domenica 28 marzo 2021

Il cantautore Eliseo Chiarelli e l'approccio troppo personale con la musica. L'intervista di Fattitaliani

Fragile è il nuovo singolo di Eliseo Chiarelli, cantautore di Crotone classe 1998. Un nuovo capitolo musicale che segue l'EP di debutto Ep senza nome (2017) e l'album Un po' d'amore un po' di rivoluzione (2018), un invito a sentirsi e mostrarsi fragili, come siamo, nonostante tutto. Fattitaliani lo ha intervistato.
"Fragile" che cosa racconta di te come persona e come artista?

Racconta molto, forse troppo, d’altronde come quasi ogni mia canzone. In realtà la canzone nasce da una frase: “vorrei essere simpatico”, e nasce tornando da una situazione in cui mi ero reso conto di essere stato abbastanza antipatico nei confronti di una persona. Partendo da questa frase poi il resto si è composto in autonomia, dando vita ad un brano molto intimo in cui, forse, si scorge quell’approccio troppo personale che ho nei confronti della musica. 

Cosa ti auguri che del brano venga colto in particolare?

Il brano ad un primo ascolto potrebbe sembrare un brano triste, ma non lo è, o meglio lo è ma non fino in fondo, perché ciò che vorrei si cogliesse è proprio quell’invito a guardarsi attorno, a stringersi alle altre persone che seppur possono sembrare forti, anche loro avranno sicuramente un lato fragile, debole. Allora se noi mostriamo le nostre debolezze alle persone a cui vogliamo bene loro ci mostreranno le loro, ed allora quella fragilità insita in noi diventerà un po’ meno “pericolosa”. 

Quanto è "conveniente" oggi mostrarsi consapevolmente fragili in un mondo in cui si fa di tutto per apparire il contrario?

La società odierna ci impone il concetto del dover essere perfetti, ma l’uomo di per sé non è perfetto, non esiste la perfezione nell’uomo e la persona che crede di essere perfetta vive nella menzogna, per questo quando scoprirà la verità rischierà di farsi male, quindi tanto vale essere consapevoli delle proprie fragilità, essere consapevoli che non sempre le cose vanno come speriamo e che nella vita a volte si può anche fallire, cosa del tutto lecita e normale. Qui sta la convenienza della consapevolezza, se non si è consapevoli delle proprie fragilità si rischia di trovarsi impreparati dinnanzi agli eventi contorti della vita, ed allora affondare.

Hai cominciato da piccolo ad avvicinarti alla musica: in quale aspetto il tuo approccio con le note è cresciuto/cambiato nel tempo?

Quando ero piccolo, andando a scuola di musica e prendendo lezioni di pianoforte, la musica era un hobby al quale i miei genitori mi avevano iniziato, crescendo si è trasformata in uno strumento per esprimere ciò che ho dentro in determinati momenti. Diciamo che è diventata una necessità, durante quelle ore di studio del pianoforte (che un po' mi annoiavano, per non parlare del solfeggio) mai avrei pensato che un giorno senza musica non sarei riuscito a vivere. Ed ecco ciò che sono diventate le note per me, lo strumento per vivere.

Ci sono dei momenti in cui sei particolarmente ispirato? dei luoghi che in modo speciale ti ispirano?

In realtà credo non ci siano né dei momenti, né dei luoghi ispiratori. Succede spesso infatti che nel momento in cui mi siedo a tavolino per buttare giù delle righe che mi balzano per la testa in quel momento, poi finisce tutto per concludersi in un nulla di fatto. Ho notato, e credo che questo valga per molti artisti, che le frasi migliori, i concetti, le canzoni escono fuori nei momenti in cui meno te lo aspetti, magari in un momento in cui stai facendo tutt’altro devi correre a prendere una penna per scrivere una di quelle che dopo 10 minuti sarà diventata una nuova canzone.

A "Fragile" seguirà un progetto più ampio?

Lo spero davvero tanto, o meglio, questa è solo una delle canzoni che ho scritto ormai da agosto 2018 (uscita del mio ultimo disco) ad oggi, quindi in realtà avrei già diversi brani, da lavorare e produrre. Però, mi sono reso conto in questi anni da indipendente che da solo non si riesce ad arrivare alle orecchie di tanta gente, quindi prima di uscire con qualcosa di nuovo spero di trovare qualche etichetta discografica che sposi il mio progetto e che mi supporti. Giovanni Zambito.


BIO:

Eliseo, crotonese classe 98’ studia musica sin da piccolo, approcciandosi al pianoforte come primo strumento, per poi esplorare il mondo della batteria ed ultimamente della chitarra. Dopo diverse esperienze in varie band, prima come tastierista e poi come batterista, è insieme alla chitarra che da qualche anno scrive quello che gli passa per la testa e per il cuore. Nel 2017 pubblica il suo primo EP da solista dal titolo “EP senza nome” completamente autoprodotto e nel 2018 il suo primo disco dal titolo “Un po' d’amore un po' di rivoluzione”, un album in tutto e per tutto indipendente in cui si alternano nostalgie di amori persi a riflessioni sulla società contemporanea. Dopo aver presentato il disco in giro nei club della città e dintorni e dopo aver pubblicato alcuni singoli, si rinchiude in letargo in attesa che qualcosa di nuovo nasca. Nel frattempo, ride, vive, piange e scrive.

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