lunedì 11 maggio 2020

Valentina Gullace e il suo 1° disco "un diario segreto in musica". L'intervista di Fattitaliani

Eclettica, solare, bellissima: Valentina Gullace, giovane artista completa del nostro spettacolo che spazia dalla discografia al musical si racconta a Fattitaliani nel giorno del suo compleanno: a proposito, tanti auguri! Ci parla del suo primo disco "La mia stanza segreta", delle sue ispirazioni, dei suoi modelli e dei progetti che l'attendono dopo il confinamento. L'intervista.

Oggi è una giornata speciale..., il tuo compleanno, in un periodo speciale: come festeggerai? hai lo spirito giusto per farlo?
È bello ricevere tanti messaggi di auguri e telefonate anche da persone inaspettate, ma questo compleanno è un po’ malinconico. Sono lontana dalla mia famiglia e la situazione nella quale ci troviamo tutti in questo momento è davvero dolorosa. In particolare, noi Lavoratori dello Spettacolo siamo costretti a casa senza avere idea di quando realmente potremo riprendere a lavorare. Mi manca molto il palco…
Foto di Laura Sbarbori
Parliamo del tuo primo disco: come ti sei sentita alla vigilia del lancio? più l'emozione, la fatica, la paura?
Tutte queste cose insieme, direi! Pubblicare il mio primo disco è stata una decisione molto sofferta per me perché i miei brani sono nati come pagine di un diario segreto in musica. Mi imbarazzava espormi così tanto e non mi sentivo abbastanza pronta. Per tantissimi anni ho atteso il momento giusto e così, tre anni fa ho capito che il momento giusto non sarebbe mai arrivato. Ho trovato il coraggio perché ho capito che non si può piacere a tutti e che non è giusto limitare la propria espressione artistica solo per paura, così ho iniziato a lavorare seriamente al progetto del disco.
Foto di Laura Sbarbori
Quanto ti rappresenta il disco come persona e come artista?
“La mia stanza segreta” è decisamente un disco autobiografico e onesto. Sono realmente io, in ogni nota ed in ogni parola. Gli 11 brani contenuti dell’album sono stati composti in epoche diverse della mia vita ma ho lavorato ad un sound che potesse dare una coerenza stilistica a tutto il progetto. Ho sempre amato il linguaggio jazzistico contaminato col soul e l’R’n’b e insieme al mio arrangiatore, Seby Burgio, ho voluto dare alle mie canzoni una veste che mescola fra loro questi stili, con un retrogusto cantautoriale. Nei testi parlo del mio modo di vedere le relazioni, parlo delle tante sconfitte ricche di insegnamenti preziosi e affronto un tema a me assai caro: la corrispondenza fra ciò che siamo realmente e ciò che scegliamo di fare nella nostra vita. E poi c’è anche una lettera che non ho mai inviato: “Winter”, il mio ultimo singolo, uscito il mese scorso. Parla di un amore perduto, dell’incapacità di metabolizzare una fine necessaria ma dolorosa, parla del primo grande amore e dell’illusione ferita. Sono stata felice di ospitare il grande Fabrizio Bosso su questo nuovo singolo così come su “La responsabilità di te”, secondo singolo estratto dal mio disco, uno dei miei brani preferiti.
Foto di Laura Sbarbori
C'è una stanza segreta, un angolo tutto tuo dove trovi particolare ispirazione per la tua musica?
La mia stanza segreta è la parte più intima di me, quella che non ha paura del giudizio degli altri e che per questo osa, sfidando i propri limiti. La mia ispirazione nasce molto semplicemente da una reale urgenza espressiva. La musica rappresenta un mezzo per raccontarmi con onestà, un diario segreto in musica che ancora oggi è una sorta di catarsi, per me. La mia musica è cresciuta con me, è maturata parallelamente alle mie esperienze di vita ed è ancora in continua evoluzione, esattamente come lo sono io.
Quando una canzone nasce in italiano o in inglese? dipende dalla melodia, dallo stato d'animo o semplicemente per caso?
Quando ho iniziato a comporre le prime cose, intorno ai 17 anni, ho usato l’inglese perché ho sempre ascoltato principalmente le cantanti americane ed ero abituata al suono della mia voce in inglese. Qualche anno dopo ho sentito il bisogno di esprimermi in un modo ancora più immediato e sincero e così ho iniziato a scrivere le prime canzoni in italiano. Nel disco ci sono 3 brani in inglese: “Stormy Clouds”, “Signs” e appunto “Winter”, il mio ultimo singolo con Fabrizio Bosso alla tromba. Ormai sento sempre  l’esigenza di comporre i testi nella mia lingua, ma talvolta è proprio la musica stessa a portarmi verso l’inglese: è il caso di “Signs”, il brano più recente presente nel disco. 
