono dunque a ripartire alla volta dell’Italia solo nella tarda serata di sabato 12 per portare a destinazione i profughi nella tarda serata di domenica.

Luca De Ponti rimane in attesa invano tutta la notte: “Nonostante fosse chiaro che per la notte non ci fosse nulla da fare, mi sono ostinato a girare con il mio cartello ITALIA”, racconta. “Arrivano nuovi profughi, arrivano stanchi dopo un viaggio lunghissimo i bambini avvolti nelle coperte isotermiche in silenzio e con civiltà si sono registrati e nessuno si è lamentato. Avrei voluto urlare io per loro. Ho fatto fatica ad allontanarmi da questo centro popolato solo da meravigliose persone, forse per aggrapparmi alle loro virtù che tanto si contrappongono alla guerra che imperversa a poche centinaia di chilometri di distanza”.

 

Il secondo convoglio, in partenza

La prossima missione è in partenza da Milano venerdì prossimo 18 marzo, con auto provenienti da tutto il Nord Italia, da Torino a Trieste. Già oltre dieci auto si sono registrate a questo secondo convoglio e partiranno cariche di materiale medico, cibo per bambini e pannolini, torce, fornelletti a gas, power bank e tutto il materiale che le associazioni sul territorio ci segnaleranno come necessario.

“Con questa missione ci piace lanciare anche un altro messaggio: che una mobilità alternativa è possibile”, commenta Luca Del Bo. “Abbiamo attraversato l’Europa, percorso migliaia di kilometri a bordo di auto elettriche, senza inquinare e senza emettere un solo grammo di CO2. I viaggi di lunga percorrenza a bordo di Tesla sono una realtà oggi, non nel futuro”.

Con brevi soste da 15 minuti ogni 250/300 km per raggiungere un livello di carica dell’80% sufficiente per proseguire il viaggio, le Tesla hanno percorso all’andata 1500 km in poco più di 12 ore, con un costo di circa 75 euro. E se questo non bastasse Elon Musk già vicino al popolo ucraino e strenuo oppositore della guerra ha messo a disposizione ricariche gratuite nei supercharger Tesla nei paesi confinanti con l’Ucraina. Dunque, nessun costo in Ungheria, Slovacchia e Polonia.

 

Tesla Owners Italia

Tesla Owners Italia è un’Associazione senza scopo di lucro, composta da proprietari e appassionati del marchio Tesla, è ufficialmente riconosciuta da Tesla e, da questa, non riceve alcun compenso o sponsorizzazione. Marchi e Loghi sono dei legittimi proprietari.

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