giovedì 19 novembre 2020

Daniele Savelli presenta il disco “Le donne ballano”: un artista deve avere talento e serietà. L'intervista

«L’arte e la sua bellezza, non solo servono, ma ci aiutano, oggi, come in ogni periodo storico… per la mia esperienza, quando ho il piacere di esibirmi, vedo la bellezza negli occhi di chi ascolta. Sono attimi in cui si capisce che forse un aiuto lo può dare anche la musica» (Daniele Savelli) - di Andrea Giostra.

Ciao Daniele, benvenuto e grazie per avere accettato il nostro invito. Ai nostri lettori che volessero conoscerti quale artista, cosa racconteresti di te?

Canto e suono fin da piccolo, una passione che mi ha accompagnato da sempre anche nei momenti più difficili. Ho avuto la fortuna di fare qualche esperienza artistica importante che mi ha arricchito non solo musicalmente ma anche umanamente.

…chi è invece Daniele nella vita quotidiana, quando non sei in sala di incisione o sul palco per i tuoi concerti?

La mia vita quotidiana è sempre molto legata alla musica e all’ascolto. Alla lettura delle biografie dei grandi del Rock. Cerco di essere attento alle questioni sociali. La mia vita è semplice, in famiglia, e sempre a contatto con i miei amici musicisti, con i quali condividiamo anche momenti di vita, oltre che professionali, sempre in fermento. Con loro suono in vari locali e teatri di Roma e dintorni, portando avanti un tributo a Rino Gaetano in acustico, anche con la particolarità di raccontarlo quando siamo nei teatri.

Da qualche settimana, il 19 settembre 2020, è uscito il tuo nuovo disco, Le donne ballano”, ci racconti di questa tua ultima opera musicale? Come nasce, di cosa parla e quale il messaggio che vuoi che arrivi a chi lo ascolterà?

“Le donne ballano”, è il mio nuovo singolo e videoclip. Nasce prima il testo, scritto da mio fratello Gualtiero, che racconta così: «Una sera ero ad un evento musicale, musica ritmata e coinvolgente; tutte le donne, ad una ad una hanno cominciato a ballare, richiamate da nessuno, solo dal proprio desiderio di ballare. Gli uomini no, gli uomini ballano per assecondare le donne, non ballano per un proprio irrefrenabile impulso, non ballano da soli, per sé... Sono impacciati, si vede che si controllano, che cercano... Le donne di ogni età, di ogni aspetto, scattano alla musica come scattano i bambini, entrambi felici di ballare per sé. Quel gruppo di donne prese dal ritmo mi è apparso comel'immagine di una bella potenza che dominerà il mondo».

Daniele Savelli - Le donne ballano (Video ufficiale):

https://youtu.be/Y5LWZK5OeeQ

C’è qualcuno che vuoi ringraziare pubblicamente per questa tua produzione artistica? 

Certamente le persone da ringraziare sono molte. Ringrazio il regista, Matteo Gioffreda per la forza e l’originalità che ha messo nel videoclip. Ringrazio Gualtiero Savelli per testo che mi ha subito catturato. Ringrazio i miei grandi amici musicisti, Roberto Petruccio, il mio produttore artistico, che ha lavorato con me sugli arrangiamenti e che ha suonato chitarre elettriche, tastiere, fisarmonica, programmazione e mixaggio, Umberto De Santis che ha suonato il basso elettrico, Paolo Persico che ha suonato le percussioni e l’attrice Noemi Apuzzo, che ha dato il vero senso alle donne che ballano. Infine, e non per ultima, un ringraziamento particolare a Francesca Piggianelli, sempre professionale ma attenta e sensibile, per la sua singolare capacità di stimolare e dare vita a progetti artistici.

In questi giorni stai organizzando la presentazione del tuo disco? Una tournee? Ospitate in TV e Radio? Cosa bolle in pentola?

In questi giorni sto partecipando a varie interviste. Cosa bolle in pentola? Ci stiamo lavorando….

Come è nata la tua passione per l’arte, per la musica, per il canto? Quale il tuo percorso professionale e artistico che hai seguito?

Non so indicare un momento preciso in cui è nata la mia passione per la musica, so che c’è sempre stata. Nella mia famiglia di origine si respirava comunque l’arte, mio nonno amante della poesia e della pittura e di ogni forma di arte in genere, i miei fratelli maggiori suonavano uno la chitarra e l’altro la batteria, c’è sempre stata la musica…

Come definiresti il tuo linguaggio musicale? C’è qualche artista al quale t’ispiri?

Sicuramente da sempre amo i Beatles, in particolare John Lennon, Rolling Stones, Bob Dylan, il rock ma anche il blues e il folk. Il mio linguaggio musicale si avvicina al filone acustico e, oltre ad aver ascoltato e apprezzato i cantautori italiani (De André, Dalla, De Gregori) ascolto molti autori Indie anche stranieri, come ad esempio il cantautore irlandese Damien Rice, che ho anche reinterpretato con una violoncellista. Ecco cerco di ispirarmi a questo genere, o per lo meno ci provo.

