martedì 15 dicembre 2020

La cantautrice Sete a Fattitaliani parla de "Le cose più belle": l'intervista

In rotazione radiofonica “LE COSE PIÙ BELLE”, il singolo che segna il debutto della cantautrice romana Elisabetta D’Aiuto, in arte SETE. Il brano è disponibile sulle piattaforme di streaming e in digital download. “Le cose più belle” è una conversazione con un’entità divina in cui il soggetto chiede una vita facile, senza difficoltà o problemi, in cui tutto fila liscio. Solo alla fine del brano si evince che proprio i momenti di sofferenza sono la catarsi della crescita interiore per una persona. L'intervista di Fattitaliani.

Cominciamo dal nome d'arte: è un diminutivo o rappresenta        qualcos’altro?

SETE è un nome d’arte che rappresenta il concetto di ricerca. È la sete di sapere e di vita.

 

Quanto c'è di SETE ne “Le cose più belle”?

C’è già una buona percentuale di SETE anche se siamo ancora all’inizio. Prevedo decisamente ulteriori sviluppi a riguardo per i prossimi pezzi.

 


Che cosa ti auguri che venga recepito del brano?

Uno spunto di riflessione: quando sto male, sto veramente male? Oppure sto affrontando qualcosa che un domani mi farà crescere? Mi farà essere più forte? Quando soffro per qualcosa o sono triste, ormai sono anche felice. Ne leggo subito l’utilità. Ovviamente parlo di sofferenze che portano evoluzioni nella propria esistenza. Se la vita fosse veramente tutta in discesa, cosa diventerei? Più domande riusciamo a porci, più porte da aprire appariranno lungo la nostra strada. 

 

Al singolo seguirà un progetto più ampio?

Assolutamente sì, è già in cantiere il resto dell’EP (di cui Le cose più belle fa parte) e anche lì, non penso mi fermerò.

 

Quali sono i tuoi riferimenti musicali? Su quali artisti ti sei formata?

Ho moltissimi riferimenti musicali perché ascolto di tutto. Sono molto affezionata a sonorità poco italiane da un punto di vista arrangiativo. 

Un artista italiano che ho nel cuore è certamente Caparezza, non riesco più a contare tutti i live a cui sono andata. 

 

Quanto ti aiuta Roma nell'ispirazione e nella scrittura?

Forse dipende dai periodi dell’anno, ora che siamo tutti sempre chiusi in casa la forza di Roma viene un po’ meno. In passato mi ha dato moltissimo, questo si. È una città caotica, viva, è piena di sfumature da cogliere. Giovanni Zambito.


SETE
 
Elisabetta D'Aiuto, in arte SETE, nasce a Roma nel 1991. Inizia a cantare, suonare la chitarra e a scrivere le sue prime canzoni sin da piccola. Dopo il liceo si laurea in canto Jazz al Conservatorio S. Cecilia di Roma e inizia a insegnare canto. Elisabetta ha suonato con varie formazioni e in molti progetti musicali fino al 2019, anno in cui decide di iniziare un progetto solista.
Così nel 2020 nasce SETE e inizia la ricerca di un suo sound, fondendo generi diversi. Un progetto che spazia dal pop alla musica elettronica, al rap. A livello geografico le sonorità non rimangono solo in Italia ma rincorrono anche il pop elettronico americano ed europeo.
Così SETE è un nome semplice, che sa di ricerca continua, di coraggio e di vita. È sete di verità. Dal 4 dicembre 2020 è in rotazione radiofonica “Le cose più belle”, il suo singolo d’esordio.