Valeria Sassu e la consapevolezza di “saper scrivere”. L'intervista

Fattitaliani



di Laura Gorini - Mi ringrazio quotidianamente per aver il dono di vedere oltre le apparenze e per dimostrarmi comunque sensibile e disponibile, a volte oltre le reali possibilità.

La sua raccolta di racconti Borderside ci presenta, come lei stessa ha ben spiegato nel corso della nostra intervista, Personaggi con  la “P” maiuscola nei quali ci possiamo riconoscere. Il libro sta talmente piacendo al grande pubblico che lei ha deciso di dargli un degno seguito.

Valeria, si presenti ai nostri lettori…

È un piacere essere intervistata e potermi presentare ai vostri lettori.

Sono una scrittrice sarda con un background abbastanza variegato, Cagliaritana doc, vivo da tempo nel nord della Sardegna , in provincia di Sassari.

Mi sono laureata in Psicologia per poi specializzarmi in ambito clinico e divenire Psicoterapeuta, attualmente questa è la mia professione prioritaria  anche se continuo a lavorare anche come docente in ambito scolastico. L’amore per la lettura e per le vicende umane mi ha poi portato sulle sponde della scrittura facendomi scoprire un mondo completamente nuovo, ampliando i miei orizzonti conoscitivi ed emotivi.

Come è diventata scrittrice?

Spesso si sente dire (soprattutto nell’ambito dello spettacolo)…”Ho accompagnato un’amica ed hanno scelto me!”

Diciamo che un po’ è andata così, sull’onda della casualità ma anche della disponibilità. Una cara amica, dopo un brutto incidente invalidante che determinò l’amputazione dei 4 arti, mi chiese di aiutarla a scrivere la sua biografia,per poter essere d’aiuto a sua volta a  coloro che si sarebbero trovati in uno stato di difficoltà estrema. Il progetto andò in porto in periodo pandemico e il libro (La mia unica vita la mia vita unica)  una volta edito vendette più di tremila copie. Fu un successo che, grazie alle ottime recensioni, mi rese consapevole di “poter scrivere”.

Con quale criterio ha scelto i personaggi da presentarci nei suoi racconti?

I personaggi di Borderside sono Personaggi con la “P” maiuscola, scelti in modo mirato in quanto rappresentanti di vicende umane comuni a tanti,  ma particolareggiate nel loro genere. Sono l’espressione di storie vere di persone  travestite in modo scenico, tale da consentire ai lettori di ritrovarsi in parti di essi. 

Non le è mai capitato di emozionarsi o di fermarsi a riflettere mentre raccontava le loro vite?

Assolutamente si, e ciò mi ha consentito di far uscire dalla penna la stessa emozione trasferendola ai personaggi stessi ed in ultima analisi ai lettori.

A proposito, come si è sentita quando le raccontava?

Ho sempre vissuto in prima persona le storie che ho descritto con una grande capacità empatica ed immaginativa e una forte componente emotiva e passionale che mi hanno  consentito un immedesimazione tale da  permettere  agli stessi personaggi di esistere e vivere tra le pagine del libro. 


Nelle sue storie c'è un personaggio protagonista ma in realtà ce ne sono anche che, seppur secondari, hanno una loro importanza anche al fine narrativo. Crede che potrebbe riproporceli in una sua seconda opera?

Mah, non ci ho pensato finora, potrebbe essere un suggerimento interessante da prendere in considerazione in futuro.

Non ha pensato di scrivere altri racconti sui generis?

Sì, ho pensato in realtà, più che altro su stimolo dei lettori, di continuare in un secondo volume di racconti  le vicende narrate nel primo.

A proposito, perché non un romanzo vero e proprio?

Ecco, questa invece è un ipotesi più realistica che sta prendendo già forma.

Per che cosa si sente di ringraziare le donne e gli uomini che compaiono nel suo libro? Che cosa le ha lasciato a livello umano ognuno di loro?

Ogni giorno, ogni incontro in studio con i miei pazienti ed ogni personaggio del mio libro mi ricordano quanto sia immensa la molteplicità del genere umano, di quante sfaccettature si componga e quanta ricchezza possiamo essere gli uni per gli altri.

Ogni personaggio dei racconti, principale o secondario,  ha lasciato in me   l’eterea ed impalpabile ricchezza dell’unicità umana e l’opportunità di divulgarla.

E per che cosa - invece - sente di ringraziare la sua persona?

Mi ringrazio quotidianamente per aver il dono di vedere oltre le apparenze e per dimostrarmi comunque sensibile e disponibile, a volte oltre le reali possibilità.

 

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