FRANCESCA DI MARTINO: Lavoro per accendere scintille nel mondo dei giovani

di Francesca Ghezzani - Nel flusso di eventi che stiamo vivendo, i generi letterari come quello della fantascienza e della distopia hanno trovato uno spazio sempre di maggiore d’interesse. Lo sa bene Francesca Di Martino, editrice di Edizioni Piuma, che lavora ogni giorno portando avanti un obiettivo: accendere scintille nel mondo dei giovani lettori. L’abbiamo intervistata.

Come nasce l’idea della collana {I Codici}?

L’idea è nata qualche anno fa. Nel 2018, Edizioni Piuma stava affrontando grandi cambiamenti interni alla casa editrice, e una delle prime necessità è stata quella di intraprendere una nuova direzione per tirare fuori un nuovo piano editoriale. All’epoca, si era già formulata l'ipotesi di cercare autori che scrivessero romanzi fantascientifici, ma con l’input di trovare storie adatte a un pubblico più giovane, cioè quello delle scuole secondarie di primo grado. All’inizio è stato molto difficile individuare storie già scritte che corrispondessero alle nostre esigenze, perché era una richiesta ben precisa.

Una curiosità: perché avete scelto il nome {I Codici}?

Quando abbiamo radunato le idee per trovare il nome giusto alla collana la parola e l’immagine che veniva fuori spesso era quella della cascata di codici del film “Matrix”. Una scelta banalissima, ma chiara. Allora abbiamo immaginato quanto la tecnologia
fosse importante, quanto in questi ultimi decenni stesse cambiando gli scenari della nostra società. Ci siamo resi conto quanto fosse lontana da noi la nuova generazione di under quattordici. Così ha preso forma l’idea di mondi alternativi per giovani lettori. Luoghi dell’immaginario in cui ritrovarsi con domande, necessità e la voglia di orientarsi crescendo.

Quindi, i {I Codici} è una collana concepita soltanto per gli Under quattordici?

Per partire abbiamo definito questo target, ma sappiamo bene che le buone storie possono essere lette a qualunque età. Con le prime uscite, “Il disegnatore di nuvole” di Giorgia Simoncelli e “Dastan verso il mare” di Laura Scaramozzino, abbiamo piantato i semi della collana. Oggi, compatibilmente con le nostre forze, stiamo procedendo allo scouting di altri autori. Ci sono stati ampliamenti con i {I Codici XL} con storie Young Adult, che affrontano tematiche più forti, tra cui “Everlasting” di Juliette Pierce. Il romanzo è scritto in un modo particolare, come fosse scaturito direttamente da un diario in chat, e ci catapulta nella storia con la voce della protagonista in prima persona, narratore ansioso che riflette su problematiche sentimentali legate alla ricerca dell’anima gemella.

A febbraio, poi, arriverà “Gli effimeri sono immortali” di Azelma Sigaux tradotto da Alessandra Florio e, sempre per il prossimo anno, sono in programma “Il sonno dei dannati” di Pascal Millet e nuovi esordienti italiani.

 

Parallelamente, però, è anche giusto far sapere che di recente Edizioni Piuma ha portato in Italia l’autrice francese Clarisse Lochmann pubblicando il picture book colorato e divertente “In Coda”. Vuoi raccontarcene la trama?

“In coda” è un albo illustrato, ricco di splendide illustrazioni, colorate e luminose, una gioia per gli occhi. Un giorno, un piccolo topo si spazientisce in coda all’ingresso di un museo. Il contrattempo si trasforma in realtà nell’occasione di osservare gli altri visitatori, ma da tutt’altro punto di vista. Diventa una spassosa galleria di animali: pappagalli, un polpo, una volpe, pecore, insomma di tutto di più.  Tutti raccontano uno spiritoso studio sociologico.

Quali sono i punti di forza di quest’opera per giovani lettori?

Secondo me, pagina dopo pagina, i bambini si divertiranno a leggerlo in compagnia di mamma e papà, perché avranno la libertà d’interpretare le varie situazioni dei protagonisti. Sono tutti animali con caratteristiche che ricordano gli uomini, con i loro pregi e difetti. Quando si sfoglia si ha proprio la sensazione di avere per le mani un simpatico trattato sociologico per prendere un po’ in giro gli adulti.

Infine, abbiamo capito che è necessario misurarsi e rinnovarsi velocemente per stare vicino ai giovani lettori, tanto che oltre a quest’ultima uscita avete dato vita a una nuova collana con uno scopo ben preciso. Spiegaci meglio…

Hai toccato una corda che mi sta molto a cuore. Infatti, da ottobre scorso abbiamo dato il via alla collana Akabook, dedicata a quei ragazzi stranieri che hanno voglia di leggere storie adatte alla loro età, ma scritte in modo semplice per poter accedere e imparare prima la lingua italiana. Credo che arrivare il più possibile vicino ai lettori di ogni tipo sia importante per alimentare l’interesse alla lettura. Akabook è dedicata ai ragazzi dai 10 anni in su che non parlano bene l’italiano, perché arrivati da altri paesi. Tutti i ragazzi che arrivano da altre realtà hanno necessità di parlare prima la lingua per integrarsi al meglio con i loro coetanei. 

Akabook è anche in ebook, perché è disponibile al prestito nelle biblioteche virtuali di Mlol. Questo per facilitare la lettura a costo zero per chi magari è più in difficoltà. La responsabile di collana, nonché prima autrice di questo filone, è Benedetta Frezzotti. Lei ha scritto seguendo un metodo ben preciso. Ha utilizzato tempi verbali semplici, specialmente al presente, frasi brevi e parole d’uso comune facilmente individuabili. Insieme a dei linguisti ha sviluppato una modalità per cui ha riadattato grammaticalmente la sua storia con questo sistema. Poi una grafica chiara e allegra suggerisce e fa risaltare alcune parole difficili per aiutare ancora di più la comprensione del testo.

A inaugurare questa mission il libro S.O.N.O. di Benedetta Frezzotti, appunto, una storia per ragazzi piena di adrenalina. È una corsa contro il tempo per impedire che accada qualcosa di terribile a dei ragazzi scomparsi e al nostro protagonista: Somchai. Lui è un adolescente thailandese, chiuso e sempre attaccato ai videogame. Pensa di non avere amici e che nessuno si preoccuperà per lui. Invece, quando scompare un gruppo di compagni, un’anziana vicina e una ragazza modellatrice 3d per effetti speciali, si mettono sulle sue tracce per ritrovarlo e riportarlo sano e salvo a casa. Un bel messaggio secondo me, non solo abbiamo a che fare con i soliti problemi d’integrazione, ma sono dei problemi alla portata di tutti, molto molto concreti. Insieme a Benedetta Frezzotti abbiamo pensato che non occorreva indugiare su storie che trattassero viaggi della speranza, per rimanere lontani da traumi che magari hanno vissuto nelle loro famiglie. Il nostro punto di vista è quello di trattarli come tutti gli altri ragazzi della loro età. Insomma, chiunque può sentirsi isolato e avere troppo a che fare con i videogame per non staccare il cervello e vivere meglio la propria socialità.


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