mercoledì 4 marzo 2020

Buon compleanno Mina!

Milano, primi anni 90, la Galleria del Corso, 4 deve proprio essere nel mio karma se in quegli anni lavoravo al 6° piano presso la Curci/Carosello e dal 1976 al 4° piano c’è anche la nostra sede. Alla lettera G del catalogo avevamo Giorgio Gaber, alla V c’era Vasco Rossi , ma alla M oltre a Modugno e Milva, la pantera di Goro, c’era proprio LEI, Mina la tigre di Cremona.
I felini non ci mancavano! Li, tra quelle mura, Davide Matalon, storico scopritore di Mina,era stato per anni il direttore artistico e invece negli anni 90 di fronte alla porta del mio ufficio, dall’altra parte del corridoio, si trovava l’ufficio di Osvaldo Miccichè, che proprio Mina aveva inserito nell’organico della PDU come curatore editoriale e A&R, per la rigorosa selezione delle canzoni inedite da sottoporle. Da quell’ufficio uscivano note, fumo e profumo di vaniglia di pregiati tabacchi selezionati, almeno quanto le canzoni, un fumo denso, a noi familiare, che si mischiava al fumo di un altro personaggio indimenticabile, il M° Bogani, che stava nell’ufficio di fianco al mio. Così accadeva che da quelle stanze uscissero le note in anteprima che qualche mese dopo sarebbero diventate canzoni di successo. Se non venivano gradite dal M° Bogani o dallo stesso Miccichè, si sentiva sbattere la porta…stava a significare il forte disappunto, da parte di uno dei due, ed era il segnale che qualcosa non andava nell’armonia o nella melodia. Un andirivieni quotidiano di artisti e personaggi, che a malapena riuscivamo a scorgere nel fitto fumo vanigliato…la privacy a quei tempi era una cosa seria! Di solito era Osvaldo che si recava a Lugano da Mina, ma quel giorno non fu cosi. In corridoio c’era fermento, era appena entrato Luciano Tallarini ,il geniale Art Director che ha creato le copertine più belle e famose della discografia italiana, nonché le copertine dei dischi di MINA , oltre al logo della nostra etichetta Top Records, e c’eraLEI, la Signora della canzone italiana, la tigre di Cremona. Sarebbe il caso di dire: c’era una “Mina vagante” sciarpa al collo, grandi occhiali, i capelli raccolti in uno chignon basso, avvolta in lungo cappotto nero. Per noi, fino a quel momento, Mina era le note che si facevano strada tra il fumo al profumo di vaniglia. Quel giorno, in corridoio Mina si era materializzata davanti ai nostri occhi con tutti i testi delle sue canzoni ”fumo blu, una nuvola e dentro tu” “sei grande, grande, grande come te sei grande solamente tu”… Buon compleanno MINA! 
“È l’ora in cui riaffiorano i ricordi di un'epoca che non esiste più” diceva una tua canzone. 
 Paola Palma