giovedì 5 aprile 2018

Intervista ad Andrea Lepone, poeta e scrittore: la scrittura è lo specchio dell'anima

di Andrea Giostra - Ciao Andrea, benvenuto e grazie per la tua disponibilità. Ai nostri lettori che volessero conoscere qualcosa di più di te quale poeta e scrittore, cosa racconteresti?

Ho iniziato a scrivere le prime poesie all'età di 16 anni, dopo aver letto per la prima volta l'opera “Roll the dice”, di Charles Bukowski. Ancora oggi rimane la mia composizione preferita. Dopo il liceo ho invece cominciato a collaborare con diversi periodici, occupandomi soprattutto di cronaca e cultura, e mi sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti come pubblicista.
Ci parli del tuo ultimo racconto “Uomo o Commissario?” che qualche giorno fa ha vinto il Premio Letterario Le Ombre di Monteselva 2018? Qual è il tema dominante e quale il messaggio che vuoi lanciare ai tuoi lettori con questo scritto?
Si tratta di un racconto poliziesco, l'intera vicenda si svolge nell'arco di una sola notte. Il tema dominante è senz'altro il dissidio interiore vissuto dal protagonista, il Commissario Cardona, il cui coraggio implacabile si scontra con le sue paure più profonde. Il messaggio che ho voluto trasmettere ai lettori è il seguente: nulla è mai come sembra, l'apparenza inganna! 
Come nasce questa racconto? Fa parte di una raccolta, di un libro? A cosa hai pensato quando hai cominciato a scriverlo? 
Mi sono ispirato a diversi romanzi noir (un genere a me molto caro), e ho puntato fortemente sulla narrazione in prima persona. Per me è molto importante che i lettori si identifichino il più possibile con i personaggi delle mie opere. Avevo scritto il racconto unicamente per partecipare al Premio Letterario Le Ombre di Monteselva 2018, ma presto sarà pubblicato dalla Casa Editrice Serena.
Quanto è importante vincere un premio letterario per la carriera di uno scrittore? Perché secondo te bisogna partecipare ai premi letterari, e a quali in particolare? 
Per me è molto importante. Il giudizio di una giuria qualificata è sempre significativo, può aiutare uno scrittore a capire quali sono i suoi punti di forza e su cosa invece debba migliorare. Inoltre, mettersi periodicamente alla prova è quanto mai necessario. Il mio consiglio è di scegliere sempre Premi che abbiano una solida organizzazione alle spalle, siano essi nazionali o internazionali. 
Quanto sono importanti le fiere del libro invece? A quali hai partecipato e perché proprio quelle? Che benefici letterari portano secondo te? 
Sono anch'esse molto importanti, poiché permettono ad uno scrittore di farsi conoscere e di entrare in contatto con un ampio pubblico di lettori. Io personalmente ho avuto il piacere di partecipare a diverse Fiere, tra cui Il Salone Internazionale del Libro di Torino (sarò presente anche quest'anno, in occasione della trentunesima edizione), la Fiera del Libro di Francoforte ed ovviamente la Fiera del Libro di Roma. Tutte manifestazioni che ho scelto per la grande visibilità ed il prestigio offerti. 
Come definiresti il tuo stile letterario? C’è qualche scrittore, italiano o straniero, al quale ti ispiri?
Per quanto concerne la narrativa, ho sempre adottato uno stile classico, lineare, che sappia mescolare sobrietà e ricercatezza, mentre per quanto riguarda la poesia, utilizzo quasi esclusivamente versi liberi, e ricorro spesso a metafore ed allegorie. I miei punti di riferimento in ambito letterario sono Eugenio Montale, Charles Bukowski, Dylan Thomas, Stephen King e Clive Cussler. 
Come è nata la tua passione per lo scrivere, e qual è il tuo proposito, il tuo scopo nello scrivere i tuoi libri, le tue raccolte di poesie? 
In un certo senso la mia passione per la scrittura è sempre esistita, è un mondo che mi ha appassionato fin da quando ero bambino. Con le mie opere vorrei spingere i lettori a riflettere sul senso ultimo della realtà che ci circonda, e ad interrogarsi su questioni troppo spesso sottovalutate. 
Perché secondo te oggi è importante scrivere, raccontare con la scrittura? 
Penso che ci sia una storia da raccontare in ognuno di noi. Sentimenti, sogni, speranze. Sono queste le cose che animano il mondo, e non c'è modo migliore di esprimerle se non attraverso un racconto o un'opera poetica. 
Cosa consiglieresti a chi volesse cimentarsi come scrittore, narratore?
Di osservare la vita con grande attenzione, e di spingersi sempre oltre con i propri sogni e con la propria immaginazione. 
Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti? A cosa stai lavorando? Dove potranno seguirti i tuoi lettori e i tuoi fan?
In questo periodo sto lavorando alla pubblicazione della mia seconda raccolta poetica, che conto di pubblicare il prossimo settembre con La Macina Onlus Editore. Nel frattempo, continuo a scrivere articoli e a partecipare alla stesura di varie antologie. I miei lettori possono seguirmi in ogni momento sul blog “Andrea Lepone - We trust him” e sull'omonima Fanpage Facebook, amministrata dai miei più cari amici.
Un’ultima domanda Andrea. Immaginiamo che sei stato inviato in una scuola media superiore a tenere una conferenza sulla scrittura e sulla narrativa in generale, alla quale partecipano tutti gli alunni di quella scuola. Lo scopo è quello di interessare questi ragazzi alla lettura e alla scrittura. Cosa diresti loro per appassionarli all’arte della scrittura e catturare la loro attenzione?
Direi loro che la scrittura è lo specchio dell'anima, e che vale sempre la pena raccontare la propria storia, raccontare ciò che siamo realmente, o quel che saremmo voluti essere. Un qualcosa che forse, un giorno, saremo.

Andrea Lepone

Andrea Giostra