giovedì 12 dicembre 2019

Proscenio, Alessandro Blasioli a Fattitaliani: traggo ispirazione dalla realtà e da... Dario Fo. L'intervista

Per la rubrica Proscenio Fattitaliani intervista l’attore e drammaturgo Alessandro Blasioli autore, regista e interprete di "Sciaboletta", un monologo ironico e dissacrante sulla fuga del re Vittorio Emanuele III in seguito all'armistizio con gli Alleati, durante la Seconda Guerra Mondiale. In scena dal 13 al 15 dicembre al Teatro Argot Studio di Roma.
"Sciaboletta" in che cosa si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?
Sciaboletta è il primo testo a tema storico che ho scritto: racconto di fatti storici accaduti nel passato per meglio comprendere il presente.
Quale linea di continuità, invece, porta avanti (se c'è)?
È il terzo monologo da me scritto, diretto e interpretato. Attraverso l’uso dei principi di commedia dell’arte, la linea di continuità è dettata dal fatto che in tutti e tre i monologhi io racconti la storia nella duplice veste di narratore e di personaggio.
Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro? Racconti..
Il primo incontro col teatro è avvenuto in terza elementare: le maestre ci fecero mettere in scena Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde per la recita scolastica. Fu molto emozionante e ne conservo una sensazione di felicità, al punto da  ricordarmi ancora oggi la prima battuta del mio personaggio!
Quando scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?
Più che di attori e attrici famosi, direi di persone da me incontrate o parenti ed amici stretti: tendo a prendere spunto dalla realtà che mi circonda.
Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?
Dipende se l’attore è anche il drammaturgo: in questo caso credo si abbia paura che le idee portate avanti nella drammaturgia possano essere fraintese e male interpretate nell’atto della messa in scena.
Quanto è d'accordo con la seguente citazione e perché: "Un artista è come un buon soldato: deve essere sempre pronto a sacrificarsi per servire l’arte e il teatro" di Magda Olivero? 
Sono molto d’accordo, a patto però che l’Arte ed il Teatro (o per meglio dire le persone che vi lavorano) rispettino parimenti la figura professionale dell’attore: troppo spesso la remunerazione economica non rispecchia il tempo e le energie spesi nella preparazione dello spettacolo... essere da solo in scena è stata prima di tutto una necessità produttiva ed economica.
L'ultimo spettacolo visto a teatro? 
Harrogate di Al smith al Teatro Argot, regia di Stefano Patti con Marco Quaglia ed Alice Spisa. Un testo interessantissimo con una bella regia e interpretazione magistrale dei due attori in scena
Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo?
Sarebbe per me è bellissimo poter vedere Dario Fo interpretare un mio testo, semplicemente perché lo trovo sublime, un mattatore da cui traggo ispirazione!
C'è un passaggio, una scena che potrebbe sintetizzare lo spirito e il significato di "Sciaboletta"? 
Citando “rusticamente” il paradosso di Popper: Bisogna essere intolleranti con chi non è tollerante. E aggiungerei... dobbiamo imparare dai nostri errori e dal nostro passato. Giovanni Zambito.
LO SPETTACOLO
È il sesto appuntamento della stagione ARGOtNAUTICHE - Cronache dal mondo sommerso, spettacolo vincitore del “Premio Giurie” Direction Under 30 - 2018 del Teatro Sociale Gualtieri e “Miglior Testo” al Festival ShortLab di Roma 2018.
“9 settembre ’43, 5.30 del mattino: una colonna di 40 auto nere sta valicando gli Appennini lungo Via Tiburtina, direzione Abruzzo; in testa alla colonna una Fiat 2800 grigio-verde con i vetri oscurati e le bandierine italiane poste sopra i fanali anteriori.”
Inizia così la fuga di Re Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia a seguito della dichiarazione d’Armistizio proclamata dal Generale americano Eisenhower. Districandosi nella notte fra i selvaggi paesaggi abruzzesi, Re Vittorio Emanuele III troverà non pochi problemi lungo la via per la salvezza: i presidi tedeschi, le bande di paese e l’ombra di Mussolini, che oscura la figura sovrana al punto da farla andare in escandescenza in una invettiva antifascista quanto mai attuale. La storia è nota: il vecchio Re 74enne fugge verso la salvezza. Avrebbe potuto evitare la disfatta un comportamento più reale da parte dell’anziano Sovrano?
Con intelligente ironia, un linguaggio incalzante derivato dalla Commedia dell’Arte e pirotecnici giochi di luce, Sciaboletta tira fendenti e pone domande a una società che pare stia entrando – ancora una volta – in un’epoca nazionalista e di malcelato odio del diverso, andando a raccogliere e riportare gli insegnamenti del nostro passato.
Alessandro Blasioli
Attore e cantante abruzzese, Bachelor (Hons) in Acting presso l’University of Wales. Studia Commedia dell’Arte in Francia con il Maestro Carlo Boso e in Italia segue workshop di Giorgio Bongiovanni. Fonda assieme a colleghi la “Compagnia Sasiski!”, commedianti dell’arte con cui vince il “Premio Attilio Betti” del Festival Lunathica di Torino e partecipa alla VI e VII giornata mondiale della Commedia dell’Arte a Padova. è Menzione d’Onore del Presidente di Giuria presso il Festival Internazionale “Silver Sword” di Mosca e Premio NUOVOImaie come “Miglior interprete maschile” al Festival Dominio Pubblico di Roma con il monologo civile da lui scritto, diretto e interpretato, intitolato “Questa è casa mia”, che racconta le vicende del post sisma aquilano; suoi anche i monologhi “DPR_Web_Sommerso” (“Menzione d’onore” al Festival InDivenire di Roma) sulla storia di Anonymous e Dark Web e “Sciaboletta”.