venerdì 26 marzo 2021

Lemuri il Visionario a Fattitaliani: la Malinconia è rivoluzionaria. L'intervista

(video) Ricordate il tormentone “Dragostea Din Tei” arrivato nel 2004 al vertice delle classifiche europee? Ebbene, la voce maschile Vittorio Centrone, un artista a tutto tondo, ha creato il suo alter ego immaginario, Lemuri il Visionario, diventato poi un fumetto e un’opera rock grazie alla matita di Giulio De Vita. Ha da poco pubblicato il singolo "Niente da dire" un brano d’autore "che racconta l’incomunicabilità delle emozioni che vanno semplicemente vissute". Fattitaliani lo ha intervistato.
Parliamo del tuo nuovo singolo: cosa dice di te “Niente da Dire”?

Direi che dice moltissimo. Soprattutto perché si tratta di una canzone nata di getto, come conseguenza di una forte emozione. Proprio la sensazione di non riuscire ad esprimere a parole quel sentimento mi ha dato la spinta di tentare di comunicare il concetto che la vita a volte non può essere raccontata ma soltanto osservata con immensa gioia e fanciullesco stupore. Insomma non bisogna mai dare niente per scontato ed ogni esperienza, anche quella che sembra banale è già vissuta in precedenza, è sempre un piccolo grande miracolo.

 


Nel video della canzone vediamo la Budapest che tu più ami?

 

È sicuramente la Budapest dove molto spesso mi sono perso nella contemplazione della sua accecante e romantica bellezza.

 

Il brano anticipa in un certo senso temi e sensibilità del disco “Viaggio al centro di un cuore blu” di prossima uscita?

 

Assolutamente sì. Il disco è la metafora in musica di un viaggio interiore e vuole rivalutare un sentimento che è spesso equivocato. La malinconia. Spesso viene confusa con la tristezza ma in realtà i due sentimenti sono completamente diversi. La malinconia è un sentimento positivo, evolutivo e fortemente creativo. Tutte le più grandi opere d’arte della nostra storia sono figlie di momenti malinconici quindi posso affermare con assoluta certezza che la Malinconia è rivoluzionaria.

 

In che modo il fumetto e l'opera rock di Lemuri il Visionario ti hanno permesso di conoscerti meglio come artista?

Adoro da sempre il fumetto e da ragazzo sono stato ispirato da Peter Gabriel e David Bowie. Sono stati senz’altro loro a farmi scoprire che il connubio tra teatro, fumetto e musica poteva diventare il mezzo magico per viaggiare verso il centro del mio cuore blu ed affrontare i tanti mondi che sono nascosti nella profondità dell’inconscio. Non è un viaggio facile. Per affrontarlo ho dovuto usare una maschera e creare un alter ego che potesse rappresentare la mia parte nascosta. Tutto questo mi serve anche adesso per poter raccontare la mia esperienza e provare a spingere chi mi segue a partire a sua volta. Posso assicurare che ne vale la pena.

 

Ci sono secondo te artisti oggigiorno che non sono per niente "visionari"? E per te, che significa esserlo?

 

Lungi da me giudicare un altro artista. L’unica cosa che mi sento di dire a riguardo è che credo sia impossibile, se un artista prova ad esprimere sinceramente sé stesso, non essere visionario. Di certo visionario non è chi invece si approccia all’arte in modo razionale cercando soltanto di assecondare i gusti per altro sempre volubili del mercato.

 

Negli anni la tua personale visione del mondo è cambiata? In che cosa? In bene o in male?

 

È assolutamente cambiata perché nel frattempo sono cambiato io. Partendo da questo punto di vista, il meglio e il peggio dipendono soltanto da come pongo il mio sguardo sul mondo. Devo dire che nonostante ad oggi il periodo sia oggettivamente difficilissimo, io continuo ad essere ottimista. Ogni crisi è un’occasione e mi piace pensare che questa pandemia debba per forza essere il passaggio obbligato per un nuovo rinascimento sociale ed artistico.

 


Prima o poi pensi di tornare a vivere in Italia? O non l’hai mai lasciata?

 

In realtà per ragioni familiari, da circa due anni faccio il pendolare tra Roma e Budapest ma non ho mai lasciato l’Italia. Questa circostanza comunque mi ha permesso di conoscere una città estremamente affascinante e questo mi è servito molto per scrivere il nuovo disco che sta per uscire. Giovanni Zambito.


Spotify: 
https://open.spotify.com/track/79B6KFQCCiFSQrdxJTFRfW?si=jFUJ2uydQQqsTGSxtVmKlQ