lunedì 18 ottobre 2021

Claudia Conte: Il talento delle donne alla Festa del Cinema di Roma


Le donne sempre più protagoniste nei festival del cinema. Un’idea della società e del mondo del lavoro all’insegna del talento e della parità di genere che il Premio Women in Cinema Award (WiCA) ha fatto sua, ideando un riconoscimento nato per valorizzare e rendere omaggio al talento delle donne dell’industria cinematografica e del mondo delle arti, ma anche del sociale e dell’imprenditoria. Il 18 ottobre WiCA, durante una cerimonia al Maxxi, omaggerà figure eccellenti delle arti, della cultura e del sociale. Di WiCA parla con slancio  Claudia Conte, giovane imprenditrice nel campo della responsabilità sociale oltre che attrice e presentatrice che del premio è volto oltre che ideatrice insieme a Angela Prudenzi e Cristina Scognamillo.   

Come nasce WiCA e quali donne del cinema premierete? Dall’idea che molto ci sia ancora da fare per raggiungere quella parità di genere di cui tanto si parla. Il premio,patrocinato dal Ministero della Cultura, vuole mostrare che il mondo è pieno di donne in grado di eccellere, se fosse dato loro più spazio e riconosciuto il loro talento non sarebbe difficile migliorare tanti aspetti della società e rendere più equilibrato e sostenibile lo sviluppo sociale.   

Il Premio alla carriera sarà assegnato a Milena Vukotic, un nome che evoca immediatamente l’unione di uno straordinario talento artistico ad un’enorme carica umana. È un modello per tutte le attrici, soprattutto per le giovani. Un’artista raffinata, intelligente, sensibile, che regala grazia a tutto ciò che fa. 

Tra le premiate anche Carolina Crescentini, Francesca Calvelli e Valia Santella, tre modi diversi di declinare il talento femminile. Tre donne eccezionali, cui l’Academy di giornaliste che sostiene WiCA ha voluto rendere omaggio. Carolina Crescentini è un’attrice versatile, intensa, fuori dai canoni comuni, che si esprime sempre al meglio e abbraccia i progetti con intelligenza e coraggio senza paura di interpretare anche ruoli scomodi. Valia Santella è una sceneggiatrice raffinata, che sceglie con cura le storie con le quali misurarsi come i recenti “Il traditore” di Bellocchio e “Tre piani” di Moretti, segno di un profondo rispetto per il mestiere della scrittura. Francesca Calvelli è una delle nostre montatrici più importanti, che si è fatta largo in un ambito che fino a pochi anni fa era appannaggio maschile, i suoi successi professionali certificati dai tanti premi vinti dimostrano che molto sta cambiando. Le nostre premiate hanno tutte un forte carattere e un enorme talento, un onore premiarle.   

Se non erro, esiste anche il premio per il sociale? Si esatto! Il premio speciale per il sociale va a due personalità all’apparenza distanti, Paola Turci e Barbara De Angelis. Tengo particolarmente a questo premio. L’impegno per gettare le basi di una società differente dovrebbe essere per tutti quotidiano, ci sono però persone che per il ruolo pubblico che rivestono fanno la differenza e altre invece che la differenza la fanno lavorando silenziosamente. Paola Turci, oltre ad essere una meravigliosa cantautrice, da anni porta avanti un profondo discorso sulla donna che investe la parità di genere e un concetto di bellezza inclusiva che è molto importante trasmettere, per questo WiCA ha pensato a lei. Quanto a Barbara De Angelis è un Maggiore medico dell’esercito che si è spesa in paesi a rischio come l’Afghanistan e la Libia, il suo è proprio quel lavoro silenzioso di cui parlavo che, come italiani, deve renderci orgogliosi. A premiarle sarà  Zahara Ahmadi, che aveva ricevuto lo stesso riconoscimento a Venezia, un ideale passaggio di testimone e al contempo un modo per ricordare la situazione delle donne in Afghanistan che purtroppo va facendosi ogni giorno più tragica.   

Cosa può fare un premio? Indicare la direzione verso cui andare. Ricordare, grazie alle nostre premiate, che le donne sanno essere creative, inventive pur restando concrete. Non siamo certo noi a dover elaborare le strategie politiche e sociali per arrivare alla parità, però WiCA può far riflettere in modo positivo su quanto potenziale inespresso è nascosto intorno a noi. Le donne possono essere straordinarie imprenditrici, scienziate, ricercatrici purché si capisca che tramite loro la società può migliorare. Il nostro non è solo un premio, è un modo per ribadire che se si ha il coraggio di mettere la donna al centro del cambiamento i risultati arrivano.     

E lei come giovane donna impegnata in un premio dedicato all’empowerment femminile come vede il suo futuro? Spero di poter crescere in un mondo in cui ci possa essere davvero parità nel lavoro e nella società, e per parità intendo anche salariale. Porto avanti i miei progetti artistici e di imprenditrice, mi occupo di eventi e occasioni di confronto/incontro focalizzati sul sociale e sullo sviluppo sostenibile, con la prospettiva di dimostrare prima di tutto a me stessa che posso centrare gli obiettivi prefissati. E questo sempre in uno spirito positivo e di collaborazione. Se c’è una cosa che ho imparato dalle donne è questa, unite e uniti si progredisce più facilmente e con il sorriso.