mercoledì 18 marzo 2020

Nomade digitale, Gianluca Testa presenta il nuovo album con atmosfere beat, rock psichedelico e brit pop. L'intervista di Fattitaliani

(video) È uscito "Nomade digitale" nuovo album di Gianluca Testa con dodici canzoni, distribuito da Onmusic. L'intervista.
Parlaci del nuovo album. Che impronta hai voluto dargli?
NOMADE DIGITALE è il frutto delle esperienze vissute durante un anno in giro per il mondo, in cui ho scritto trenta canzoni. Da queste sono state estratte dodici tracce per l’album. Con il mio produttore Roberto Cola abbiamo sperimentato creando un disco tutto suonato: atmosfere beat, rock psichedelico e brit pop, ma anche suoni influenzati da colonne sonore, ad esempio gli effetti di chitarra stranianti alla BoJack Horseman. Ce ne siamo fregati di quello che chiede oggi la discografia, seguendo l'ispirazione. Abbiamo raccolto suggestioni dagli anni ’60 e ’70. Quando progettavamo gli arrangiamenti  siamo partiti da riferimenti visivi: la Nouvelle vague e il New american cinema su tutti. Le batterie, diversamente dall’indie di oggi, sono tutte suonate. C'è il farfisa, l'organo hammond che si fonde con gli archi, il sitar, sassofoni sporchi mescolati a chitarre distorte e clarinetti jazz che guizzano funanbolici su sintetizzatori vintage.   La costruzione del suono ha seguito lo spirito visionario della  scrittura, che è libera perché è nata in viaggio: un viaggio fisico fatto col corpo e uno metafisico fatto con la mente. Non ci interessava creare il suono clone di qualcosa che già esistesse solo per accontentare il mercato.  I testi nascono da esperienze crude di vita, la musica da intuizioni inconsce che legano melodie e suoni alle parole. Le esperienze in sé non servono a nulla se non le attraversi con una coscienza amplificata: una profonda attenzione all’impatto che hanno all’interno, oltre che all’esterno. Ad esempio un massaggio ai piedi lo puoi vivere distratto, meccanicamente, oppure renderlo azione cosciente e trasformarlo in un’esperienza psichedelica. Nel secondo caso nascono canzoni come RIFLESSOLOGIA PLANTARE (https://open.spotify.com/track/6auM4Pf8baLQi6etAxxxoO) 
Quali sono i tuoi cantanti di riferimento? 
Te ne cito qualcuno in ordine sparso: Duke Ellington, Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Chet Baker, Beatles, Rolling Stones, Jim Morrison, Queen, The Who, Pink Floyd, Velvet Underground, David Bowie, Led Zeppelin, Beck.  Tra gli italiani: Rino Gaetano e dei più recenti mi piace molto Cristina Donà.
Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?
Si tratta di un lavoro extra musicale: la scrittura di un libro, “Arte e scienza dell’attore”. Parla della nascita di un nuovo metodo di recitazione e crescita personale che si ispira a discipline come la fisica quantistica e le neuroscienze:  l’espressività generativa. E’ il frutto di 15 anni di ricerche in giro per il mondo e sperimentazioni nei laboratori di recitazione EG ACTORS LAB.
Invece quella mai fatta e che ti piacerebbe fare?
Per restare in tema di fisica quantistica, mi piacerebbe tornare indietro nel tempo e fare un tour mondiale con i Guns’N Roses alla fine degli anni ottanta. Sarebbe divertente.
Progetti futuri? Farai un tour? 
Bisogna realizzare gli altri videoclip, dopo il primo che è un road movie girato tra Cambogia, Laos, Malesia e Filippine. Poi sono in trattativa con una Casa di Produzione per realizzare il film scritto insieme all’album. A Marzo sarebbe dovuto partire il Nomade Digitale Tour: uno spettacolo in cui le canzoni sono intervallate da momenti di teatro di narrazione con racconti di viaggi fisici e metafisici. Mi accompagna una band. Al momento (metà Marzo) il progetto del tour è ovviamente congelato a causa della quarantena.  Per tutte le news venitemi a trovare sulle pagine social: 



NOMADE DIGITALE SU SPOTIFY