martedì 1 ottobre 2019

Cinema, Teo Guarini capo scout contro il Fascismo in "Aquile Randagie". L'intervista di Fattitaliani


Oggi è importante ricordare ma è ancora più importante conoscere un avvenimento importante che non è scritto in nessun libro di storia. Un avvenimento nato dal coraggio degli scout di Milano che si ribellano all’ingiusta legge emanata da Mussolini con l’ordine di chiudere tutte le Associazioni giovanili.

Loro si ribellano e decidono di operare in clandestinità come se fosse un grande gioco e vengono appoggiati anche dalle famiglie. Scelgono un nome in codice ispirandosi agli ideogrammi indiani. Per loro essere Aquile Randagie era come giocare a guardie e ladri. Quasi delle Primule rosse! Per fattitaliani.it abbiamo intervistato Teo Guarini.
Frequenta l’Accademia del Teatro Quirino, calcando ben presto le scene. 
In prima e seconda media è stato lui stesso Scout.
Il Film è nelle Sale da lunedì 30 settembre e il cast insieme al regista hanno ancora delle tappe di presentazione dove incontrano anche i parenti delle Aquile Randagie. 
“È stato molto emozionante incontrare i loro discendenti che a macchia d’olio si sono sparsi in varie Regioni Italiane”. Prossimo incontro il 4 ottobre al Cinema Lux di Roma prima della proiezione. 
Chi erano le Aquile Randagie?
Erano un gruppo di scout di Milano che avevano deciso di continuare la loro attività nonostante il divieto posto dal Duce durante il fascismo di eliminare queste associazioni giovanili che non avessero le insegne dell’Opera Nazionale Balilla.
Come mai non se ne parla in nessun libro di storia? 
Non saprei, io stesso l’ho scoperta quando mi hanno proposto il ruolo ed ho letto la sceneggiatura. E’ così per tutti. Il Regista Gianni Aureli si è chiesto come mai a nessuno fosse venuto in mente di farci un Film.
Chi era Giulio Cesare Uccellini il personaggio che interpreti? 
Era un capo squadriglia del Gruppo Scout di Milano 2 e fino a quando non viene sciolta esercitava senza nessuna particolarità. 
Cosa hai provato nell’interpretarlo? 
Sono stato molto contento perché c’è una grossa stima nei suoi confronti. A differenza del mio collega che ha interpretato Don Giovanni Barbareschi che era ancora in vita durante le riprese e quindi si è avvalso di varie testimonianze, sul mio personaggio non c’era quasi nulla se non la sua biografia scritta da Vittorio Cagnoni. L’ho letta con grande interesse e poi ho cercato di raccogliere altre informazioni. Uccellini aveva una grande personalità che è emersa con il sorgere del divieto di esercitare lo scoutismo di cui era molto devoto e quindi in tutti i modi ha cercato di farlo resistere, di continuare la loro ideologia e cercando sempre di non limitare la libertà di nessuno. L’ha fatto esclusivamente per devozione in quanto apparteneva ad una buona famiglia e lavorava in banca. Dagli scout ha preso il modello educativo e di formazione umana e religiosa e l’ha messo a servizio di una buona causa. 
Il suo nome di battaglia era Kelly, perché? 
Era molto affascinato dagli indiani d’America e c’era un esploratore americano che si chiamava Fitzgerald Kelly ed era amico dei Sioux.  
Qual era il ruolo di Ralph Palka? 
Era un gerarca nazista che Don Giovanni voleva salvare! Dopo l’armistizio e  dopo la liberazione, i Partigiani davano la caccia a nazisti e fascisti che si nascondevano, per ucciderli. È successa questa cosa bellissima, talmente bella che è quasi utopica che le Aquile Randagie li salvavano per poterli far giudicare da un vero Tribunale. Don Giovanni infatti dice “Io non sono il Giudice di nessuno. La libero con la speranza che lei diventi un uomo libero”. Le Aquile non volevano far torto a nessuno, chiunque fosse anche fascista o nazista proprio perché non volevano essere come loro “È ora che la Carità cambi di campo”.

Elisabetta Ruffolo

Aquile Randagie - lo Scoutismo al tempo del fascimo. 
Con Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani, Anna Malvaso, Marco Pratesi, Ralph Palka, Marc Fiorini, Samuele Mazza, Matteo Andrea Barbaria, Karun Grasso, Pietro De Silva, Pietro Lancello, Maurizio Lops, Giancarlo Porcari.
Regia di Gianni Aureli
Sceneggiatura d Gaia Moretti e Massimo Bertocci.

Il Film ottiene 96.000 euro e 15.000 spettatori e si piazza secondo al Box Office.