lunedì 3 febbraio 2020

Barbara Cavaleri a Fattitaliani: nelle canzoni metto sempre del “mio”. L'intervista canzonata


Distribuito da Beatrising.com, con la produzione artistica è di Fabio Mecuri e Simone Pirovan, è da poco uscito “Come una Stella-Novastar” (LoopMusic) l’album di inediti della cantautrice Barbara Cavaleri, disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download. Il disco rappresenta uno scenario futuristico in cui vive un prototipo di Donna in un mondo futuristico chiamato Novastar, visto dagli occhi della protagonista. L'artista è ospite de L'intervista canzonata di Fattitaliani: le domande sono state formulate con i brani di "Come una Stella-Novastar" e del suo primo album “Ad un passo dal sogno”.

   Partiamo dalla canzone che dà il titolo all'album: a tuo avviso, quando una cantante arriva a brillare "Come una stella”?
Quando riesce a raggiungere un equilibrio tra desiderio e realizzazione. Spesso si canta di sogni, desideri, visioni, immagini. Quando almeno parte di questi desideri si concretizzano ci si può sentire “brillare”.
Ci sono artisti che "Come una stella" vivono di luce propria e altri che come pianeti vivono di luce riflessa. Come costruire il proprio percorso affinché l'obiettivo da raggiungere sia alla fine duraturo?
Beh, non saprei, mi sento ancora abbastanza giovane per risponderti con certezza. Di solito questa domanda me la faccio io. Posso dirti che credo che tutto dipenda da come noi ci rapportiamo al mondo che ci circonda.
Nel brano "In lattina" hai guardato e cantato le azioni della vita quotidiana: il contenitore potrebbe rappresentare qualcosa di rassicurante o al contrario limitante?
Sicuramente è un filtro tra la protagonista della canzone e la realtà che lei immagina di vivere. Allo stesso tempo lei si protegge rimanendo “dentro”, perché fuori sente che tutto potrebbe corrompere la sua “integrità”.
E a proposito, com'è la tua vita quotidiana?
Una vita normalissima. Fatta di corse, scadenze, lavoro, impegno. Lavoro molto ogni giorno per arrivare agli obiettivi che mi prefiggo. Ho una famiglia e devo seguire ogni aspetto in prima linea, come molte donne.
La canzone "Body not soul" è una presa di coscienza di quello che si vede oggi in giro, nella realtà e nei social, o che?
A Novatsar, città immaginaria in cui il disco è ambientato, esistono dei veri e propri “supermercati del bello”. Cliniche in cui si sceglie come essere, nello stesso modo in cui si ordina il sushi online. Una possibile proiezione del futuro?
Nelle tue canzoni canti più quello che sei stata, "Quello che sei" o quello che vorresti essere e diventare?
In questo disco parlo esclusivamente dei sentimenti di una Donna proiettata in un mondo futuristico che non ha riguardo per l’aspetto umano del sé. Ci sono momenti in cui percepisco il mondo che mi circonda come tale, anche se ritrovo sempre una buona dose di ottimismo in me stessa e negli altri. In generale, nelle canzoni, metto sempre del “mio”, ma mi focalizzo sulla storia che sto raccontando. L’interpretazione e lo studio di ciò che racconto sono una fase ben diversa dalla scrittura.
Cos'è la “Bomba 6170”?
Una delle armi usate a Novastar per accedere al conflitto armato, usato sui “ribelli” o su chi non si allinea alla politica di progresso estremo. Una proiezione molto immaginaria, di un conflitto acceso su chi già non dispone di mezzi sufficienti per difendersi, oltre all’ingiustizia, subisce anche l’attacco. Un racconto attraverso una canzone, quasi reading, di una parentesi armata, subito celata dal silenzio del tempo che passa e dimentica.
Mi dici un oggetto, un personaggio, un ideale "Contemporaneo" che nel bene o nel male ci rappresenta come esseri umani?
