mercoledì 30 dicembre 2020

Blu a Fattitaliani: nel mio 1° disco “Io sognavo noi” rivelo tutto me stesso. L'intervista

Anticipato dal brano "Vivere a metà" è uscito “Io sognavo noi”, primo disco di Blu, un concept-album con sei inediti che fotografano in musica la delusione e il rammarico dell’autore in seguito a un sentimento troncato sul nascere per i pregiudizi di un genitore. Il racconto, che trae ispirazione dal passato di Blu, vuole lanciare un messaggio di speranza e solidarietà nei confronti di chi ha vissuto o sta vivendo la stessa situazione. Cinque canzoni sono in italiano e una in lingua inglese. L'intervista di Fattitaliani.

Perchè "Blu" come nome d'arte? ha a che fare con il contenuto del primo disco?

In realtà sono Blu da sempre. È un nickname che ho sempre avuto e con il quale molti dei miei attuali amici mi hanno conosciuto. Quindi non è una novità :) poi avendo la mia voce un timbro particolare, a primo impatto femminile, ed essendo “Blu” un nome che non ha caratteristiche relative al genere mi sembrava proprio perfetto, quindi non ho fatto altro che tenerlo!

Quali sentimenti ed emozioni riveli di te stesso nel disco “Io sognavo noi”?

Nel disco io mi metto a nudo, parlo in maniera completamente trasparente. Non ci sono sentimenti ed emozioni specifiche... rivelo ME stesso in toto. 

Puoi riassumere per noi le tappe più significative che ti hanno condotto fino a qui?

Ho studiato all’Accademia di Alta Formazione Musicale in concomitanza con le scuole superiori, nel frattempo ho fatto diversi anni di teatro, recitazione e radio. Finite le superiori sono scappato a Londra per 6 mesi dove ho fatto un corso in multimedia e lavorato, poi sono tornato e ho iniziato scrivere, a trasformare in parole le mie emozioni.

A livello di riferimenti musicali, ci puoi dire se hai dei modelli che segui e a cui ti piacerebbe assomigliare?

Credo, fortunatamente, di non avere dei modelli precisi. Anzi, non mi piacerebbe “assomigliare” a nessuno, vorrei essere riconosciuto in quanto me stesso. 

Sei autore dei testi: sarebbe stato possibile secondo te affidare ad altre voci le canzoni del disco?

Tutto è possibile. Non ho mai pensato e non mi viene in mente su due piedi quali altre voci potrebbero interpretare questi pezzi in cui descrivo una situazione così singolare, se non io che l’ho vissuta in prima persona. 

Il brano in lingua inglese nasce spontaneamente o per un proposito particolare?

Il brano in lingua inglese è il primissimo ad essere nato. Inizialmente trovai più semplice approcciarmi alla scrittura in questa lingua. Solo grazie al percorso assieme a Veronica Marchi ho imparato a scrivere adeguatamente in italiano. Giovanni Zambito.

Foto NAM Studio. Stylist Vladimir Vlad Corsi

L'album
. I testi sono di Blu (Mario Giarola), le musiche sono composte da Veronica Marchi (cantautrice veronese, insegnante storica di Blu e sua attuale vocal coach), in collaborazione con lo stesso autore. 

Gli arrangiamenti sono di Davide De Blasio (CrazyBrains) e le voci sono registrate nello studio “Sotto il Mare” di Luca Tacconi (noto per aver registrato Elisa, Lewis Capaldi, Biagio Antonacci e molti altri).