martedì 9 febbraio 2021

Prenotazioni COVID alla palermitana (fatto vero)

Palermo, 8 febbraio.

B. F. di 88 anni e la moglie A. devono prenotare il vaccino e lui, da bravo siciliano all'antica, prende in mano la situazione. Dai giornali sa che si può chiamare un numero verde (il computer non sa nemmeno accenderlo) e, da uomo d'esperienza, si organizza:  telefono in viva voce, codici fiscali, documenti di identità; televisione, telecomando, "guantierina" con tazzina, cucchiaino, zucchero e moka fumante preparata da A. nella sua funzione di angelo dei fornelli, e via.

800.009.966, occupato, 800.009.966, occupato...

B. F. lo aveva previsto, e ringrazia il cielo che il numero si può rifare schiacciando il bottone: coi telefoni a disco combinatore dei suoi tempi, dopo un po' si sarebbe ritrovato con l'indice tumefatto. Da pensionato multi-tasking, con la mano sinistra manovra il telefono e  con la destra fa zapping fra telegiornali e talk show dribblando gli spot pubblicitari, tranne quelli in cui anziani se la fanno addosso felici, rosseggianti assorbenti femminili  parlano, stomachini sorridenti annunciano che hanno risolto il problema delle flatulenze: questi se li vede tutti per potere sparare alla fine un "ma che schifo" a cui fa eco il "ragione hai" della moglie dall'altra stanza.

E finalmente il miracolo.

– Centro prenotazioni Covid.

B. F. è emozionatissimo:  – Vorrei prenotare il vaccino.

– Età?

– Ottantotto.

B.F. comincia a fornire i dati mentre  la moglie, subito accorsa, gli scuote la spalla e gli ricorda a gesti "pure Io, pure io! ".

Alla fine l'addetto dà l'appuntamento per un certo giorno e una certa ora all'ISMET.

La signora A. terremota la spalla del marito, che aggiunge:  – Prenota pure mia moglie di 84 anni?

La risposta li lascia a bocca aperta: – Mi dispiace, una persona a telefonata.

– Ma... sto provando a chiamare da due ore... se non ci prenota ora tutti e due, a lei daranno un appuntamento in un altro posto e ci sarà difficile trovare qualcuno che ci accompagna due volte.

– Mi dispiace, deve richiamare.

B.F.  non scaglia il telefono contro il muro perché è una persona tranquilla, ma anche perché il telefono gli serve.

Altra lunga attesa, stavolta senza caffè perché è nervosissimo, e B.F. riesce a prenotare anche la moglie, azzeccando la profezia: altro giorno, altra ora, stavolta al Policlinico.

Questi i fatti.

Le spiegazioni possibili, incluse le più assurde, sono diverse: dall'addetto al call center a cui scappava la pipì o in procinto di andare in pausa, al call Center pagato a prenotazione e non a telefonata, ai capi del medesimo che non hanno capito una mazza delle impeccabili disposizioni date dall'Ente Pubblico che gli ha commissionato il lavoro; o invece le hanno capite perfettamente, ma erano sbagliate all'origine. Magari causa attacco di burocratite ai neuroni di qualche dirigente che dovrebbe essere spostato a settori in cui può fare meno danno: che so io, a dirigere un gruppo di studio sulla fioritura della Frangipani, detta anche Plumeria ma più nota come Plumelia.

Mi piacerebbe tanto che chi deve (dovrebbe?) vigilare su questi processi – Ministero della Sanità, Presidenza della Regione, Assessorato alla Salute, Protezione Civile, ASL, direzione del Call Center eccetera eccetera – insomma, tutti questi serbatoi di "teste pensanti" pagate da noi cittadini, molte delle quali percepiscono non solo stipendi ottimi e sicuri, ma anche "premi all'efficienza", si dessero da fare.

Magari con cortese urgenza.

Carlo Barbieri

Carlo Barbieri è nato nel 1946 a Palermo. Ha vissuto nel capoluogo siciliano, a Catania, Teheran e Il Cairo, e adesso risiede a Roma. Ha pubblicato Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non, e i gialli La pietra al collo, Il morto con la zebiba (ripubblicato nella collana Noir Italia de IlSole24Ore), Il marchio sulle labbra, Assassinio alla Targa Florio e La difesa del bufalo, gli ultimi tre con Dario Flaccovio Editore. Con la stessa casa editrice ha pubblicato anche la raccolta di racconti Uno sì e uno no. Il suo ultimo libro, dedicato ai lettori più giovani, è Dieci piccoli gialli edito da EL/Einaudi Ragazzi. Barbieri è stato premiato, fra l’altro, al Giallo Garda, al Città di Cattolica, al Città di Sassari, all’Efesto-Città di Catania, allo Scerbanenco@Lignano e, per due volte, all’Umberto Domina. Cura una rubrica con Malgradotutto e collabora con diverse testate web fra le quali fattitaliani.it e MetroNews, il quotidiano delle metro di Roma, Milano e Torino