giovedì 12 novembre 2020

M.e.r.l.o.t. a Fattitaliani: ora Sanremo è davvero il festival della musica italiana. L'intervista

“Sette Volte" è il brano con cui il giovane cantautore M.e.r.l.o.t. si presenta ad AmaSanremo in onda fino al 26 novembre in diretta, alle ore 22.45, su Rai Uno e Radio2 e accedere alla finale di Sanremo Giovani. Di recente, è uscito anche il nuovo singolo "Lacrime da bere" (Virgin Records/Universal Music Italia). Fattitaliani lo ha intervistato.
Quanto ti rappresenta il brano “Lacrime da Bere”?
Tantissimo, sono io. È quella semplicità che mi piace, quella malinconia che però può darti la carica. 

Cosa ti ha spinto a presentare "Sette volte" a Sanremo Giovani?
Scrissi Sette volte un pomeriggio con la chitarra. Finita di scrivere ho subito pensato a Sanremo perché era l'ibrido giusto tra le mie super depresse e quelle troppo allegre. Quando ho scritto Sette volte e ho pensato a Sanremo era ancora impensabile portarla dato che mi conoscevano in 10 (circa 1 anno e mezzo fa). 

Che significato assume per un giovane artista "Sanremo Giovani"?
Diciamo che sono cresciuto con un'idea un po' sbagliata di Sanremo, prima la vedevo come una cosa negativa, non aperta. Ma da tre anni a questa parte lo seguo anch'io perché non esiste più il termine canzone sanremese, ora è davvero il festival della musica italiana, quindi una grande soddisfazione. 

A posteriori, secondo te quali elementi ti hanno permesso di accedervi?
Non lo so forse ho presentato una canzone abbastanza originale senza esagerare. 

C'è qualche canzone sanremese che ti ritrovi a canticchiare o ami particolarmente?
Ma assolutamente, praticamente un terzo di quelle dell'anno scorso e spero un terzo di quelle di quest'anno. 

Al di là di specifiche occasioni come questa, quale può essere quella caratteristica che fa emergere davvero una nuova voce?
Secondo me fortuna e talento nella giusta dose. Ripeto sempre che ci sono Jimi Hendrix chiusi in stanzette perché o non hanno avuto fortuna o perché non hanno capito solo come farsi notare. Non basta essere bravi.

Quali progetti, che idee ti aspettano dopo la manifestazione?
Non cambia nulla, continuo a fare musica come prima con spero più pubblico. 


Quando affronti una gara o una selezione dici a te stesso «ce la devo fare» oppure «l'importante è partecipare»?

Diciamo una via di mezzo, il mantra è che se non va bene forse non era il posto per me. 

Che effetto ti fa essere la rivelazione Spotify 2020?
Sono felicissimo di come stanno andando le cose su Spotify, quello mi interessa perché la musica si ascolta non si guarda. Giovanni Zambito.

Biografia - All’anagrafe Manuel Schiavone, M.e.r.l.o.t nasce il 20 febbraio 1998 e cresce a Grassano in Basilicata. Nel 2017 si trasferisce a Bologna per proseguire gli studi e inizia a muovere i primi passi nella musica passando dalle sonorità acustiche a quelle elettroniche con l’aiuto del suo primo produttore Eyem.

Nonostante all’inizio avesse un budget limitato, riesce a produrre i primi pezzi e con il suo singolo d’esordio “Ventitrè” raggiunge in poco tempo quasi quattro milioni di stream consacrandosi come rivelazione Spotify a fine 2019. Si convince così a seguire definitivamente il suo talento.

Nel 2020 debutta in Virgin Records con il brano “Sparami nel Petto”, che raggiunge oltre 850 mila stream su Spotify.

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