La storia dei grandi amori e delle leggende romantiche nate e ambientate a Venezia

Eleonora Duse e Gabriele D'Annunzio, Aristotele Onassis e Maria Callas. Due amori illustri nati nella romantica cornice di Venezia e che sono stati raccontati in tutto il mondo. Nel giorno degli innamorati Venezia, che festeggia i 1600 anni dalla sua fondazione, ricorda le storie d'amore che ancora oggi sono in grado di toccare il cuore.

Come le più antiche che raccontano l'amore contrastato di Orio e Melusina, protagonisti di una leggenda d'amore impossibile consumata ai tempi dello splendore della Serenissima: questo racconto, che ancora oggi viene ricordato come quello di amore eterno, e da una incisione a forma di cuore scolpito su un arco della casa in cui vivevano all'Arsenale nel Sestiere di Castello. O la storia di Maria, settima di sei sorelle bellissime che, a differenza sua, abitavano al ponte delle Maravegie a San Trovaso a Dorsoduro, e del suo amato barcaiolo: un amore contro tutti e tutti in cui i due giovani, sfidando la gelosia e la cattiveria, sono stati alla fine premiati con una vita insieme durata 68 anni.

La storia d'amore contemporanea più iconica sbocciata a Venezia è senza dubbio quella tra Maria Callas e Aristotele Onassis. Era il 1957, alla Mostra del Cinema di Venezia: cupido è stata Elsa Maxwell, la più famosa giornalista di gossip di Hollywood, che per far conoscere i due amici ha organizzato un ricevimento all’Hotel Danieli. Una sera di settembre, Maria Callas e Aristotele Onassis si incontrano, si piacciono e trascorrono ore assieme fino a notte fonda, parlando in greco per non farsi capire da nessun altro. E’ nata così la loro storia d'amore, di cui la testimone è Venezia: i due si lasciano immortalare all’Harry’s Bar, sulla spiaggia dell’Hotel Excelsior, indifferenti ai flash, senza avere occhi per altro che non sia la loro intesa crescente.

C’è, poi, la storia d’amore tra il poeta Gabriele D'Annunzio e l’attrice Eleonora Duse: il loro primo incontro risale al 1894, quando D’annunzio fa la sua conoscenza nella mansarda di un amico in comune a palazzo Barbaro con affaccio sul Canal Grande, il pittore russo Aleksander Wolkoff. 

Ma complice del loro amore è stato l’hotel Danieli: nel 1985, nelle stanze del lussuoso hotel che proprio in questi giorni ha festeggiato 200 anni dalla sua apertura in Riva degli Schiavoni, proprio in quell’albergo dove il poeta aveva deciso di trasferirsi per trascorrere la sua vita in laguna ci fu il primo incontro.  Le calli e i canali di Venezia, case e palazzi di amici, gli appuntamenti mondani e di spettacolo hanno fatto da quinta al loro tormentato amore, fino al lento declino avvenuto verso il 1890.

Ma le storie d’amore in laguna hanno radici molto lontane. Come le leggende che ci arrivano al tempo della Repubblica Serenissima e che trovano ancora ricordi nelle pietre e nei palazzi della città.

Una di queste è la storia del cuore rosso di pietra nascosto a Venezia che porta fortuna a chi lo tocca e che cela la leggenda dell'amore tra una sirena e un pescatore veneziano che ha lasciato il suo segno nel tempo nel sestiere di Castello.

Non lontano dalla chiesa di San Giovanni in Bragora c'è un sottoportego molto famoso tra gli innamorati, perché al suo interno è nascosto un mattone rosso a forma di cuore dietro il quale si nasconde una bella quanto struggente leggenda d'amore. Toccare il cuore si dica faccia avverare i propri desideri d'amore entro l'anno. La leggenda è quella di Orio e Melusina, ovvero l'amore "maledetto" di un pescatore e una sirena iniziato a Malamocco dove il giovane pescatore, gettando le reti di notte in laguna, pescò una sirena, Melusina appunto.

Liberatala dalla rete, Orio si innamorò all'istante di lei che a sua volta perse la testa per il pescatore veneziano a tal punto da rinunciare alla sua natura di mezzo pesce per andare a vivere con lui. C'era solo un patto che Melusina chiese a Orio di rispettare: che lui restasse fuori casa tutti i sabati fino al giorno del matrimonio. Il giovane, all'inizio, rispettò la richiesta ma poi, divorato dalla curiosità e spinto un po' dalla gelosia, tornò a casa proprio di sabato e si trovò davanti una sorpresa terrificante. Sua moglie si era trasformata in un orrido serpente. La sirena, infatti, era vittima di un terribile sortilegio che si sarebbe rotto solo con il matrimonio e così fu. I due, infatti, si sposarono ed ebbero tre figli ma la vita aveva in serbo per loro una spiacevole sorpresa. Melusina si ammalò e morì lasciando così Orio da solo con tre figli. La leggenda vuole che la casa di Orio fosse inspiegabilmente sempre in ordine. Un giorno Orio rientrato a casa per una tempesta, trovò in cucina un serpente e per paura che facesse del male ai suoi figli, lo uccise. Da quel momento la casa non fu mai più in ordine e l'uomo capì che aveva ucciso nient'altro che l'anima di sua moglie che tornava, sotto forma di serpente, ogni giorno per aiutare la sua famiglia ma che era morta per mano del suo stesso amore. Così, è a ricordo di questa storia che il cuore di pietra è stato posto lì, dove in origine sorgeva la casa di Orio e Melusina.


E ancora da ricordare c’è la storia di Maria, settima di sei sorelle bellissime, e del suo barcaiolo. La leggenda narra che nelle vicinanze di San Trovaso, vicino al ponte delle Maravegie, abitava una famiglia composta da sette sorelle: sei erano bellissime mentre la settima, di nome Maria, era sgraziata e scontrosa. Tutti i ragazzi della zona facevano a gara per ottenere l’attenzione delle sei affascinanti fanciulle, ma nessuno prendeva in considerazione Maria. Tra gli spasimanti c’era un barcaiolo, fortissimo nelle regate ma impacciato in amore e con problemi di salute tanto da costringerlo a lasciare le regate. Nessuno riusciva a guarirlo così iniziò a pensare di essere vittima di un malocchio lanciato contro di lui da Maria colma d’odio e d’invidia per le sorelle e verso di lui che faceva loro la corte.

Spinto dalla rabbia decise di punirla ma cambiò idea quando la vide inginocchiata a pregare e che, alla vista del giovane, gli confidò tutto il suo amore usando parole bellissime. Talmente vere che il barcaiolo si rese conto di amarla a sua volta. Il potere e la forza del loro amore permisero al ragazzo di recuperare le forze, di vincere la regata e di trasformare Maria in una bellissima donna.

Fattitaliani

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