sabato 11 aprile 2020

Il "miracolo" di Codogno: Gianna, una storia di fede e resilienza

In una delle lettere inviate a Papa Francesco in questi giorni, la vicenda di Gianna, 86 anni. Un ricovero “normale” all’ospedale della prima zona rossa, il contagio, la solitudine e la paura dei familiari, le telefonate per sostenerla tra risate, lacrime e preghiere e poi la guarigione. Una storia di fede e resilienza.

Il testo integrale della lettera indirizzata a Papa Francesco:

"Casalpusterlengo, 29 Marzo 2020
Carissimo Papa Francesco buongiorno,

sono un cittadino della zona rossa di Casalpusterlengo e Codogno.

Le scrivo questo messaggio, come gesto di speranza da inviare a tutte quelle famiglie che stanno TANTO soffrendo per il triste, quanto tragico momento.

La mia mamma, dopo sette lunghissime settimane di ricovero in ospedale, è stata dimessa il giorno 24 marzo.

È riuscita a combattere il covid-19, un piccolo miracolo, in “quell’ospedale” di Codogno dove era stato ricoverato il paziente 1, dove tutto aveva avuto inizio.

L’ ospedale di Codogno “ingiustamente criticato” all’inizio dei fatti, ma … soprassediamo questo aspetto, medici e tutto il personale sanitario rappresentano degli eroi, gente che non si ferma dinnanzi alla paura della morte, per aiutare il prossimo, questa è la vera carità! Non solo parole.

Ieri una carissima amica infermiera di nome Anna, mi scriveva: “Massimo credimi, vado a lavorare in corsia, MA ho paura, tanta paura!!! La mia missione/professione mi spinge a farlo, lasciando i figli a casa alla mattina, quando inizio il turno, per poi rientrare alla sera, a fine turno, con il rischio di portare a casa con me questa maledetta malattia”.

Gianna, la mia cara mamma, è stata ricoverata il 07 febbraio per la sua patologia cardiologica, un “regolare” ricovero. Da prima al pronto soccorso di Codogno.

Dopo tre giorni di accampamento in un angolo del pronto soccorso (sempre seguita e curata egregiamente dal personale medico e sanitario), si libera un posto letto all’ ospedale di Casalpusterlengo, 1° trasferimento.



Il 21 di Febbraio, Gianna è pronta per le dimissioni dall’ ospedale di Casalpusterlengo, però accade “il tutto, l’incontrollabile”, pazienti bloccati nei reparti, visite dei parenti bloccati.

Inizia il calvario, Gianna ha 86 anni, tutta sola, sotto il profilo psicologico è devastante, limitata nella sua stanza, alla vicinanza della compagna di camera che sta peggio di lei, non è facile, quanti anziani hanno “lasciato”, non hanno più avuto la forza di lottare per vita divina perché presi da una forma di depressione da solitudine: “perché i miei parenti non vengono più a trasmettermi il loro calore, il loro amore? Perché mi lasciano sola?”.

Un frate di Bergamo in questi giorni raccontava la tragedia di questa situazione, di morire soli senza un caro al suo fianco, con un funerale non degno a un cristiano, e non solo.

03 Marzo, La paura, l’inesorabile esito del tampone covid-19: Positivo! Noooo!!! E adesso? Gianna, contatta me e la cugina per parlare di morte.

Papà Carlo a casa piange, disperato, convinto di non rivedere mai più la sua compagna di viaggio!

Tutte le sere mi recavo regolarmente a casa di mio papà (io ho una famiglia e vivo a 2 km da casa sua), con il rischio di portagli in casa la tragedia, il virus, ma non potevo fare diversamente! Anche lui sotto il profilo psicologico era disastrato, era veramente una situazione tragica.

Da quel momento, ancor di più, io e la nipote Francesca intensifichiamo la “terapia psicologica/telefonica” a distanza, terapia già corrisposta da quel dannato 21 febbraio.

Insieme alla preghiera e la forza di Dio, Francesca ed io non molliamo, 5-6 telefonate al giorno, per parlare di tutto di più, per darle conforto, per dire delle stupidate, per sorride alla vita, per pregare insieme.

Gianna non molla!! Giorno dopo giorno, si lamenta, ma grazie al supporto divino, alla fede, al suo amato Carlo, alla famiglia, non molla! Grande Gianna.

12 Marzo, ospedale di Casale, il reparto di medicina è al collasso, deve essere sanificato, si decide di trasferire nuovamente Gianna e tutti gli altri pazienti all’ ospedale di Codogno… Ancora! 2° trasferimento.

Mamma Gianna cade nel baratro, il trasloco l’ha distrutta psicologicamente, è come ripartire da zero!

Mio Padre anch’esso anziano (83 anni) è distrutto! Sempre più convinto che è finita per la sua amata Gianna.

No. MAI mollare, la vita è troppo importante!

13 Marzo, la mattina seguente, con grande intuito il medico, Dott. Bramini, capisce che è il momento di rischiare con una perizia medica ufficiosa, solitamente l’etica professionale di un medico non lo concede! Il dottor Bramini rompe le regole e capisce che è il momento di infrangere queste benedette, quanto corrette regole.

Al mattino, Il dottore durante la consueta visita ai pazienti, dice a Gianna: “Brava Gianna! Hai sconfitto il virus!!! Sei stata brava!”.

Da quel momento, il clima cambia, le preghiere non mancano, Dio è sempre stato vicino a noi!

Ultime curve, ultimi giorni. Inizia il calvario dell’attesa al doppio tampone, la verità ufficiale!!

Iniziano a scarseggiare negli ospedali i tamponi covid-19 in quella settimana… è proprio una never ending story.

19 Marzo, Il 1° tampone viene fatto! esito il giorno seguente: negativo!!!

Si programma il 2° tampone per il lunedì seguente, il 23.

Week end da paura, la tensione dell’ultimo metro … prima di arrivare al benedetto traguardo! Preghiere, paure, brutti pensieri … speranze, di tutto di più!

24 Martedì, alle 13,00 arriva l’esito finale! Esito tampone: negativo!

Primo pensiero rivolto a Dio e alla famiglia, incredibile, è veramente finita!

Ore 15,30 Gianna arriva alla porta di uscita, dopo 7 lunghe, quanto infinite settimane.

L’infermiera che esplode di gioia incontenibile, grida al miracolo, io e la nipote Francesca felicissimi.

Io non voglio scrivere i consueti messaggini personali su Facebook, Instagram… Non è una mia vittoria.

Sicuramente rappresenta una bella storia da raccontare, per donare energia, speranza a tutte quelle persone coinvolte in questa tragica situazione.

Con questa lettera, desidero ringraziare tutto il personale medico e infermieristico, tutta la catena logistica a loro collegata! Desidero ringraziare Dio per averci aiutato e supportato in tutto questo percorso.

Chiedo a Lei, mio caro Papa Francesco, di aiutarci a inviare a tutti questa bella storia, sperando sia di supporto a tante persone.

Con tanto affetto, Massimiliano, un semplice cittadino".

Radio Vatican News, 11 aprile 2020.
Foto: Medici assistono un malato di Covid-19  (ANSA)