mercoledì 26 maggio 2021

Proscenio, Emilia Miscio a Fattitaliani: a teatro ogni figura è indispensabile e funzionale allo spettacolo. L'intervista di Fattitaliani

Sei personaggi in cerca d’attoreovvero il giallo del giallo (trailer), un errore di commedia scritto e diretto da Emilia Miscio torna in scena al teatro Ghione di Roma domenica 30 maggio alle 17.30. La frizzante commedia nella commedia  gioca sul titolo dall’inconfondibile richiamo pirandelliano per dare vita a due gialli intersecati tra loro, due presunti casi di omicidio, ovviamente a ritmo di gag e ritmi incalzanti. Intervistata da Fattitaliani, l'autrice ne parla per la rubrica Proscenio.

In che cosa "Sei personaggi in cerca d'attore" si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi? 

Sono molto affezionata a questo testo, si distingue dagli altri perché è costruito come uno spettacolo di metateatro, quindi la finzione scenica rimanda direttamente al mondo del teatro e gli attori interpretano due ruoli contemporaneamente, quello dell’attore che recita nello spettacolo e quello del personaggio dello spettacolo stesso.

Quale linea di continuità, invece, porta avanti?

I testi che ho scritto si rifanno sempre ad esperienze vissute in prima persona, soprattutto relative al mondo dei lavoratori dello spettacolo. In particolare pongo la mia attenzione su tutte le figure che operano in teatro, quali attori, registi, tecnici, ecc e quanto queste figure siano fortemente interconnesse tra loro e abbiano bisogno le une delle altre per creare uno spettacolo che funzioni e che coniughi la parte artistica con quella tecnica.


Quando scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?
 

Sì, è capitato un paio di volte e di fatti, in prima battuta, quei ruoli li ho assegnati proprio a quegli attori. Tempo dopo, andando a replicare quello stesso spettacolo, e cambiando attori, mi sono resa conto che ovviamente lo spettacolo funzionava lo spesso, sintomo che l’essenza dei personaggi viveva in attori diversi, perché anche se differenti erano stati bravi a coglierne il carattere.

È successo anche che un incontro casuale ha messo in moto l'ispirazione e la scrittura?

Più che un incontro, le situazioni. Uno scrittore, così come un regista deve osservare il mondo che lo circonda, anche il semplice prendere l’autobus o prendere un caffè in un bar, possono mettere in moto l’ispirazione e quindi la scrittura o un’idea di regia.

Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona? 

Personalmente ritengo le figure dell’autore e del regista profondamente diverse. Si può essere solo autore o solo regista, talvolta entrambe le figure insieme. Un bravo regista deve saper leggere con attenzione il testo, deve aver capito l’intento dell’autore e poi metterlo in scena con un proprio stile e carattere, ma senza snaturare l’essenza del testo. Ritengo però che il regista debba essere totalmente libero di applicare le sue idee al testo scelto.

Quando si porta in scena un proprio testo, ci si accorge di alcune sfumature "sfuggite" durante la scrittura?

Sì certo, questo può capitare durante le prove, quando quei personaggi, che fino ad un attimo prima erano su carta ed erano bidimensionali, adesso diventano vivi, tridimensionali e assumono forme e colori più netti perché animati dagli attori che li interpretano.

Quanto si riconosce nella seguente citazione "Se il teatro non ci fosse stato, l'avrei inventato io per sopravvivere" di Mario Scaccia?

Il teatro - a tutti i livelli - è un bisogno, come bere e mangiare. Non è solo un lavoro, è qualcosa di cui non puoi farne a meno, è la ragione per cui ti alzi la mattina e per cui nonostante tutte le incertezze legate a questo mestiere - soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo - ti fa continuare ad emozionare, a piangere e a sorridere, come nessun’altra cosa. Quindi assolutamente sì, se il teatro non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

Lei come spiegherebbe il Teatro per convincere chi non ha mai visto uno spettacolo?

Direi semplicemente: “Vai a teatro, entra in una sala, siediti e goditi lo spettacolo, seguilo fino alla fine senza giudicarlo, e ti assicuro che ne uscirai arricchito o con tante domande.”

Possibile descrivere le emozioni di una prima?

Le emozioni di una prima sono molteplici. Parlo da regista e penso a tutte le volte che ho assistito alle prime dei miei spettacoli, seduta in ultima fila in disparte, quasi a non voler disturbare, guardando, con occhio e orecchio attenti, lo spettacolo che prende forma per la prima volta sul palco e osservando le reazioni del pubblico che vi assiste.

L'ultimo spettacolo visto a teatro? 

L’ultimo spettacolo che ho visto è stato in streaming, “Copenaghen” di Michael Frayn. In questo anno in cui i teatri sono stati quasi sempre chiusi, ho potuto vedere diversi spettacoli in streaming, che dal vivo non avevo visto.

Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo?

Ce ne sarebbero molti, forse troppi. Sicuramente mi piacerebbe, anche solo per un istante, catapultarmi nel passato e poter assistere ad una prova in teatro con Eduardo, che come sappiamo, dei suoi spettacoli era attore, autore e regista. Essere lì in quel teatro o in quella sala prove e ascoltarlo creare, dirigere gli attori e allestire sarebbe fantastico.  


Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?

    Non c’è un testo che considero migliore in assoluto. Ci sono testi o anche generi teatrali che, in determinati momenti della vita, considero adatti alla situazione che sto vivendo o a cui mi sento particolarmente legata.

    La migliore critica che vorrebbe ricevere? 

Sicuramente vorrei sentirmi dire “Continua così, sei sulla strada giusta”, più e più volte, per continuare, anche nei momenti di difficoltà, a credere in quello che faccio e ad andare avanti. Uno sprone insomma, a continuare ad imparare, a sperimentare e a produrre spettacoli che arrivino al cuore delle persone.

La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere? 

Non mi interessano le critiche cosiddette “negative”. Tutte le critiche fanno parte della nostra vita, l’importante è che nessuna di esse ci abbatta o ci condizioni, ma sia invece di stimolo a migliorare sempre.

Dopo la visione dello spettacolo, che Le piacerebbe che il pubblico portasse con sé a casa?

Mi piacerebbe che arrivasse un messaggio importante al pubblico, quello del forte legame nella costruzione e nella buona riuscita di uno spettacolo, di tutte le figure professionali coinvolte. Molto spesso il pubblico entra in sala e guarda gli attori, si complimenta con essi, senza rendersi conto che dietro quello che vede, c’è il lavoro di tante persone, a partire dal regista, dal fonico, dallo scenografo, dal direttore di scena. Ogni figura è indispensabile e funzionale allo spettacolo. Io la definisco una catena di montaggio e un gioco di squadra, devono esserci tutti i tasselli, se uno solo manca o non funziona bene, lo spettacolo sarà sempre un po' zoppo

C'è un passaggio, una scena che potrebbe sintetizzare in sé il significato e la storia di "Sei personaggi in cerca d’attore"?

Ci sono diversi passaggi che sottolineano una fattore importante del testo: qualunque cosa accada, lo spettacolo deve andare in scena e deve essere portato a conclusione, nonostante tutte le difficoltà che gli attori incontreranno durante lo svolgimento della pièce – e ce ne saranno davvero tantissime - il loro obiettivo sarà sempre e soltanto uno: lo spettacolo! Giovanni Zambito.

LO SPETTACOLO

Le peggiori angosce di attori e addetti ai lavori rappresentate da un testo che cita e omaggia una moltitudine di opere teatrali e cinematografiche che hanno mostrato al pubblico il misterioso e folle mondo del dietro le quinte.

Un gruppo di attori si trova in teatro per l’ennesima replica di uno spettacolo: un giallo ambientato negli anni ’30 in Inghilterra. A seguito della presunta morte di uno degli attori, questo viene sostituito all’ultimo momento dal fonico, che si offre di interpretare il ruolo mancante. Di conseguenza, il regista decide di sostituire il fonico in cabina regia. 

La vicenda dà vita a una serie di errori a catena e situazioni paradossali che si avvicendano sul palco, mettendo a dura prova gli attori, costretti a improvvisare per porre rimedio a una replica che si preannuncia disastrosa! 

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’ATTORE

ovvero il giallo del giallo

un errore di commedia scritto e diretto da Emilia Miscio

con Simone Giulietti, Mattia Cirelli, Antonino Palmeri, Cristiano Migali, Marco Gargiulo, Fabrizia Sorrentino, Federica Pallozzi Lavorante, Gabriella Iovino, Claudio Carnevali

Direttore di scena: Simona Borrazzo

Fonica e disegno luci: Giorgia Caredda

Foto: Cristiano Mongardini

Ufficio Stampa: Chiara Bencivenga

TEATRO GHIONE (via delle Fornaci, 37- 00165 Roma)

Domenica 30 maggio, ore 17.30

BIGLIETTO UNICO - 15€

PRENOTAZIONI: 3470619618

www.compagniateatralesognidiscena.it
TRAILER:
https://www.youtube.com/watch?v=KqCRyn45Qvc