sabato 23 maggio 2020

Musica, Sol21 presenta "Siamo davvero liberi?". L'intervista di Fattitaliani

Siamo davvero liberi? Con il “surveillance capitalism” imperante già da anni, porsi questa domanda è più che lecita. Sol21 si fa questa e altre domande con un disco che comunque è “leggero”, con un approccio che è decisamente pop, spesso con un andamento “in levare” che rende il tutto molto “solare”.
In più Sol21 ha un approccio alla scrittura molto originale, con intuizioni cantautorali per niente scontate. Questa sua propensione a muoversi dentro la forma canzone, nell’ambito del pop italiano, ma con una visione post sanremo, post canzonetta sole mare amore, è ben sintetizzata in quello che sarà il brano pilota, su cui verrà realizzato anche un video: “A mare”. “A mare” già dal titolo gioca con due tra le parole più usate e abusate dalla canzonetta italiana (mare e amore) e ne fa altro. E “Altro” diventa anche una originalissima cover di “Sereno è” di Drupi. Un remix in cui quasi rappando, reinventa un classico del pop italiano. L'intervista.
Parlaci del nuovo album. Che impronta hai voluto dargli?
A monte di un progetto musicale credo ci sia sempre un’idea o un’intuizione. Nel mio caso, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, mentre Milano era immersa nel suo inverno, maturavo la convinzione che fosse necessario riflettere sulla libertà. Un concetto molto dibattuto ma sempre vivo. L’amore, il lavoro, le passioni ci rendono liberi o schiavi? E quanto la nostra coscienza è consapevole di tutto ciò. Poi, nel mese di febbraio, è arrivata la goccia che ha reso colmo il vaso, una triste, quanto assurda condizione generata da questa Pseudo-Pandemia. I dubbi sono diventati certezze: siamo davvero liberi? Per quanto mi riguarda, credo di No! Poi, ciascuno tragga le proprie conclusioni.
Quali sono i tuoi cantanti di riferimento?
Mi piace la musica indipendente italiana perché trovo interessante scoprire in temi musicali leggeri testi molto significativi ed impegnati. È come se la musica leggera degli anni ‘60 e ‘70 avesse maturato più consapevolezza e presenza. Mi piacciono i testi di Paolo Conte, di Gianmaria Testa, di Cammariere, di Motta, Brunori e Colapesce. Mi piace il sound dei Baustelle e l’energia di Carmen Consoli. Ma soprattutto e tutti non posso non collocare il vero Negus fella musica sperimentale, colui che ha sconvolto i destini e influenzato tutti gli sviluppi della musica italiana, ovvero Franco Battiato.
Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?
Amo la poesia. Mi piace buttare giù dei versi che il più delle volte poi diventano strofe di una canzone. Esperienze musicali importanti, essendo sostanzialmente un esordiente, non ne ho. Ma esperienze professionali come giornalista, invece, ne ho molte; a cominciare dal mio giovanissimo esordio al quotidiano “La Voce” di Montanelli oppure il recente invito al Festival Internazionale del giornalismo. Spero di riempire presto di esperienze musicali la mia vita.
Invece quella mai fatta e che ti piacerebbe fare?
Un tour insieme a qualche grande musicista.
Progetti futuri? 
Ho cominciato a lavorare al primo LP, spero di poter avere la presenza di qualche cantautore tra quelli che maggiormente ammiro, ed infine riuscire a fare prima o poi un bel tour per il Paese.