domenica 5 dicembre 2021

La casa de papel, bel finale. La recensione di Fattitaliani

La seguente recensione più che una critica potrebbe sembrare un elogio denso di affetto verso la serie e i suoi personaggi, senza obiettività. Sì, potrebbe esserlo in effetti.
Ma di fronte agli ultimi appassionanti capitoli della stagione finale de "La casa de papel" non può che esserci ammirazione, provare emozioni, sentire compartecipazione per le vicende del gruppo capitanato dal professore.
Raramente si assiste a un gran finale così coerente e credibile allo stesso tempo come in questo caso.
Ogni elemento s'incastra perfettamente con gli altri, ogni carattere risulta complementare e fondamentale nell'interazione, ogni dialogo appare ben studiato calibrato sensato.
Gli attori raggiungono il massimo livello di espressività, forse perché consapevoli delle ultime possibilità che avevano per dare ancor maggior credito al personaggio che hanno costruito in questi anni e che ha regalato loro meritata popolarità.
Dispiace tanto dare l'ultimo saluto alla serie, salutare definitivamente il professore, Lisboa, Palermo, Helsinki, Estocolmo, Denver, Manila, Tokyo, Berlín, Nairobi, Rio, Bogotà... 
Magnifica Najwa Nimri nella parte di Alicia Sierra in tutta la sua evoluzione.
Da incorniciare le scene degli ultimi confronti del professore (Álvaro Morte) con Lisboa (Itziar Ituño) e con Tamayo (Fernando Cayo).
L'estremo atto di Tokyo (Úrsula Corberó).
Il chiarimento finale fra Estocolmo (Esther Acebo) e Denver (Jaime Lorente).
La tristezza di Berlín tradito (Pedro Alonso).
La morte di Nairobi (Alba Flores).
Addio "Casa del Papel" e grazie di tutti questi begli anni di sano e intelligente intrattenimento.