mercoledì 13 marzo 2019

Proscenio, Antonella Salvatore a Fattitaliani: rischiando ci regaliamo l’occasione di fare cose eccezionali. L'intervista

Il 15 e 16 marzo 2019 appuntamento al Teatro Tor Bella Monaca con "Doppio Legame. Quando l’Inferno uccide l’Amore", una situazione in cui la comunicazione tra due individui, uniti da una relazione emotivamente intensa, presenta un’incongruenza tra quello che viene detto a parole e quello che viene espresso a livello non verbale. Ne è autrice Antonella Salvatore, intervistata da Fattitaliani per la rubrica Proscenio.
"Doppio Legame" in che cosa si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?
Lo Spettacolo “DOPPIO LEGAME. Quando l’Inferno uccide l’Amore” tratta il delicato tema della Violenza Psicologica e della Dipendenza Affettiva, esso a differenza di altri testi nasce a seguito di una lunga documentazione su numerosi casi di Femminicidio e dal lavoro che ho svolto come Theatre-Counselor ad Approccio Reazionale all’interno di un gruppo di sostegno di donne e uomini vittima di violenza domestica che soffrono di dipendenza affettiva patologica.
Quale linea di continuità, invece, porta avanti ?
Nella mia personale ricerca teatrale, porto avanti una Drammaturgia Contemporanea in cui si intrecciano piani temporali in cui attraverso l’evocazione di immagini differenti si esplorano pensieri, ricordi, aspettative, paure della psiche uman ; in un limbo in cui la luce sottolinea l’alternarsi di un piano scenico reale e quotidiano ad uno astratto e onirico.
     La Scena è ricca di oggetti metaforici: corpi dipinti di donne nude che appaiono improvvisamente dietro tele trasparenti; un filo rosso che all’occorrenza si trasforma in simbolo di Amore o Violenza; un orsacchiotto che come avviene per i bambini assume un potere calmante rispetto al senso di solitudine e abbandono che la protagonista femminile vive ogni volta che sente la mancanza della figura amata da cui dipende. Lo spazio scenico si riempie di rose rosse usate lungo tutto lo spettacolo per sedurre, tradire, manipolare, colpire, creare tracce di un copione di vita legato all’idea di amore che è stata trasmessa ai protagonisti dai loro genitori e dalla loro infanzia.
Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro? Racconti...
     Mi sono avvicinata al Teatro a 18 anni dopo aver letto un’intervista fatta a Mariagiovanna Rosati Hansen Direttrice dell’Istituto Teatrale Europeo, che a seguito di quella lettura andai a cercare per far sì che lei diventasse la mia prima insegnante di Teatro. La Hansen nell’articolo parlava di come il Teatro è un ottimo strumento di conoscenza di sé, che permette poi di scoprire che dentro di noi se sappiamo cercare troveremo già tutto quello di cui abbiamo bisogno. Inoltre, mi colpì il suo dire che il talento è il risultato del non avere Paura: perché se la passione è l’essenza del talento, il coraggio è l’essenza della passione. Ed è solo quando ci assumiamo dei rischi, che ci regaliamo l’occasione di fare cose eccezionali.
Quando scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?
Molto spesso i volti dei personaggi prendono la fisionomia di precisi Attori. Nel caso dello Spettacolo “DOPPIO LEGAME. Quando l’Inferno uccide l’Amore” i personaggi senza nome, sono un lui e una lei il cui volto ha i tanti volti di tutte le persone che ho conosciuto  e che hanno vissuto all'interno della loro coppia, un Mondo Infernale in cui erano precipitati perché da una parte volevano lasciare l'altro che li sottometteva con una continua violenza psicologica, ma il doppio legame malato basato sulla loro dipendenza affettiva gli impediva di dire "basta alla violenza! "
Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?
Se si ha timore che la mente e la creatività di un'altra persona possa togliere qualcosa al proprio testo, al proprio lavoro, credo che si sia vittima della presunzione che la propria strada sia l’unica giusta da percorrere per esprimere dei contenuti. Io sarei entusiasta di vedere cosa un altro regista proietterebbe sulle mie parole.
Quanto è d'accordo con la seguente citazione e perché: "Il teatro è così infinitamente affascinante perché è così casuale. È come la vita" di Arthur Miller?
Non sono d’accordo. Forse perché a differenza sua parto dalla convinzione che nulla nella vita è casuale, tutto segue una linea molto chiara legata alla cultura di provenienza, alla famiglia di origine e alle scelte che l’essere umano ogni giorno fa nella sua vita. Arhur Miller fu un grande autore rispetto alle sue opere, i temi trattati e la sensibilità della scrittura, ma non nutro stima umana per un uomo che ripudiò e relegò il figlio solo perché afflitto dalla sindrome di down.
Il suo aforisma preferito sul teatro... o uno suo personale...
     “Il Teatro è prima di tutto un'arte che si muove.
     Bisogna cancellare sempre tutto, dimenticare sempre.
     Ripartire sempre da Zero.
     E’ la rivoluzione permanente.
     E’ questo il suo lato appassionante
     Ogni giorno si deve rinascere per la prima volta.
     E’ qui la difficoltà”
     Jean-Louis Barrault
Assiste sempre alla prima assoluta di un suo lavoro? 
Se sono in scena come attrice nel mio stesso testo, di cui sono anche regista, direi che è doveroso oltre che fondamentale per fare lo spettacolo.
L'ultimo spettacolo visto a teatro? 