Mi piace pensare all’immagine dell’albero. Elemento naturale, spero, eterno, più che contemporaneo. Siamo radicati, abbiamo una forte presenza, ma siamo anche fragili e possiamo distaccarci da noi stessi con un soffio di vento, come una foglia, se non ricordiamo l’importanza delle nostre radici. Chi è bene radicato difficilmente si perderà anche se immerso in un’epoca in cui tutto è veloce, tutto deve essere immediato e efficace.
"Le parole" di una canzone a volte potrebbero avere maggiore peso di quelle dette in un dialogo o scritte in una mail o in un libro?
No, penso che le parole abbiano peso, ovunque le si ponga, anche su un post-it sul frigorifero, se l’intenzione che vi è dietro è onesta e reale. La musica alle parole, in una canzone, può donare una maggiore risonanza e una maggiore “mobilità”, ma la profondità di un testo rimane invariata nonostante la differenza del supporto che la ospita.
Quando è stata l'ultima volta che sei rimasta a "Ballare fino al mattino"? ti piace il mondo della discoteca?
Sono rimasta a ballare fino al mattino diversi anni fa, durante una delle feste più belle che ricordo di aver organizzato con le mie amiche per la nostra convivenza insieme. In generale preferisco ballare su una spiaggia, o in mezzo alla folla di un concerto. La discoteca non è mai stata una dimensione mia. Ho ballato molto nei club hip-hop, soprattutto quando cantavo all’estero con altri artisti e dopo concerto ci si divertiva insieme. Amo ballare, in generale.
In riferimento al tuo primo album, è importante (re)stare sempre “Ad un passo dal sogno” o prenderlo in mano una volta per tutte?
Direi che oggi mi proietto più nella seconda condizione che descrivi.
Credi nella divisione ultraterrena "Paradiso e Inferno" oppure pensi che tutto si realizzi qui, sulla Terra?
Credo nell’Universo che ci circonda e in come noi ci poniamo nei suoi confronti, perché siamo di passaggio, e la vita va vissuta qui ed ora. Non sai mai cosa potrebbe accadere un momento dopo. La storia ci insegna questo.
Ti fornisce più ispirazione entrare dentro "Nelle cose" reali o di fantasia?
Per questo disco ho sicuramente attinto molto alla mia fantasia. In generale, cerco di capire a fondo ciò con cui mi confronto, in ogni ambito di vita.
In che occasione, in quale momento della tua vita hai sentito forte il bisogno di cambiare “Aria"?
Nel 2008, quando ho lasciato tutto e sono andata a vivere a Londra, per quasi 4 anni, da sola. Lo rifarei mille volte. Giovanni Zambito.
Foto: Federico Cadenazzi
Barbara Cavaleri comincia il suo percorso studiando e cantando in diversi ambiti (classica, pop, gospel, soul, jazz, performing arts). Come interprete, pubblica il suo primo album “Ad un passo dal sogno” nel 2007 (Lagash-Edel- Bollettino Edizioni). Finito il tour promozionale, scrive per Ray The Project e collabora con Ugo de Crescenzo e Marcello Testa; l'album “Someone’ Speaking” viene pubblicato in Europa e Giappone e promosso in UK (Casaluna Records, Emi Edizioni 2008). Dal 2008 al 2011 si stabilisce a Londra dove continua a collaborare con realtà folk locali, si esibisce su diversi palchi della città, studia alla Goldsmiths University e scrive il suo nuovo lavoro. Nel 2014 pubblica “So Rare”, suo disco da cantautrice, prodotto da Leziero Rescigno (La Crus, Amor Fou, Mauro Ermanno Giovanardi). Barbara è la voce e l’autrice del progetto elettronico “Gentle Eyes In The Gloom” (2019, Prismopaco Records). Collabora al progetto di Alex Cremonesi, “La prosecuzione della poesia con altri mezzi” (Riff Records, 2019). Lavora come autrice di testi e melodie in ambito cinematografico e nell’ambito del VoiceOver. La voce rimane il suo primo strumento creativo, messo a disposizione anche nell’ambito dell’insegnamento della produzione vocale, e di musica e canto presso diversi istituti e accademie nazionali.