Foto di Davide Bozzalla
Difficile per un'artista eclettica come te farsi "valere" anche come cantante e basta?
Devo ammettere che non è molto facile portare avanti una carriera teatrale, da didatta e da cantautrice. Spesso mi sento fuori posto perché non riesco e non voglio rinchiudermi in un’unica categoria. Sono semplicemente un’artista: mi esprimo attraverso le arti e condivido la mia esperienza con gli allievi che decidono di affidare le loro voci a me. Mi piace stare sul palco interpretando un ruolo in un musical così come è di vitale importanza per me stare sul palco nei panni di “Valentina” per raccontare la mia vita attraverso le canzoni che scrivo. Adoro cantare gli standard jazz e lo swing e poter collaborare con grandi jazzisti come Fabrizio Bosso è stata una delle cose più belle che mi siano successe negli ultimi anni. Eppure spesso incontro tantissime difficoltà, percepisco diffidenza e faccio fatica ad essere accettata da certi ambienti un po’ troppo chiusi (anche se fortunatamente non tutte le persone che frequentano questi ambienti sono così chiuse!). Nell’ambiente del jazz, dove se da un lato sono riuscita ad apprendere tanto, dall’altro lato non di rado mi sono sentita trattare come un’intrusa perché non ho fatto il percorso canonico di tutte le cantanti di jazz. Eppure non ho mai detto di essere una jazzista, io attingo ANCHE da quel linguaggio e sicuramente mi sento molto più vicina a quel tipo di approccio e di sound rispetto all’attuale scena del pop italiano… in ogni caso è un ambiente molto competitivo e pieno di difficoltà, ma questo penso riguardi in generale tutta la discografia italiana. Io faccio il mio, studio tutti i giorni e cerco sempre di migliorarmi e di “rubare” dai grandi musicisti con cui ho la fortuna di lavorare.
Ci sono delle artiste e artisti in cui ti ritrovi, cui ti ispiri, da cui prendi esempio? e che forse indirettamente possiamo ritrovare nel tuo stile e nelle tue canzoni?
Amo molto il jazz al femminile, come l’incredibile Rachelle Ferrell, vocalist ma anche pianista e compositrice. Sono cresciuta ascoltando le grandi regine del Jazz: da Ella Fitzgerald a Billie Holiday, ma anche l’elegantissima Dionne Warwick e il duo Tuck&Patti, due mostri di bravura senza inutili fronzoli. Una cantautrice che amo molto è Joni Mitchell, ma anche Tori Amos, ritenuta una delle sue eredi. Negli ultimi anni ho ascoltato tanto Gretchen Parlato e Becca Stevens, due artiste e compositrici americane molto contaminate, come piace a me, e anche Robert Glasper, un pianista super eclettico. Nei miei ascolti ci sono stati anche i Led Zeppelin, Janis Joplin, Pino Daniele, Niccolò Fabi, Pat Metheny. Devo moltissimo anche al grande Gegè Telesforo, un vero mentore per moltissimi musicisti e un caro amico che mi ha consigliata e influenzata molto nei miei ascolti degli ultimi due anni e nel lavoro sul mio disco.
La lista sarebbe troppo lunga, ma quello che mi emoziona nella musica e che mi ispira, è la corrispondenza fra le parole, la voce e l’anima di chi canta o suona. Riesco a sentire e percepire chiaramente tutto questo quando ascolto un brano e se non sento un certo “brivido” non riesco a “crederci”, a sentirmi coinvolta.
Il confinamento ha bloccato alcuni tuoi progetti artistici? li riprenderai?
Ero al Sistina con il musical “The Full Monty” di Massimo Romeo Piparo, quando è arrivato il lockdown. Stavo contemporaneamente seguendo la promozione del mio disco e avevo in programma una serie di concerti in giro per l’Italia questa estate, per presentare appunto il mio progetto. Purtroppo al momento non si sa con certezza quando sarà possibile riprendere con concerti e spettacoli e quindi, come tutti gli artisti, vivo sospesa sperando di avere presto buone notizie. Intanto continuo ad insegnare canto ma solo online e proseguo con i miei studi e con la composizione di nuovi brani.  Giovanni Zambito.


