lunedì 22 marzo 2021

Barbara Bet, una donna genuina e coraggiosa. L'intervista

di Laura Gorini - Sto bene perché in questo momento avvilirsi non serve a nulla, quindi io sono sempre quella che ha le idee pronte per ripartire.
Nonostante il duro momento che ha colpito tutti, Barbara Bertanza, titolare della Food Coaching e ristoratrice in primis, cerca di pensare positivo, e tra i tanti progetti che “bollono in pentola” c'è anche un nuovo programma televisivo, sul quale -però- serpeggia il massimo riserbo. 

In primis Barbara è doveroso chiederti in questo momento come stai...

Sto bene perché in questo momento avvilirsi non serve a nulla, quindi io sono sempre quella che ha le idee pronte per ripartire. Certo, sono abbastanza avvilita per quello che si sta vivendo e subendo, perché la vedo come una grande ingiustizia, sia perché si potrebbe lavorare con misure più forti e sicure nei ristoranti e negli altri ambienti, sia perché lo stato, coi famosi “ristori”, potrebbe darci una mano più reale e concreta. 

Ma come si può sopravvivere economicamente ora?

È molto difficile spiegare come si possa sopravvivere economicamente ora come ora, anche perché non tutti hanno le stesse possibilità alle spalle, o meglio perché non tutti hanno una certa agiatezza economica o altre entrate. Inoltre non tutti sono in grado di mettere i dipendenti in cassa integrazione o di aprire per l'asporto, perché, come si suo, dire, il “gioco non vale la candela”. 

Come si può offrire un servizio adeguato alla clientela con tutte queste chiusure?

Beh, io consiglierei ai miei colleghi a livello di spesa di fare ordini giorno per giorno ai propri fornitori, senza eccedere nelle quantità. Inoltre consiglio di puntare sulla freschezza e sulla qualità, quindi, vista la situazione, di puntare su poco ma eccellente. In sintesi di non proporre menù completi ma pochi piatti, proprio per il motivo che ti ho appena detto.

E altre dritte per puntare alla qualità?

Beh, magari come io stessa faccio, fare la pasta e il pane noi stessi e, quando si parla di pesce, stare attenti più che mai alla su freschezza. Io per esempio lo  ordino ogni due giorni. E in questo modo, alla fine, io riesco a “dare in pasto” ai miei clienti un buon prodotto, come del resto riescono a farlo altri miei colleghi. Devo però sottolineare con amarezza che non tutti ci riescono...

C'è anche da dire che, a livello di cibo che, di contro, i supermercati fattura tantissimo. Credi pertanto che le difficoltà, davvero molto ingenti, inducano le persona a buttarsi a capofitto sul cibo?

Beh, credo che ciò capiti perché la gente sia eccessivamente spaventata e teme di non poter uscire di casa, perciò tenda a comprare di tutto e di più, non solo cibo, ai supermercati.  Insomma, lo ribadisco: se la gente ha paura di rimanere senza cibo, è normale che vada a fare scorte su scorte, perché mangiare è una necessità di tutti. E a dirla tutta, mangiare conta più di  tutto, anche più dell'amore. E infine, per rispondere in maniera più puntuale e precisa alla tua domanda, direi che sì, le difficoltà indubbiamente inducano le persona  buttarsi a capofitto sul cibo.


Ma come si può allora avere un rapporto sano e genuino col cibo anche in questo periodo?

Purtroppo non si può avere finché la testa non è sana, perché la ragione gestisce il nostro corpo, che è a sua volta – a mio avviso – il cibo che mangiamo. Imparare a cucinare può aiutarci in questa direzione, oltre che seguire un'alimentazione corretta, equilibrata ed appropriata, per tenerci  quindi sani non solo fisicamente ma anche mentalmente.

E tu come te la cavi ai fornelli?

Io me la cavo molto bene,  non per nulla scrivo ricette per la testata nazionale Così e per il pocket di cucina Così In Cucina.

Ma quali sono i piatto che ami maggiormente preparare?

Amo particolarmente cucinare la carbonara e la pasta cacio e pepe, perché sono i miei must in assoluto. E ti dirò di più: se dovessi scegliere un piatto che mi rappresenta al massimo  grado oggi direi  la carbonara, perché è  buona, genuina e soprattutto positiva come me.