lunedì 17 febbraio 2020

Marina Perini in "Madri" da "Quattro ritratti di madri" di A. Wesker, regia di Sandro Di Biagio

In scena alla Sala Paolo Poli via Capitan Consalvo 2, 00122 Ostia Lido-Roma  dal 28 febbraio al 1 marzo 2020

"Madri" è un monologo intenso ed ironico capace di restituire attimi di vita quotidiana, piccoli e grandi pensieri che ci attraversano la strada e spesso non vediamo. Sono i pensieri delle persone con cui viviamo o semplicemente quelli di noi stessi, indaffarati a far altro. In scena si alternano quattro personaggi, tutti interpretati da Marina Perini, quattro madri profondamente differenti: Ruth, una madre single; Miriam una madre depressa/fallita; Naomi, una anziana ebrea mancata madre; Deborah madre “perfetta”, definita da Wesker madre terra. Quattro madri con le loro fragilità e debolezze che ci fanno pensare, sorridere ed emozionare. 
Scritti nel 1982 in forma di monologhi per una sola attrice, “Quattro ritratti di madri” è uno dei testi esemplari del drammaturgo londinese Arnold Wesker, scomparso nel 2016, un autore particolarmente attento ed efficace nel dipingere nei suoi lavori la fisionomia di donne che danno libero sfogo alle loro contraddittorie voci interiori. Nella commedia quattro donne/madri lontane fra loro sono spinte dallo stesso profondo senso di inadeguatezza con sé stesse, alla ricerca di qualcosa di introvabile…

Sala Paolo Poli
via Capitan Consalvo 2, 00122 Ostia Lido- Roma 
dal 28 febbraio al 1 marzo 2020 
venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18
Info e prenotazioni: 0656320304 - 3484093777 (whatsapp)
biglietto: € 12 - (over 65 e under 12: € 10)
“Madri” 
da "Quattro ritratti di madri" di Arnold Wesker
interpretato da MARINA PERINI
regia di Sandro di Biagio
con interventi musicali dal vivo di Enrico Angarano 
L'autore
Arnold Wesker (1932-2016) è nato a Londra da una famiglia operaia ebrea, giunge alla notorietà con la trilogia teatrale rappresentata al Royal Court composta da Brodo di pollo con orzo (1958), Radici (1958), Parlo di Jerusalem (1960). Wesker è poi passato a un atteggiamento concretamente riformista, con opere dal carattere grottesco, autobiografiche in chiave simbolica o dove sono analizzati i rapporti d'amore: La cucina (1961), Patatine con tutto (1962), Le quattro stagioni (1965) e L'amico (1970).
Nelle ultime opere sembra specializzarsi in ritratti femminili la cui migliore riuscita è senza dubbio il volume “Atti unici per donne sole” del 1989 da cui è tratto “Quattro ritratti di madri”.