domenica 29 novembre 2020

Valentina Mattia: nei miei scritti la Sicilia è punto di partenza, riferimento e continuità. L'intervista di Fattitaliani

La scrittrice siciliana Valentina Mattia, trapiantata a Cuneo, ha pubblicato con Golem Editori il nuovo romanzo "Complici senza destino". A Fattitaliani racconta com'è nato, i riferimenti personali e culturali, il suo rapporto con la scrittura e le origini. L'intervista.

Il romanzo ha una trama intrigante: la storia ha preso forma man mano o avevi già in mente lo svolgimento ancor prima di finirlo?
La storia ha preso forma in parte da ciò che avevo in mente, ovvero due personaggi diversissimi tra di loro, Amhir e Nunziatina, con l'idea di sviluppare una unione complicata e non favorita dalle rispettive differenze culturali e religiose, e in parte durante la stesura. Inoltre, era mia intenzione inserire anche un fatto di cronaca realmente accaduto. 
Quali elementi della tua quotidianità è possibile trovarvi?
Sicuramente la famiglia che protegge e desidera la felicità dei propri figli. Da buona siciliana, cerco di fare tesoro dei valori che mi sono stati tramandati dai miei genitori. In questa storia, Nunziatina ha una famiglia che si preoccupa per lei - è figlia unica del resto - vive con due genitori, Antonio e Giovanna, che in molte situazioni presenti nel libro rivelano atteggiamenti eccessivamente protettivi). Un altro elemento è il lavoro (di impiegata e di scrittrice) che scandisce le mie giornate.
Le tue variegate esperienze in che modo rientrano nella scrittura?
Le mie variegate esperienze rientrano a pieno titolo nella scrittura, costituiscono la mia formazione che è in continua evoluzione. Ogni singola esperienza è servita a migliorare il mio approccio con gli altri e con la scrittura, è cibo per la mente.
Ti senti più a tuo agio nel genere poetico o in quello narrativo?
Dipende. Col tempo mi è capitato di capire che, di fronte a situazioni dolorose (la perdita di una persona cara) o a eventi forti (come è accaduto a inizio pandemia, nel 2020), mi sento più a mio agio con il genere poetico. Per comporre un testo poetico deve esserci qualcosa o qualcuno in grado di "scuotermi" dentro. Nelle altre situazioni opto volentieri per il genere narrativo.

Che cosa ti auguri che il lettore possa comprendere e interiorizzare del tuo ultimo romanzo?
Mi auguro che il lettore capisca come sia difficile conoscere fino in fondo una persona. Occorre del tempo, a volte non basta una vita! In questo caso, Amhir e Nunziatina, a un certo punto della storia, indosseranno una maschera che li renderà due perfetti estranei. Entrambi custodiranno segreti che non sveleranno l'uno all'altra. Questo "non detto" porterà loro ad allontanarsi, giorno dopo giorno, e a perdere quel senso di famiglia accarezzato in cuor loro prima delle nozze. Per fortuna, un altro personaggio, Giusi, riuscirà a ricucire ogni legame interrotto e a riportare a galla una nuova felicità. 
Ci sono dei punti di continuità con le precedenti esperienze letterarie?
I punti di continuità con le precedenti esperienze letterarie sono le donne, protagoniste dei miei romanzi, e la Sicilia. Oltre a essere un punto di continuità, la Sicilia è il mio punto di partenza e di riferimento. So da dove devo partire tutte le volte che scrivo e questo mi basta. In ogni mio romanzo faccio sempre qualche riferimento alla ceramica di Caltagirone, mia città natia, ai paesaggi e ai profumi siciliani. Giovanni Zambito.

Il libro
Nunziatina e Amhir si conoscono sul web: lei è siciliana, lui tunisino. Dopo una lunga serie di messaggi in chat, volano a Milano, per conoscersi. Si rivedranno, poi, in Sicilia dove lui si è trasferito per lavoro, e si sposeranno dopo un breve fidanzamento ufficiale. Ma non sempre le cose vanno come devono andare. Una successione di eventi travolgerà come uno tsunami la coppia: come mai Amhir viene continuamente tartassato di telefonate? Hamza è un uomo oppure una donna? Chi sono “Loro”?


L'autrice

Valentina Mattia è nata a Caltagirone (CT) e vive a Cuneo con la sua famiglia. Oltre a fare l’impiegata presso la Confagricoltura di Cuneo, è scrittrice di romanzi e poesie. Nel 2014 esordisce nella narrativa con Intimo ritratto - edizioni Araba Fenice Libri - ospite al Salone Internazionale del libro di Torino, e ottiene il premio “Il Ponte” dall’Associazione Culturale La Sicilia e i suoi amici in Lombardia. A Cuneo ha frequentato una scuola di teatro e di dizione, e il corso completo di Nati per Leggere (NpL) a cura di Sillabaria - Semi di Libro. Si è classificata terza nella sezione Prosa dell’Antologia di narrativa e poesia edita da Primalpe Cuneo (2017), e nell’anno successivo (2018) la stessa casa editrice ha pubblicato il suo secondo romanzo, Alice Schanzer l’alambicco dei ricordi, ispirato alla poetessa e critica letteraria Alice Schanzer in Galimberti. Ha seguito un laboratorio di scrittura. È stata semifinalista di Incipit Offresi nell'edizione 2019/2020. Fa parte del comitato di lettura degli adulti per il Premio Primo Romanzo città di Cuneo.