mercoledì 23 ottobre 2019

Aurora Adorno, scrittrice e sceneggiatrice: Scrittori si nasce e si cresce leggendo. L'intervista


«Scrittori si nasce e si cresce leggendo tanti, tantissimi libri e lasciandosi andare alla propria fantasia» - di Andrea Giostra.

Ciao Aurora, benvenuta e grazie per la tua disponibilità. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori? 
Come una persona molto, molto curiosa che vive al settanta per cento nella propria vivida immaginazione. 
Chi è Aurora nella sua passione per l’arte della scrittura? 
Il primo libro è stato a sette anni: composi su un quaderno a righe una favola che aveva come protagonista animali parlanti, sulla copertina scrissi: di Walt Disney e lo vendetti al fratello di mio nonno. Sicuramente avere alle spalle una famiglia di scrittori e lettori appassionati ha contribuito molto. La mia vita è pervasa dai libri e senza non posso stare. Adoro tanto leggere quanto scrivere e mentre lo faccio la magia della mia vita si compie. Mio padre inoltre ha sempre inventato buffe storie e canzoncine con le rime e questo ha sicuramente stimolato la mia creatività. 
A settembre scorso hai pubblicato con Diogene Multimedia editore di Bologna il romanzo “Francesco Adorno. Un filosofo a Firenze”. Come nasce questo libro, qual è stato il tuo progetto editoriale e di cosa parla? Raccontaci qualcosa per incuriosire i nostri lettori.
Spesso negli anni che hanno seguito la morte di mio nonno Francesco Adorno, mi è stato chiesto di scrivere la sua biografia ma non riuscivo a trovare la giusta ispirazione. Durante la vita sono stati molti i premi e i riconoscimenti per il suo lavoro di studioso, storico e filosofo. L’input giusto è arrivato pensando a Luciana, sua moglie, a lei che dietro alle quinte nutriva, consigliava e aiutava il marito anche a livello pratico correggendo le bozze e stimolandolo a pensare in maniera più concreta, meno astratta. La donna che lo teneva stretto, stretto quando perso nel mondo delle idee inciampava per guardare le stelle. La sua voce mi ha guidato narrandomi per intero la loro storia: l’amore, la guerra, la voglia di conoscere e di inseguire il giusto pensiero sempre, in qualsiasi occasione. A questa donna va il mio più grande riconoscimento e una medaglia d’oro da nipote ad una nonna grandiosa nella sua semplicità. Ho potuto così ricostruire i frammenti di una vita: le lettere del filosofo innamorato alla sua amata, il diario della guerra, gli appunti e le riflessioni nei quali Francesco Adorno è nato e si è formato come pensatore.
Una domanda molto difficile Aurora: perché i lettori di questo magazine dovrebbe comprare e leggere il tuo libro? Cosa diresti loro per convincerli a comprare e a leggere “Francesco Adorno. Un filosofo a Firenze”? 
Perché all’interno di questa opera potranno specchiarsi nell’amore vero verso una donna e verso il sapere. 
Stai lavorando ad un nuovo romanzo? Cosa puoi anticiparci dei tuoi prossimi progetti? 
Si tratta di una fiaba simbolica che con grande semplicità ricerca la spiritualità perduta dell’essere umano.
Qual è stato il tuo percorso artistico letterario e quale la tua formazione professionale che ti hanno permesso di avere gli strumenti per scrivere opere letterarie di successo?
Sono laureata in Scienze della Comunicazione, iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista, ho frequentato un corso di specializzazione in Marketing. Ho frequentato il corso per sceneggiatori della scuola Immagina di Firenze. Ma niente di tutto questo ha molta importanza, scrittori si nasce e si cresce leggendo tanti, tantissimi libri e lasciandosi andare alla propria fantasia.
«Quando la lettura è per noi l’iniziatrice le cui magiche chiavi ci aprono al fondo di noi stessi quelle porte che noi non avremmo mai saputo aprire, allora la sua funzione nella nostra vita è saturare. Ma diventa pericolosa quando, invece di risvegliarci alla vita individuale dello spirito, la lettura tende a sostituirsi ad essa, così che la verità non ci appare più come un ideale che possiamo realizzare solo con il progresso interiore del nostro pensiero e con lo sforzo del nostro cuore, ma come qualcosa di materiale, raccolto fra le pagine dei libri come un miele già preparato dagli altri e che noi non dobbiamo fare altro che attingere e degustare poi passivamente, in un perfetto riposo del corpo e dello spirito.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905). Qual è la riflessione che ti porta a fare questa frase di Marcel Proust sul mondo della lettura e sull’arte dello scrivere?
Ciascuno di noi avverte un richiamo quando si trova tra le mani il libro giusto, giunto nel momento preciso della nostra esistenza quando ne abbiamo bisogno. Lo si avverte e basta, quel richiamo ad una verità soggettiva che è anche nostra e quando ciò avviene non ci sentiamo più soli.
«Per scrivere bisogna avere immaginazione. L’immaginazione non si impara a scuola, te le regala mamma quando ti concepisce. Non ho fatto nessuna scuola per imparare a scrivere. Ho visto tanti film e letto tanti libri.» (Luciano Vincenzoni (Treviso 1926), intervista di Virginia Zullo, 12 aprile 2013, YouTube, https://www.youtube.com/channel/UCDiENZIA6YUcSdmSOC7JAtg ) Tu cosa ne pensi di queste parole di Vincenzoni, grandissimo autore di opere cinematografiche del Novecento italiano? 
Che sono perle di verità.
«Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.» (Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.) Sei d’accordo con Bukowski? Tu cosa ne pensi? 
È proprio così, inizi a scrivere senza sapere come o cosa, presa dalla giacchetta dai tuoi personaggi che ti conducono in mondi che non sapevi nemmeno esistessero.
Secondo te perché un romanzo, un libro abbia successo è più importante la storia (quello che si narra) o come è scritta (il linguaggio utilizzato più o meno originale e accattivante per chi legge)?
Entrambi, ma probabilmente molto di più la seconda.
Quali sono secondo te le caratteristiche, le qualità, il talento, che deve possedere chi scrive per essere definito un vero scrittore? E perché proprio quelle qualità?
Uno scrittore deve essere un folle, libero di inseguire la propria immaginazione. Paziente, perché un libro matura nel tempo nella mente del proprio creatore. Curioso, perché dietro ogni storia si cela un mistero. Coraggioso perché ha a che fare con la verità, e questa costa sempre un prezzo. 
Perché secondo te oggi è importante scrivere, raccontare con la scrittura?
Per crescere, conoscersi e rielaborare le proprie esperienze. 
Chi sono i tuoi modelli, i tuoi autori preferiti, gli scrittori che hai amato leggere e che leggi ancora oggi? 
Adoro Hermann Hesse, Tiziano Terzani, Erica Jong. Libri di psicologia e filosofia ma anche la letteratura inglese. 
Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri e tre autori. 
Hermann Hesse: Siddharta. Tiziano Terzani: Un ultimo giro di giostra. Virginia Woolf: La signora Dalloway e una stanza tutta per sé. 
L’arte e la vera bellezza sono la salvezza di questa nostra società.
Dove potremo seguirti?
Pagina Facebook.
Come vuoi concludere questa chiacchierata? Come vuoi lasciare i nostri lettori?
Come diceva mio nonno: leggete sempre, qualsiasi cosa, ma leggete! Ed io aggiungo: abbiate fiducia in ciò che avete dentro.

Aurora Adorno

Diogene Multimedia editore

Andrea Giostra
https://andreagiostrafilm.blogspot.it