BIO

Cantautrice e Musical Performer, debutta nel 2006 con il ruolo di Maria Maddalena nel Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia, per la regia di Fabrizio Angelini e Gianfranco Vergoni. Partecipa a due edizioni di Cabaret, nel 2007 accanto a Michelle Hunziker e nelle stagioni 2015-2017 accanto a Giampiero Ingrassia (nell’ultima edizione interpreta il ruolo di Frau Kost), entrambe le volte diretta da Saverio Marconi.
Nel 2008 è Sharpay in High School Musical, regia di Saverio Marconi e Federico Bellone, sempre con la Compagnia della Rancia. È la protagonista della commedia musicale Mille lire al mese, presso il Teatro Parioli di Roma con la regia di Fredy Franzutti e successivamente interpreta Maria Cyliakus nel Salvatore Giuliano di Dino Scuderi (regia di Giampiero Cicciò), con Barbara Cola. Nella stagione teatrale 2011/2012 è la principessa Jasmine nel musical Aladin, diretta da Fabrizio Angelini, accanto a Flavio Montrucchio e Stefano Masciarelli. Nel 2015 vince il Premio Oscar Italiano del Musical per la sua interpretazione del ruolo di Inga in Frankenstein Junior (regia di Saverio Marconi e Marco Iacomelli), con cui va in scena per tre stagioni consecutive (2012-2015), con Giampiero Ingrassia e Giulia Ottonello. Dal 2016 collabora con le Sorelle Marinetti nel concerto-spettacolo La Famiglia Canterina ed è la voce di diverse sigle di cartoni animati, come i Pokémon (sigla finale del film Volcanion) e le Lalaloopsy.
È stata la conduttrice della trasmissione Easy Genius in onda su Rai Scuola, accanto allo scienziato Valerio Rossi Albertini.
Ha cantato una cover di “Smile” di Charlie Chaplin sui titoli di coda del film La verità vi spiego sullamore di Max Croci. Nella stagione teatrale 2018 ha vestito i panni dell’americana Maggie accanto a Massimo Ghini nella commedia musicale da lui stesso diretta: Operazione San Gennaro, tratta dal film di Dino Risi (prodotta da Alessandro Siani e dal Teatro Diana di Napoli). Nell’ottobre 2018 è in tour nazionale con La febbre del sabato sera, regia di Claudio Insegno, produzione Teatro Nuovo di Milano, nel ruolo della protagonista, Stephanie Magnano. Nel maggio 2019 è in scena al Teatro Nuovo di Milano col musical A Bronx Tale, tratto dal primo film come regista di Robert De Niro, nel ruolo di Rosina (Regia di Claudio Insegno). Dal 16 maggio 2019 è uno dei giudici della trasmissione All toghether now, in onda su canale 5 e condotta da Michelle Hunziker.
Parallelamente alla carriera teatrale, negli ultimi anni si dedica ad una intensa attività live esibendosi nel repertorio jazz e swing e collabora con importanti musicisti del panorama jazzistico italiano (Claudio Filippini, Luca Bulgarelli, Daniele Cordisco, Seby Burgio, Riccardo Biseo, Giorgio Rosciglione, Gegè Munari, Fabio Giachino, Giorgio Cuscito, e molti altri). Il primo disco da cantautrice, uscirà nell’autunno 2019 per l’etichetta Filibusta Records.