Poesia. Recensione della raccolta “Pietà per l’esistente” di Paolo Pera

Pubblicata dalle Edizioni Ensemble nel settembre 2021, la raccolta poetica di Paolo Pera si presenta nel suo contenuto e stile già a partire dal titolo “Pietà per l’esistente” e dal sottotitolo “Satire e poesie censurabili”. Un’ironia sottile e colta ne accompagna versi e parole sin dal primo componimento che inaugura la silloge il cui titolo “La morte sul triciclo” riassume paradossi e contraddizioni della vita che lo anima così come ne “Il seme comincia a puzzare”.

Sorprendente nella sua brevità “Fortunato, il tedesco”: in otto versi l’universo intero entra in campo, dalla creatura evocata dal titolo alla giovane donna avvizzita, dal cane al Paese, persino Dio. Vi rientra anche la morte, tema che attraversa il volume maniera più o meno velata ed esplicita come illustra “Il cane alla catena”.

Il risentimento sembra avvolgere gli otto versi di “Satirelle” mentre nel “Dialogo introspettivo con una zanzara” è possibile intravedere una metafora del potere di cui si riveste ingiustamente e ingiustificatamente l’essere umano nei confronti dell’ambiente che lo circonda.

Fantastica la citazione di Ovino ovetto nel brano “Per le colazioni globali”: una burla, una smorfia, uno sberleffo contro la serietà di certe riflessioni che pretendono d’essere universali e intellettuali. Altrettanto azzeccato e attualizzato il richiamo al sonetto dantesco nella “Risposta al migliore poeta della sua generazione”.

Le Pasquinate, il Vangelo secondo l’asino, l’Ampio senso religioso, Cara nostra Peste, Ablazioni teoretiche e La bruttezza desiderata proseguono nella dissacrazione e nella lucida lettura della realtà religiosa e laica e umana odierna, che ha bisogno di essere interpretata, capita e vissuta tramite una presa di posizione che tenga conto del giusto distacco che solo l’ironia sana può fornire.

Un’antologia che sorprende per la sua vivida intelligenza, attuale eppure poetica, mai banale e che, anzi, invita i lettori a un’attenta e responsabile presa di coscienza di sé, del proprio posto nel mondo e delle relazioni che si tessono con gli altri.

Giovanni Zambito.



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