venerdì 3 luglio 2020

Il teatro di Bernard-Marie Koltès in un volume edito da Arcadiateatro


Il volume Teatro (Arcadiateatro ed.) è la prima di tre raccolte di testi e pièce teatrali di Bernard-Marie Koltès.
Il libro propone di raccogliere, seguendo un arco cronologico, la produzione teatrale del drammaturgo francese. Questo primo volume ci propone cinque testi teatrali in cui l’autore tocca i temi che gli sono più a cuore, facendo emergere il suo ribelle pensiero: «Come per tante opere prime, tutto vi si accumula in un campo di forze. I temi e gli accenti, le ossessioni, i dolori, il pensiero rabbioso politicamente demistificante, la dolcezza feroce nei nostri confronti, l’intransigenza del dolore di vivere e della sua gioia. Dentro c’è tutto il teatro e la vita di Bernard- Marie Koltès». Koltès ebbe una vita non convenzionale, nato a Metz in Francia nel 1948, condusse una esistenza all’insegna della rivolta, ma di che tipo di rivolta ce lo dice Arnaud Maïsetti nell’introduzione al volume: «La rivolta di Koltès è tranquilla quanto radicale. Uscito dalla borghesia cattolica di provincia, cadetto di tre fratelli, il giovane Bernard si affretta ad annunciare ai genitori che ha deciso di lasciare i banchi dell’Università di Strasburgo dove ha cominciato gli studi di giornalismo per impegnarsi nel teatro. All’inizio dell’anno ha assistito a uno spettacolo che l’ha sconvolto: la Medea da Seneca per la regia di Jorge Lavelli. Maria Casarès lo ha fortemente colpito. È chiaro: farà teatro. Ha vent’anni e decide di presentarsi all’esame per la prestigiosa scuola del Théâtre National di Strasburgo. Non lo passa. Tanto peggio: prende la decisione di formarsi da solo all’arte drammatica. Sarà lui stesso allora a darsi le regole: della scrittura, della recitazione e della regia». La morte precoce avvenuta ad appena quarantuno anni a causa di complicazione portate dall’AIDS ha posto fine ad una esistenza travagliata, ma anche ad un sottile pensatore, che dall’osservazione del mondo traeva spunto per le sue opere. Se da un lato viaggiava molto, dall’altro frequentava poco il mondo del teatro, preferendo la strada e i quartieri degradati e pericolosi «dove l’amore si dà, violento e gratuito, senza una parola. E poi soprattutto New York». La vita non è solo qualcosa che viene rappresentata, ma è allo stesso tempo vissuta da Koltès, che non riesce a non raccontare ciò che gli provoca turbamento. Grazie a Dans la solitude des champs de coton, del 1987, Koltès ha raggiunto la notorietà e gli vengono attribuite caratteristiche che in un certo senso lo inquietano: è visto come autore di un teatro raffinato, grave e potente, filosofico e misterioso. Per lui tutto questo è sbagliato poiché «detesta il teatro del suo tempo perché ritiene che sia una lingua ripiegata su se stessa che non parla né del mondo, né al mondo. Lui preferisce le favole che gli racconta il cinema; e la musica popolare, il reggae di Bob Marley o il rap, che accomuna le persone che ama». Le opere di Koltès, che parlano di razzismo, violenza contro il diverso, omosessualità, emigrazione, lotta di classe e pacifismo, sono estremamente attuali e riproporle oggi significa aggiungere un ulteriore punto di riflessione su argomenti ai quali mai come oggi è necessario porre attenzione.

Titolo: TEATRO - Volume 1

Autore: Bernard-Marie Koltès
Genere: Teatro
Casa Editrice: Arcadiateatro Libri
Pagine: 320
Prezzo: 22,00 
Codice ISBN: 978-88-312-31-008


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