lunedì 16 dicembre 2019

La Ciociaria e François Pinault

Multi miliardario, il terzo uomo più ricco della Francia e il 27° nel mondo secondo certe graduatorie: nella rete si rinvengono sicuramente tutti i ragguagli e informazioni su di lui e la sua variegata attività imprenditoriale.
A noi qui preme illustrare quale rapporto ci può essere con la iconografia del  costume ciociaro, incredibile che possa parere. In qualche nota passata abbiamo  fatto conoscere la Bourse du Commerce di Parigi  che nell’Ottocento e Novecento fu il centro propulsore  del commercio delle granaglie  della Francia col mondo intiero: una struttura architettonica nel cuore cittadino  di imponenza e di ricchezza non comuni, basti ricordare che la sua cupola, il suo contrassegno più visibile, ha quasi il medesimo diametro della cupola di San Pietro e cioè circa 34 metri, tra l’altro un prodigio tecnico dell’epoca, a seguito delle sue peculiarità costruttive.
Tale gigantesca  struttura degna rappresentante della grandeur tipica dei fratelli francesi era da qualche anno che non trovava la sua corretta valorizzazione e impiego, visto che il motivo originario, il commercio del grano, è venuto meno da un  pezzo.  François Pinault, come le cronache registrano, è anche un accanito collezionista di opere d’arte,  soprattutto moderne e contemporanee ed è ben noto che anche a Venezia è presente la sua impronta munifica e imprenditoriale, dove possiede il celebre Palazzo Grassi  sul Canal Grande e la Punta della Dogana all’imbocco. Quale rapporto dunque con la Ciociaria? 
In una cronaca passata, parlando della Bourse du Commerce, abbiamo illustrato un documento pittorico fatto conoscere per la prima volta che illustra una coppia di ciociari presente in questo luogo prestigioso che stiamo descrivendo. Infatti al di sotto della immensa cupola corre una fascia alta dieci metri e lunga centoquaranta, cioè una superficie di 1400 mq che alla fine del 1800 fu affrescata da un gruppo di quattro artisti con le illustrazioni delle caratteristiche commerciali e imprenditoriali  dei vari continenti che avevano relazioni d’affari con la Francia: l’Europa fu illustrata, oltre che con navi e vascelli e carri, da una coppia di ciociari in primo piano, a documentarne, oltre che la peculiarità non comune del loro costume, il ruolo di personaggi noti e conosciuti dappertutto nel corso dell’Ottocento, quasi una lingua franca d’Europa, dato l’incredibile successo riscosso tra gli artisti,  pittori e scultori. 
Ora è avvenuto che l’imprenditore François Pinault  ha preso in fitto per cinquantanni dal Comune di Parigi la maestosa  struttura per farne un museo  delle sue opere da offrire al pubblico godimento e perciò ricorrendo, alla collaborazione  di un noto architetto, ha stanziato una cifra cospicua di molti milioni onde adibire la imponente struttura a contenitore prezioso di quadri e sculture oltre che al generale restauro e ripristino.  Gli interventi architettonici progettati sono volti naturalmente alla ottimale  valorizzazione e visibilità delle opere esposte e allo stesso tempo alla conservazione ed esaltazione anche di tutto quanto già esistente. Il risultato ne sarà, verso la primavera prossima, all’aperura al pubblico, che allorché nel Museo, alzando gli occhi verso la luce della cupola si godrà ancora di più la scenografia immensa e inimmaginabile degli affreschi, ora restaurati e ripuliti, che corrono tutto intorno e quindi anche la coppia di ciociarelli lassù in alto troveranno una più visibile e affascinante testimonianza.  
Michele Santulli