domenica 1 marzo 2020

Coronavirus, regolamentare una rapida procedura di riduzione consensuale dei canoni commerciali?

Potrebbe aver senso introdurre la possibilità di concordare rapidamente e secondo un modulo predeterminato la riduzione dei canoni commerciali nelle zone calde durante l'emergenza? Può avere senso una idea del genere?
A causa delle inevitabili gravi ripercussioni che il coronavirus porterà al commercio, per evitare il fallimento di molte attività avanziamo l'idea di proporre al Governo l'emissione immediata di un decreto legge attraverso cui, semplificando la procedura burocratica al massimo, sia permesso a locatori e conduttori, ovviamente con il consenso di entrambi di concordare la riduzione del canone di un terzo, di metà o addirittura di due terzi, per un periodo limitato, prorogabile e limitato ovviamente all'emergenza; è un'idea che probabilmente non piacerà a molti proprietari ma prima di rigettarla in toto, consideriamo che questo permetterebbe a molti commercianti di non fallire, di continuare a pagare il canone seppur ridotto e di mantenere in piedi un'attività che gira al minimo, di non licenziare se ci sono dipendenti e permetterebbe ai proprietari di salvaguardare un introito, seppur ridotto e di evitare una eventuale morosità e di avere successivamente il locale sfitto per lungo tempo. Ovviamente starebbe alla libertà dei proprietari valutare se è conveniente per loro accettare questa riduzione e se è una proposta giustificata dalla situazione.
- Ovviamente la riduzione consensuale è possibile già con la vigente normativa ma riteniamo che sarebbe utile nella normativa  prevedere un modello predeterminato, semplicemente da compilare, da sottoscrivere e da consegnare al registro: questo permetterebbe alle parti di agire senza i costi di un legale, e darebbe la certezza di non incappare in problematiche formali successive. Ovviamente bisogna anche pensare uno sgravio fiscale per i proprietari che eventualmente aderiscano.
- Pensiamo a una riduzione predeterminata a tre possibilità (1/3,1/2,2/3) per semplificare le trattative fra le parti: una decisione rapida potrebbe permettere di salvaguardare gli interessi di entrambe le parti, ma ovviamente si può anche valutare di lasciare libertà alle parti di ridurre "fino ad un massimo di....".
G.C.