domenica 22 novembre 2020

Nidoja presentano il disco omonimo con "musiche che hanno caratterizzato le nostre performance". L'intervista

Il CD è composto da 9 tracce e segna metaforicamente un giro di boa, un cerchio che si chiude, un mandala completo ma pur sempre un mandala espressione dell’impermanenza.
Le musiche aprono alla mente visioni profonde e sentieri che portano a mondi interiori. Il disco segna una decisa virata verso un minilmalismo in cui tutto si regge sul dialogo tra violoncello e percussioni. Le sonorità sono prevalentemente mediterranee. L'intervista.

Come presentereste brevemente il disco?
Il nostro primo album è intitolato NIDOJA come il nome del duo. L'uscita di questo album segna un giro di boa, abbiamo voluto raccogliere alcune delle musiche suonate negli ultimi 2 anni. Sono musiche che hanno caratterizzato le nostre performance in diversi luoghi in Italia e in Europa anche in modalità busker (artisti di strada).

Vi è riconoscibile una certa impronta?
L'impronta data all'album sicuramente è quella della wordmusic con un'attenzione particolare al mediterraneo con sbavature di elettronica.
Su quali artisti vi siete formati?
I nostri artisti di riferimento sono cambiati nel tempo partendo dalla new wave al rock alla psichedelica per poi evolvere negli anni alla classica, popolare, elettronica, sperimentale ... insomma diciamo che il riferimento è stato a 360 gradi.
Quali esperienze che ritenete importanti vi hanno portato fino a qui?
Sicuramente le collaborazioni degli ultimi anni sono state avvincenti come quella con i Popol vuh beyond o l'apertura di un concerto dei Tuxedo moon o il riconoscimento di una targa Tenco come miglior progetto collettivo 2017 in occasione della compilation "Voci per la libertà" di Amnesty International con la formazione Tukuru.
Quale esperienza vi piacerebbe fare?
Per la violoncellista un obiettivo importante sarebbe mettere le musiche a disposizione di colonne sonore e per entrambi suonare in grossi festival internazionali.
Progetti in futuro?
Nel progettare il futuro, quando l'incubo covid si attenuerà vorremmo suonare il più possibile ovunque per promuoverci e quindi sicuramente un tour di promozione è in cantiere.

BIOGRAFIA NIDOJA

Il duo NIDOJA nasce nel 2005 dall’intreccio creativo di Nicoletta D’Auria (violoncello) e Domenico Monaco (synt/percussioni).

Nicoletta D’auria, già vicina al mondo dell’arte attraverso le forme e i segni della sua pittura, si cimenta inizialmente nello studio del pianoforte ma il richiamo delle sonorità del violoncello è irresistibile. Domenico Monaco, contaminato da svariate collaborazioni musicali in ambito elettronico traduce la sua idea di sperimentazione con l’uso di synt e di percussioni come anima del groove. Il duo NIDOJA attraversa nel corso degli anni diversi scenari collaborando con vari artisti e dando vita a svariati progetti musicali. Concerti, festival, concorsi, music club, reading-collaborazioni con scrittori e poeti, con musicisti di tutta Europa, dj producer di elettronica sperimentale, con danzatrici di musica orientale ecc.. sono il nostro percorso. Negli ultimi anni il richiamo della strada come spazio di espressione e momento di condivisione senza barriere ci ha spinti a fare basking (musica di strada) in Italia e in Europa. La mission in questo momento e’ valorizzare le tendenze inconsce del nostro animo, inconscio che fa riaffiorare la cultura, la luce e i profumi dell’area geografica in cui siamo nati e cresciuti. Pugliesi, mediterranei e cittadini del mondo.