venerdì 13 novembre 2020

Benedetto Scampone, Mistero e suspense nel thriller "L’archivio della coscienza"

Se siete alla ricerca di un thriller mozzafiato, originale e con una trama coinvolgente il romanzo di Benedetto Sampone, L’archivio della coscienza, edito dal Gruppo Albatros- il Filo, è sicuramente il libro giusto. Si tratta di un autore emergente, ma che al suo esordio già promette bene. Il romanzo, come è tipico del genere thriller, ha al centro le azioni di uno psicopatico che, in questo caso, semina il terrore a Roma con una serie di omicidi seriali. Le vittime sono donne, che vengono brutalmente uccise e poi ritrovate in posizioni che ricordano alcuni quadri di Vincent Van Gogh. Già questo particolare è abbastanza inquietante, ma a rendere tutto molto più intrigante è un gioco macabro che il killer introduce. Le vittime, infatti, presentano le labbra incollate e all’interno della bocca un pezzetto di carta con una scritta in latino. Si tratta di un messaggio agli investigatori, che si ritrovano a risolvere l’enigma dell’assassino prima di giungere ad un epilogo che si preannuncia ancor più tragico. Il romanzo si apre proprio con la scena dell’ultimo omicidio del killer. Il lettore lo coglie subito dopo aver ucciso e già inizia a comprendere qualcosa del profilo psicologico di quest’uomo chiaramente disturbato, ma che in mente ha uno schema ben chiaro per portare a termine una vendetta, che ha avuto inizio da una faccenda del passato. Ad aiutare il lettore a comprendere meglio il profilo dell’omicida c’è un ex agente dell’FBI esperto comportamentista, Alessandro Scantini, figura chiave per l’intera vicenda. Man mano, che procediamo nella lettura, però, conosciamo altri personaggi fondamentali per la risoluzione del caso, come il comandante della Omicidi di Roma, Michele Pisano, e l’anatomopatologa forense, Maela Mannini. Ognuno di loro si troverà vivere situazioni difficili in un crescendo di azione, che coinvolgerà il lettore di pagina in pagina. Anche se siamo di fronte ad un’opera prima, l’autore ha dimostrato di possedere uno stile maturo e quello che colpisce il lettore è la sua prosa asciutta, priva di inutili orpelli, che porta direttamente al cuore delle cose. Inoltre, la scelta di suddividere i capitoli in base ad una scansione temporale permette al lettore di entrare bene nella vicenda e in alcuni casi, grazie proprio alla capacità narrativa dell’autore, chi legge riesce a sentirsi pienamente coinvolto dai personaggi. Altro aspetto che colpisce di quest’opera è la buona caratterizzazione dei protagonisti, che risultano coerenti, verosimili e con una certa sfumatura di ironia, che non guasta mai. L’archivio della coscienza è un romanzo corposo, parliamo di quasi cinquecento pagine, ma il lettore non si sentirà mai stanco o annoiato, anzi avrà la sensazione di assistere alle indagini di CSI. Il libro di Benedetto Scampone vi lascerà piacevolmente colpiti, soprattutto nel finale, che non ci si aspetta.

Titolo: L’archivio della coscienza

Autore: Benedetto Scampone

Genere: Thriller

Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove Voci - Tracce

Pagine: 448

Prezzo: 18,50 €

Codice ISBN: 978-88-306-09-983 

Contatti

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