martedì 20 aprile 2021

Sergio Andrei, "Genesi" una canzone per piangere, una storia per ballare

Disponibile su tutte le piattaforme digitali “Genesi”, il primo tassello del nuovo percorso musicale del cantautore Sergio Andrei con l’etichetta Purple Mix per Believe Music. https://spoti.fi/2Q0s3Ug

Genesi” è il primo capitolo di un viaggio alla ricerca dell’Eden e della propria felicità, composto d’alternanze di strofe e ritornelli, che tracceranno un percorso di  storie da raccontare che comporranno l’esclusivo concept album di Sergio AndreiPulp”, in uscita il prossimo autunno.

Il primo singolo l’Artista decide di narrarlo così: ”Come suggerisce il nome, Genesi è un inizio. In questo caso è il primo brano del primo disco, per cui segna qualcosa nella mia vita e nella mia storia artistica, riassumendo anche il ruolo che svolge la musica per me: esorcizzare la parte razionale e lasciarsi andare in una melodia, ballare e star male insieme. Urlare e sfogare concetti che hanno bisogno di volare.” - continua – “Come dicono due artiste contemporanee in una mostra fra Diluvio e Rinascita:’Ad ogni diluvio segue sempre una rinascita, ad ogni genesi segue sempre un’erosione: cambiano gli ordini gerarchici, ma ogni cosa porta avanti la propria esistenza secondo un ciclo preciso ’.


Questa non sarà solo un’uscita discografica, ma un vero e proprio racconto che verrà illustrato immagine dopo immagine, canzone dopo canzone, sulle piattaforme social dell’Artista, realizzando così, come se fosse un “magazine”, la comunicazione visiva alle parole e la musica alle emozioni.  

Il disco è stato arrangiato da Umberto Scaramozza e Jacopo Troiani, ex compagni di accademia dell’artista e prodotto e mixato da Walter Babbini presso il Purple Mix Studio di Guidonia.

Il progetto visivo è stato realizzato dal cantautore assieme alla sua famiglia artistica, sotto la guida del direttore artistico Giovanni Lo Castro, con le fotografie di Ludovico Pascoli e Mattia Cursi e video di Simone Mastronardi.

FINE CAPITOLO #1


BIOGRAFIA

Classe ’97. Nato a Milano, vivo a Roma da quando ho otto mesi, ma tifoso accanito della Fiorentina. Vissuto per un anno in Australia per poi tornare, fare il Linguistico e poi tre anni di Accademia all’Officina P.Pasolini di Tosca.

Appassionato di canzone d’autore fin da piccolo. Mi vestivo da Rino Gaetano in prima media per cantare in playback. A 6 anni, a “Chi ha incastrato lo Zio Jerry” , nominai De Gregori in opposizione a Ci Son Due Coccodrilli quando la Hunziker mi chiese il brano preferito.

Amante di edicole, pub, manifesti, copertine della Blue Note, stadi e osterie.

Politicamente credente dell’anarchia delle locande.  Un mix fra un ipocondriaco asociale e un hooligan. 

Esordito come attore a Teatro con “Le belle Notti” e poi proseguito con serie televisive e film (Non c’è campo, Che dio ci aiuti, Don Matteo, Scomparsa ec..)

ma la vera passione è quella per la sceneggiatura che fa parte del mio amore per la scrittura. Un film scritto nel cassetto dove c’è sempre musica di mezzo: il buon jazz.

Scrivo canzoni da qualche anno. Ho pubblicato tre singoli su Spotify: Pienodipanico, Brigitte Bardot e Monologo al Bancone. Altri esperimenti di questi anni sono su Youtube. 

Lavoro con un team di amici che condividono diverse passioni: dalla fotografia alla grafica e da anni portiamo avanti progetti.

Finalmente è in uscita il primo disco. Ha già cambiato dieci titoli e venti tracklist. Ora dovremmo esserci. Si chiama “Pulp” ed è un magazine che racconta tante storie e un grande viaggio che comincia al bancone.