“Macbettu” di Alessandro Serra e “La Caduta di Gea” di Fabio Omodei, entrambi hanno una cosa in comune che io trovo meravigliosa: veicolare le emozioni attraverso un lavoro corale basato sull’immagine e sulla figura. Due registi che hanno portato i loro spettacoli in giro per tutto il mondo senza vincoli legati alla lingua, perché la musica attore in scena, assieme alle immagini e i corpi degli attori radicati profondamente nelle loro emozioni, non hanno bisogno di alcuna Traduzione in nessuna lingua per comunicare la loro pienezza
Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo? 
     Paul Newman che diceva che “recitare non è una competizione sportiva, una corsa a ostacoli per arrivare primo, ma essere un uomo onesto che fa il suo mestiere onestamente”. Al di là della bellezza dei suoi occhi azzurri, la sua forza era nell’immedesimazione in cui emergere sensibilità, humor e tensione emotiva, sempre con una particolare attenzione alla propria autenticità.
Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?
Qualsiasi testo che scuota l’animo di chi lo legge o lo vede in scena. Il miglior testo è quello che quando finisce non ti sembra di aver perso tempo, ma hai la certezza di aver guadagnato un pezzo in più di vita per te stesso da tenerti stretto.
La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere?
Che farei bene a pensare di cambiare Mestiere.
La migliore critica che vorrebbe ricevere?
Di non smettere mai di fare Teatro. Nello specifico mi piacerebbe che il mio lavoro arrivi in modo profondo, semplice, chiaro e comprensibile a tutti, senza essere scontato. Il mio intento è creare qualcosa partendo dall'esplorazione della mia persona e dall’animo di chi si affida a me, per poi provare ad arrivare a qualcosa che non appartenga solo al singolo ma alla collettività della società a cui apparteniamo. Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse che nel mio lavoro è possibile vedere l’unione di mente, cuore e corpo sia del personaggio che dell’attore, illuminati entrambi da un faro in scena. Allo stesso tempo mi piacerebbe produrre un cambiamento anche in chi è seduto nel buio di una sala e si può sentire illuminato dentro, grazie ad uno Spettacolo che ha come obiettivo di entrare in profondità nelle persone e produrre in loro un cambiamento. Giovanni Zambito.
ANTONELLA SALVATORE
Studia Method Acting presso la Lee Strasberg & Film Istitute di Los Angeles. 
Componente per due anni del gruppo di pedagogia “Teatranti della Malanotte” condotto da Mamadou Dioume regista e pedagogo senegalese,attore di Peter Brook. 
Diplomata all’Accademia Internazionale dell’Attore di Roma, prosegue la formazione teatrale lavorando con i seguenti professionisti del panorama  internazionale: Serguei Timofeev del Teatro Lytseiskj, Russia; Aneta Damska del Teatro Przedmies di Lacut, Polonia; Frank Ràdug del Teatro di Frankfurt-Oder, Germania; Jean Paul Denizon attore di Peter Brook; Martin Ward diret. del Masters Degree in Actor Training and Coaching di Londra; Jacek Ludwig Scarso, della London Metropolitan University;  Jordi Forcadas, diret.  del Teatro Pa’tothom di Barcellona; Pierre Yves Massip e Sara Mangano attori e assistenti di Marcel Marceau; Cesar Brie regista attore e drammaturgo argentino.
Dal 2007 entra a far parte della Compagnia teatrale I.T.E. (ISTITUTO TEATRALE EUROPEO) dove lavora come Attrice, Regista, Docente di Teatro e Art- Theatre Counselor, conducendo al fianco di Mariagiovanna Rosati Hansen (Direttrice dell’Istituto Teatrale Europeo di Roma), stage di teatro in Francia, Germania, Polonia e Romania. 
LO SPETTACOLO
Antonella Salvatore ci parla attraverso lo spettacolo “Doppio Legame. Quando l’Inferno uccide l’Amore” del delicato tema della violenza psicologica e della dipendenza affettiva nella coppia. 
Doppio Legame è il Mondo Infernale in cui si precipita quando ci si vorrebbe liberare dell’altro che ci sottomette con una continua violenza, ma il legame malato basato su emozioni intense e contrastanti, ci impedisce di dire basta. 
I protagonisti dello spettacolo sono una coppia coinvolta in una relazione paradossale, ma molto diffusa, in cui la violenza psicologica non viene riconosciuta come tale da chi la vive e la attua e causa lividi invisibili che annientano la mente. 
Il termine “DOPPIO LEGAME” indica una situazione in cui la comunicazione tra due individui, uniti da una relazione emotivamente intensa, presenta un’incongruenza tra quello che viene detto a parole e quello che viene espresso a livello non verbale.
L’uomo e la donna si scambiano il ruolo di vittima, salvatore e carnefice in modo estenuante fino a ritrovarsi in una posizione relazionale insostenibile. 
La paura, l’affetto e l’adrenalina si mescolano in modo incontrollabile, impedendo a chi le subisce di riconoscere in modo chiaro la realtà, bisognosi uno dell’altro come di una droga che calma solo per un istante.
NOTE DI REGIA
Una Drammaturgia Contemporanea ricca di oggetti scenici metaforici. Simbolo dello spettacolo sono delle rose rosse usate per sedurre, tradire, manipolare, colpire, creare tracce di un copione di vita legato all’idea di amore che è stata trasmessa ai protagonisti dai loro genitori e dalla loro infanzia. 
Piani temporali differenti si intrecciano per mostrare pensieri, ricordi, aspettative, paure in un limbo in cui la luce sottolinea l’alternarsi di un piano scenico reale e quotidiano ad uno astratto e onirico.

