lunedì 18 novembre 2019

Edimburgo, grande successo per l'ambientazione fascista della Tosca di Besch. La recensione di Fattitaliani e la gallery

Una messa in scena che miete consensi e applausi da oltre quarant'anni è di per sé un record.
La Tosca diretta da Anthony Besch (qui nella ripresa di Jonathan Cocker) e rappresentata al Festival Theatre di Edimburgo continua sul solco di tale positiva tradizione. Tutto scorre lineare e già dalla scenografia (curata da Peter Rice) del primo atto allo spettatore è assicurata un'impostazione che segue i canoni delle più celebri versioni.
La chiesa di Sant'Andrea della Valle con tanto di sagrestano, la Cappella, l'arrivo del fuggiasco, il quadro di Caravadossi, la gelosia di Tosca. Persino l'apparizione del torvo Scarpia e dei suoi ricalcano il già visto.

Ma alla fine della prima parte, al momento di una processione che prelude a un servizio liturgico, quando appaiono il re e la regina d'Italia e lo stesso Mussolini, tutto cambia e la concezione e l'esperienza dell'opera cambia volto.
Ogni cosa, dalla scenografia alla trama, acquista un altro spessore, assume un altro significato e i personaggi si trovano a vivere una storia che non è solamente drammatica, è qualcosa di più fosco, sinistro, pericoloso in senso lato.
Sapere che Scarpia è il Capo della Polizia al servizio del duce lo rende ancora più intollerabile; Angelotti diventa una delle vittime del regime; l'amore fra Mario e Tosca viene utilizzato dal potente di turno.
Natalya Romaniw e Gwyn Hughes Jones non deludono nel ruolo dei due amanti sfortunati e il pubblico li applaude calorosamente.
Roland Wood come Scarpia è magnifico: la voce, l'impostazione generale, la postura, la recitazione.
Ci è tanto piaciuto anche Aled Hall, un sordido ed efficace Spoletta, braccio destro di Scarpia.
Buona la direzione musicale del M° Stuart Stratford, anche se in più momenti topici carichi di pathos, i fiati anziché sottolinearne l'intensità, davano quasi fastidio perché coprivano le voci dei cantanti.
Natalya Romaniw nell'ultima parte fa entrare tutto il pubblico nella sua spasmodica speranza di recuperare uomo e amore, libertà e dignità: e la velocità con cui si svolge la scena finale rende tutto ancor più verosimile, efficace e drammatico. Giovanni Zambito.
Ultime rappresentazioni: 19 Nov 2019 3pm, 21 e 23 Nov 2019, 7.15pm

Foto: James Glossop