mercoledì 23 giugno 2021

La scrittrice Giulia Fagiolino: “In un binomio tra realtà e fantasia ho intrecciato la Storia alla storia”

di Francesca Ghezzani La scrittrice Giulia Fagiolino, senese di nascita e viterbese d’adozione, dopo aver vinto quattro premi letterari internazionali e aver esordito con il romanzo “Quel Giorno” (Capponi Editore) nel giugno 2018, si è riaffacciata al mercato editoriale con l’opera “In un battito d’ali” edito da L’Erudita, Giulio Perrone editore.

Giulia, raccontaci per sommi capi la storia che narri e catapultaci nel periodo e nei luoghi in cui l’ambienti.

Il romanzo è ambientato durante la seconda guerra mondiale ed è una saga familiare. Ho preso spunto da alcuni fatti accaduti durante la guerra dai miei parenti e poi ho romanzato il tutto, la narrazione è caratterizzata dal binomio realtà e fantasia. Tra i personaggi esistiti cito Corrado che fu veramente un mio prozio che tornò a piedi esanime dal campo di concentramento di Mauthausen, tra i personaggi di fantasia non posso non nominare Agnese, donna forte che non si arrende alla paura di non riuscire a proteggere i propri cari o Ginevra, sua figlia, che reagisce alla disperazione fino a rischiare la propria vita per amore. Il romanzo, poi, alla luce dei fatti che mi sono stati raccontati è ambientato sotto la linea Gotica, vicino Firenze, dove era molto forte la lotta partigiana, anche se i nomi dei paesi sono di pura fantasia.

Intrecci la storia con la S maiuscola a quella con la s minuscola… potresti proporci un parallelismo mettendo a confronto un tuo personaggio femminile e uno maschile con altrettanti nomi passati alla storia?

I personaggi sono tanti e hanno la loro personalità, sono incisivi tutti a loro modo, non saprei individuare dei nomi passati alla storia precisi, forse in Agnese ci rivedo un po' Anna Magnani, ma lascio il compito alla fantasia del lettore.


Ritieni che il carattere dei tuoi personaggi e il loro modo di reagire alle difficoltà si discosti da quello delle generazioni di oggi?

I miei romanzi li definisco catartici perché i personaggi vivono dei momenti difficili ma poi trovano il coraggio per superarli e ricominciano a vivere. Quello che voglio inviare è quindi un messaggio di speranza, che oggi più che mai serve alle nostre generazioni, che spesso si arrendono alle prime difficoltà e non hanno la tenacia necessaria per andare avanti.

Se tu volessi assomigliare a una penna della letteratura italiana o straniera, chi vorresti essere?

Nella letteratura italiana classica mi vengono in mente Grazia Deledda, Natalia Ginzburg, Elsa Morante e straniera Jane Austen.

E da chi vorresti ricevere una recensione o un consiglio letterario?

Da qualsiasi rivista e blog letterario, tutte le testate hanno il loro spessore.

Infine, nella veste di lettrice, quale ultimo "grande" libro hai apprezzato?

L'ultimo libro che ho letto “Le voci della sera" di Natalia Ginzburg.