mercoledì 29 dicembre 2021

Proscenio, Salvatore Lanza autore di "Luigino". L'intervista di Fattitaliani

Debutta al Teatro Lo Spazio, il 4 e il 5 gennaio, LUIGINO, spettacolo scritto da Salvatore Lanza, diretto da Giulia Fiume e interpretato da Lara Balbo. ‘Luigino’ è il resoconto verosimile d’una storia d’amore che ha inizio da un classico imprinting fisico, fino al raggiungimento di un’amara consapevolezza e cioè che, davvero e nel profondo, “si piglia, chi si somiglia”. L'autore Salvatore Lanza protagonista della puntata di Proscenio nell'intervista di Fattitaliani.

"Luigino" in che cosa si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?
Luigino è una storia d’amore. Spesso, purtroppo, nei miei testi l’amore viene accantonato per dare spazio a tematiche meno universali. Luigino, invece, racconta una storia d’amore che può essere di tutti.
Quale linea di continuità, invece, porta avanti?
La linea di continuità la trovo soprattutto nello stile della mia scrittura. Mi piace raccontare commedie che lasciano un briciolo di amore in bocca. Prima ridi e poi pensi al perché hai riso. Penso che sia molto importante capire che tutte le storie non siano solo bianche o nere. Sono le sfumature di tutti i colori a renderle interessanti.
Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro? Racconti...
A scuola con le recite. Le maestre mi affidano sempre i ruoli più centrali. Penso che succedeva come conseguenza al fatto che fossi un po' paffutello. Ero l’immagine migliore per tutte le nonne che venivano a guardarci. Anni e anni passati con le guance rosse a causa die loro pizzicotti affettuosi.


È successo che un incontro casuale ha messo in moto l'ispirazione e la scrittura?

L’incontro con Lara è stato determinante per la realizzazione di Luigino. Qualsiasi gesto del suo personaggio nasce pensando anche a lei. È stato fondamentale per me sapere che la protagonista di Luigino avesse la sua faccia e il suo corpo.
Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?
La scelta di Giulia Fiume come regista è stata per me e Lara molto facile. Conosciamo Giulia e sappiamo quanta professionalità e quanta passione mette nel lavoro. Nel momento in cui io le affido il mio testo sono sicuro che lei lo tratti nel meglio dei modi. Non ho alcun tipo di timore, anzi, le ho chiesto di essere libera di giocarci e divertirsi insieme all’attrice.
Quanto è d'accordo con la seguente citazione: "Il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana" di Federico Garcia Lorca?
Penso che tutta l’arte in generale prende vita nel momento in cui nasce. Il teatro, un libro, il cinema vivono insieme a noi. Sono i nostri più cari amici quando ci piacciono. E li odiamo quando ci fanno arrabbiare. E nessuno può fare a meno dell’altro.
Il suo aforisma preferito sul teatro... o uno suo personale...
Il teatro è così infinitamente affascinante perché è così casuale. È come la vita. (Arthur Miller)
Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo?
Mi piacerebbe tantissimo fare una versione teatrale anni 2020 di ‘Una giornata particolare’. Quindi mi riprenderei Marcello Mastroianni come protagonista maschile, e per quella femminile metterei Lara Balbo, trainata dal grande successo di Luigino.
Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?
Sono un grande appassionato della letteratura e del teatro russo. Quindi mi butto su ‘Il gabbiano’ di Cechov. Amore, arte, libertà...
La migliore critica che vorrebbe ricevere?
Mi piacerebbe moltissimo dare vita a qualcosa di nuovo. Essere di ispirazione per qualche nuovo autore. Leggere un giorno: l’autore X si ispira a Lanza.
La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere?
Non sopporto la noia e tutto ciò che sia noioso. Se un mio testo verrebbe definito tale mi dispiacerebbe molto.
Dopo la visione dello spettacolo, che cosa Le piacerebbe che il pubblico portasse con sé a casa?
Mi piacerebbe che ognuno si sentisse libero di fare le scelte che lo rendano felice. Se dopo la visione di Luigino qualcuno decidesse di prendere una decisione importante mi farebbe molto piacere. Luigino è anche questo: avere coraggio di non prendere sempre il percorso più facile.
Dopo la visione dello spettacolo, che cosa Le piacerebbe che il pubblico portasse con sé a casa?
Direi la primissima battuta: “Tutto è cominciato in un attimo!”. È così che inizia tutto. Senza preavviso. La vita, appunto, è casuale. Ed è questo il bello. Ancora non so cosa farò appena smetterò di rispondere a questa domanda, ma non vedo l’ora di farmi sorprendere da quell’attimo. Giovanni Zambito.


LO SPETTACOLO

Le novità, il più delle volte, fanno paura. L'ignoto è mistero, panico, timore di non farcela. Un giorno una ragazza, la protagonista, una trentenne laureata il lingue straniere che lavora come traduttrice di istruzioni per l'uso di "sex toys", incontra un ragazzo...e tutto comincia in un attimo, come il big bang. Inizia una storia che fa pensare a quella giovane donna di aver trovato il ragazzo giusto e con lui la possibilità di cambiare, cambiare vita, lavoro, abitudini.

Quando qualcosa di nuovo ha inizio il mondo smette di esistere e nasce una nuova vita, un nuovo universo. Fino all'apocalisse, fino a che qualcosa non va esattamente come lei avrebbe immaginato e la fa tornare alle vecchie abitudini, al vecchio mondo, alle traduzioni, al passato. Ma è tutto qui l'amore? È solo questo, l'amore? Esiste solo se a fianco abbiamo un'altra persona? Luigino è questo. Una scelta. Il coraggio di andare oltre se stessi e fare di più, anche se questo “di più” supera le proprie conoscenze e le proprie convinzioni. Luigino è la storia di una ragazza che con tutte le difficoltà che appartengono ai trentenni di oggi impara ad amare; è una storia tra le storie, come tutte le storie.

“Ricordo ancora quando vidi Lara esibirsi in un brano estratto da “Luigino”, annota Giulia Fiume. “Lei così eterea, elegante… il tema era il sesso orale. Mi piegai in due dal ridere, smisi di respirare, ed ancora una volta diedi ragione alla teoria per cui l’attore, se valido, possa affrontare qualunque sfida artistica. Quando Salvatore Lanza, l’autore e Lara, mi chiesero di curarne la regia ne fui entusiasta. Ho optato per una regia minimale, di supporto alla sua autentica bravura, chicche musicali e tanto cuore.”

 Si affrontano in scena diverse tematiche, attuali e fortemente sentite nella società di oggi, come la rinascita, la scoperta di poter contare su se stessi come esseri umani in grado di amare, e vivere senza alcuna dipendenza affettiva. La difficoltà dei giovani, l'impossibilità di trovare soddisfazione professionale, il sapersi reinventare continuamente contando sul proprio coraggio. Il saper stare soli, vivendo la solitudine come una possibilità per stare bene con gli altri, come scelta, non provandone più timore. E infine la relazione d'amore, come passaggio essenziale ma non idealizzato del nostro ciclo vitale.

LUIGINO

di Salvatore Lanza

regia Giulia Fiume

con Lara Balbo

Voce off Matteo Milani

Disegno Luci Cecilia Nocella

4 e 5 Gennaio

Teatro Lo Spazio- Roma