Chi sono stati i tuoi maestri d’arte, di musica e canto, che ami ricordare? Parlaci di loro

Da più giovane ho avuto una esperienza professionale con Renato Carosone che durò 2 anni, in un periodo molto particolare, in cui aveva fatto una tournée, dopo numerosi anni di assenza. Ricordo con piacere e con ammirazione il suo modo particolare di toccare il pianoforte e di dirigere l’orchestra. Ecco, sicuramente quell’esperienza mi ha formato.

Quali sono secondo te le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? Chi è “Artista” oggi secondo te?

Un po’ difficile rispondere a questa domanda. Sicuramente ci vuole talento, ma ci vuole anche serietà, consapevolezza dei propri limiti, ricerca, un po’ di tecnica, ma non tantissima. E soprattutto si deve avere sempre l’impulso naturale di emozionarsi ogni volta che si vive un nuovo progetto. Secondo me l’artista, ma non solo oggi, è uno che non è mai “arrivato”, e che ha il desiderio di ascoltare, vedere toccare mondi nuovi. 


Nel gigantesco frontale del Teatro Massimo di Palermo, la nostra città, c’è una grande scritta, voluta dall’allora potente Ministro di Grazia e Giustizia Camillo Finocchiaro Aprile del Regno di Vittorio Emanuele II di Savoia, che recita così: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire». Tu cosa ne pensi di questa frase? Davvero l’arte e la bellezza servono a qualcosa in questa nostra società contemporanea tecnologica e social? E se sì, a cosa serve oggi l’arte, e in particolare l’arte della musica e del canto, secondo te?

Si, secondo me l’arte e la sua bellezza, non solo servono, ma ci aiutano, oggi, come in ogni periodo storico. Posso rispondere per la mia esperienza che, quando ho il piacere di esibirmi, vedo la bellezza negli occhi di chi ascolta. Sono attimi in cui si capisce che forse un aiuto lo può dare anche la musica.

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

Solitamente leggo per la maggior parte libri inerenti alla musica, biografie di autori italiani e stranieri, le storie dei generi musicali etc. Amo i libri di Pasolini: come “Scritti Corsari”, “Teorema” e anche qualche libro di sue poesie. Consiglio volentieri la biografia di Matteo Persica “Rino Gaetano essenzialmente tu” Edito da Odoya perché a mio avviso è una delle biografie più realistiche di Rino Gaetano, che riporta con attenzione le “parole di Rino” e che smentisce una serie di ipotesi false sulla sua morte. Consiglio inoltre un’altra biografia di Leonardo Colombati “Bruce Springsteen come un killer sotto il sole” (Il Grande Romanzo Americano 1972-2007) proprio per il suo modo di descriverlo come un “raccontatore di storie”.

Se dovessi consigliare tre film da vedere assolutamente? Quali e perché proprio questi?

Recentemente ho visto un film carino, che ha affrontato con sensibilità e ironia alcuni temi sociali e questioni delicate, come l’omosessualità e la morte “La Dea Fortuna” di Ferzan Özpetek. “C’era una volta a Hollywood” di Quentin Tarantino per l’idea di come ha raccontato il massacro a Cielo Drive cambiando il finale. Un film che mi colpì molto fu “Into the Wild” di Sean Penn anche per le canzoni di Eddie Vedder che si avvicinano molto al genere che amo.

Una domanda difficile Daniele: perché i nostri lettori dovrebbero comprare le tue opere, e in particolare i tuo ultimo disco? Prova a incuriosirli perché vadano nei portali online o vadano nei negozi di dischi per comprare le tue opere musicali.

Questa è una domanda proprio difficile, non lo so neanche io, posso provare a lanciare qualche suggerimento, forse per favorire la musica indipendente italiana che è fatta da artisti, il cui lavoro è autoprodotto o supportato da etichette discografiche minori. Invito a visitare il mio canale YouTube, dove potete trovare storie in musica.

Canale YouTube di Daniele Savelli:

https://www.youtube.com/channel/UCMhBCZTdJnTHSfHLPb_iX0w 

Quali sono i tuoi progetti futuri che vuoi condividere con noi?

Continuare a lavorare sul mio progetto di Tributo a Rino Gaetano con la mia band perché amo suonare nei locali e nei teatri e qualche storia che sto già pensando di musicare. 


Un sogno nel cassetto che vuoi si realizzasse, qual è? Ti senti di confessarlo ai nostri lettori?

Il mio sogno è di continuare a fare quello che ho fatto fino ad oggi. Fare musica! 

Dove potremo seguirti? In quali pagine social o se hai un calendario di concerti già in programma.

Daniele Savelli

https://www.facebook.com/daniele.savelli.1

https://www.instagram.com/savelli.prince.daniele26/

Daniele Savelli - Le donne ballano (Video ufficiale)

https://youtu.be/Y5LWZK5OeeQ

Con mascherine e rispettando le distanze: 31 ottobre 2020, Teatro Porta Portese, Roma “Essenzialmente Rino, musica parole e sogni di anarchia” con la Band, 28 novembre 2020 Tributo a Rino Gaetano in Trio al Galeone Bistrot, Roma

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire ai lettori di questa intervista?

Grazie di avermi seguito, spero di non aver annoiato. Grazie! 

Daniele Savelli - "E continua continua" (Videoclip ufficiale)

https://youtu.be/Y5LWZK5OeeQ

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg