domenica 5 aprile 2020

Scuola, Lettera aperta della prof. Tascarella al Ministro Lucia Azzolina

Anna Tascarella, insegnante dell'IIS Foscolo di Canicattì ha scritto una Lettera aperta al Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina, che volentieri pubblichiamo.

La scuola italiana, questa indefinibile “cattedrale”, spesso oggetto di critiche distruttive, si è trasformata da soggetto obsoleto a soggetto attivo facendosi carico, nel giro di pochissime ore, di un impegno difficilmente quantificabile e qualificabile.
Nessuno avrebbe mai potuto immaginare ciò che stiamo vivendo, eppure, il grande esercito dei docenti, si è messo in marcia senza strumenti e un solo bagaglio: il senso del dovere.
È questo ciò che noi docenti ci sforziamo di trasmettere quotidianamente: il dovere.
Le sue ultime dichiarazioni sulla chiusura di questo anno scolastico, hanno totalmente modificato e vanificato l’indirizzo che la scuola, quale ente formativo, ha, dovuto repentinamente adottare, in questo durissimo periodo e somministrare ai propri alunni.
Ogni giorno, ogni docente ricerca le migliori metodologie per coinvolgere i propri alunni, per farli sentire vicini e per non far disperdere l’amore verso la conoscenza. Cerchiamo di coinvolgerli con mezzi e strumenti più disparati, sperando che stiano veramente ascoltando per portare nelle case non solo conoscenze ma anche speranze. 
Speranze di un mondo nuovo che dovrà risollevarsi da queste ceneri ancora accese e che speriamo si spegneranno presto. 
Con il trascorrere dei giorni abbiamo imparato a dosare i nostri insegnamenti, per rendere più fruttuoso l’impegno di chi ci ascolta. Questo messaggio ha raggiunto tutti, studenti e famiglie ma a quanto pare non è arrivato a Lei.
Lei, Signor Ministro, ha cancellato tutto il nostro operato perché non si è fidata dei “suoi” docent , proprio quelli che fino a qualche giorno fa elogiava per la serietà e la collaborazione.
In questo particolare momento era necessario cara Ministra “fare rete” e non affidarsi alla rete che salva tutto. 
Quale è stato il messaggio che Lei ha comunicato ai  nostri ragazzi? 
Che tutto è facile, che tanto saranno promossi, che la vita non è quella che stanno vedendo in tv? 
Signora Ministro, era fondamentale far capire loro che i momenti di difficoltà si superano, invece così li abituiamo ad aggirarli.
Saremmo stati noi docenti con la sensibilità che ci contraddistingue a tenere conto  del brutto periodo che i ragazzi stanno attraversando, perché lo abbiamo sempre fatto. Noi  docenti i ragazzi li cresciamo, non solo li formiamo.
È chiaro a tutti che la DAD è fortemente discriminatoria e non può sostituire la “scuola vera” ma è altrettanto chiaro quanto sia difficile valutare in questa situazione eccezionale.
Pur riconoscendo quanto sia difficile valutare ai tempi del Covid 19 non si può dichiarare per decreto che “non ci saranno bocciati né rimandati”, perché così si svilisce il lavoro degli studenti che si sono impegnati prima dell’emergenza  e continuano a farlo, mentre, si premia chi non è stato in grado di impegnarsi né prima né durante.
Le sue dichiarazioni, Signora Ministra, hanno creato sconforto nella classe docente perché denigrano il lavoro svolto.
Lasci quindi ciascun collegio dei docenti l’onere di deliberare criteri e strumenti  da tradurre in misure quantitative.
Troppo spesso la classe docente è stata oggetto di atti denigratori e mai avremmo immaginato che queste azioni venissero proprio dal proprio Ministro che dovrebbe garantire la loro missione.
Signor Ministro, salvaguardi la nostra professionalità, non ci faccia sentire naufraghi ma soprattutto garantisca legalmente e giuridicamente tutti noi docenti. 
Anna Tascarella