Lo spettacolo nasce a seguito del lavoro che Antonella Salvatore, autrice e regista dello spettacolo, ha svolto in collaborazione con la CIPA Counseling di Roma, come Theatre-Counselor ad Approccio Reazionale all’interno di gruppi di sostegno di donne e uomini che soffrono di dipendenza affettiva patologica. 
Tutti i bambini che crescono in un ambiente familiare disfunzionale, in cui il Doppio Legame è di routine, diventano adulti che cercano nelle relazioni future quanto di più familiare a quello che già conoscono a partire dall’infanzia e spesso, come accade ai protagonisti della storia della Salvatore, ci si ritrova a diventare uomini e donne incapaci di valutare la pericolosità di un rapporto di coppia non sano.
Lo spettacolo è stato presentato al Convegno “La violenza sulla donna e sul bambino: prevenzione, accoglienza e accompagnamento” organizzato dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità, per sottolineare il valore del Teatro come strumento di prevenzione sociale contro la violenza, in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.


DOPPIO LEGAME.
Quando l’Inferno uccide l’Amore
Teatro Tor Bella Monaca
15 e 16 marzo 2019 ore 21.00
Scritto e diretto da Antonella Salvatore
Con Stefano Flamia e Antonella Salvatore 
Aiuto regia Carolina Guerra
Produzione Istituto Teatrale Europeo
Durata: 60 minuti

Info e prenotazioni
062010579
promozione@teatrotorbellamonaca.it