sabato 21 novembre 2020

AMPLIFIRE presentano “GIOIA VUOTA”. Marco Nicolini a Fattitaliani: è un lavoro molto personale. L'intervista

Questo album scava: è una macchina del tempo, un excursus su eventi già accaduti, dei quali si possono rivedere i flashback... è anche una finestra sul mondo esterno, ingombrata però da un televisore che impedisce di vederne al di fuori, e su quello schermo scorrono i video che trasmette la macchina del tempo.

Sono dei loop ricorrenti, e l'unica scelta pare essere guardarseli fino a quando da essi si sarà imparato il modo per aprire la finestra ed uscire fuori. In questo disco suonano: alle sezioni ritmiche Nicola Troiani ed Enzo Locatelli, Dario Frisone e Paolo Airoldi, Stefano Bertolotti ed Andrea Amelio; alle voci Laura Franzon, Raffaele Gigliotti, Nicola Troiani e Marco Nicolini; alle chitarre, composizione, arrangiamenti e testi Marco Nicolini. Mix di Stefano Bertolotti e Gabriele Gigli; mastering di Yonatan Rukhman; edizioni Ultrasoundrecords USR. Intervista a Marco Nicolini (Nik) per gli Amplifire.

Parlaci di "Gioia vuota". Che impronta hai voluto dargli?

È un lavoro molto personale, composto e scritto interamente da me e realizzato coordinando un team di 3 band musicali e di produttori, che ha collaborato alle registrazioni ed ai successivi mix. È un disco Rock che parla dei miei ultimi anni, ma non in modo didascalico: i miei testi vogliono evocare fatti e conseguenti riflessioni che, credo, ciascuno possa interpretare a suo modo e magari trovarcisi un pò dentro. Lo stile dell'album non segue le mode, perché non mi interessano, e cerca piuttosto di radunare una parte della molta musica che ascolto io. Non vuole essere un coacervo di elementi diversi, anche perché la sintesi realizzata in studio di registrazione sul mio materiale di pre-produzione ne ha omogeneizzato l'impronta generale: il suono è molto chitarristico e le varie voci vogliono fondersi come se fossero un unico strumento musicale...

Quali sono i tuoi cantanti di riferimento? 

Essendo io un chitarrista forse sarebbe meglio se indicassi musicisti: Robert Fripp, Adrian Belew, Reeves Gabrels, Eddie Van Halen, Joe Satriani oppure Trent Reznor, Steve Vai e Frank Zappa, compositori-chitarristi che sono anche cantanti come pure l'imprescindibile Jimi Hendrix, ma anche Gary Moore, Steve Lukather, Steven Wilson e Robert Smith. Noti come cantanti Chris Cornell dei Soundgarden, Till Lindemann dei Rammstein, David Sylvian epoca Japan, Fish, Floor Jansen, Iggy Pop, Lou Reed e David Bowie

Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?

Esperienza lavorativa in musica o in generale? perché con la musica non mi guadagno da vivere, non ci riesco con l'arte in generale. Infatti l'esperienza lavorativa segnante che voglio ricordare fu quando, anni fa, mi presi una pausa dal lavoro in ufficio che conduco, per cercare di incrementare l'altra mia passione: la pittura. Realizzavo fuori orario, e lo faccio ancora, serie di quadri miei, t-shirt dipinte a mano e sopratutto copie d'autore e lavori per locali su commissione: queste ultime attività richiedevano sempre più tempo così pensai di provare a fare solo quello. Per qualche mese andò bene, poi le commesse cominciarono a calare, persi tempo ed energie con proprietari di locali e privati truffaldini che volevano scantonare i loro debiti...e così in poco più di un annotornai al lavoro a tempo pieno in ufficio.

Invece quella mai fatta e che ti piacerebbe fare?

Costruire uno studio di registrazione mio da zero, muri compresi, per realizzare il mio materiale musicale e produrre quello altrui quando merita

Progetti futuri? Farai un tour? 

Il disco è uscito in questa epoca di lockdown dove siamo tutti fermi: innanzitutto far conoscere dal vivo i miei brani, e ciò posso farlo in duo che è una formula che ho frequentato spesso con soddisfazione, ma voglio anche addensare una band e fare dei live ovunque sia possibile