domenica 22 aprile 2018

Al Vinitaly una ricca degustazione di vini vulcanici organizzata dalle Donne della Vite. Le schede delle etichette italiane proposte


di Alma Torretta - A Vinitaly uno degli eventi più affollati è stato “Vulcanici si nasce”, la degustazione di vini dei vulcani organizzata dalle Donne della Vite, con il supporto di Vino Italico, AIS e Consorzio di Soave, a riprova della grande attenzione che esiste intorno a questi vini così particolari.
“I vini vulcanici - ha spiegato infatti Valeria Fasoli, presidente delle Donne della Vite - sono vini che hanno un’identità precisa e variegata che nasce dal suolo in cui affondano le loro radici”. Nella degustazione - guidata da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere - sono state raccontate dai Consorzi di tutela nove denominazioni vulcaniche italiane - Soave, Durello, Gambellara, Colli Euganei, Colli Berici, Orvieto, Bianco di Pitigliano, Aglianico del Vulture ed Etna. Realtà raccolte intorno all’associazione Volcanic Wines che quest’anno compie dieci anni, portata avanti con passione, per citare solo alcuni, innanzitutto da Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Soave, Alfio Cosentino sindaco di Milo, il comune alle pendici dell’Etna teatro da 38 anni della manifestazione Vini Milo, e Giovanni Ponchia, oggi direttore del Consorzio Colli Berici. Presenti in degustazione campioni anche di cinque zone di produzione estere: Giappone, Ungheria, Santorini (Grecia), Stiria (Austria) e Capo Verde (Africa).
È la stessa loro origine a rendere i vini dei vulcani speciali ambasciatori dei propri vitigni autoctoni e dei territori di produzione con caratteristiche paesaggistiche peculiari- ha sottolineato Clementina Palese, vicepresidente dell’Associazione. Un’inclinazione naturale che li rende affini ai principi e alle attività delle Donne della Vite, tra cui la tutela del paesaggio, un tema su cui abbiamo lavorato negli ultimi due anni producendo una ricerca che ha dimostrato scientificamente la relazione forte e positiva tra il paesaggio viticolo e la percezione della qualità del vino”.
Un successo, quello dei vini del vulcani che ha attratto anche l’attenzione di tre imprenditori appassionati di vino e ristorazione che, su un progetto di Patrizia Legnaro, hanno fondato Vino Italico, che si è specializzato in vini dei vulcani. Vino Italico vanta in portafoglio una selezione di 40 aziende di 19 aree vulcaniche italiane per la distribuzione nel canale horeca, ma anche della nautica di lusso, dei tour operator internazionali, attraverso strategie mirate per ogni canale. Una buona rappresentanza quindi degli oltre 17mila ettari e dei circa 1,3 milioni di ettolitri di vini dei vulcani doc prodotti in Italia.

Ecco i vini italiani in degustazione a “Vulcanici si nasce”:

Soave Classico 2017 Rocca Sveva - Cantina di Soave – Prodotto da sole uve Garganega, caratterizzato al naso, come in bocca, da frutti a polpa bianca e note agrumate, finale gradevolmente minerale. Prodotto anche in edizione limitata con etichetta “merlata” a ricordare le mura del Castello di Soave per sostenere il restauro delle sue mura.

Gambellara classico 2016 - Monopolio - Cantina di Gambellara. Anche questo vino è prodotto da sole uve Garganega, al naso è caratterizzato da lievi note sulfureee e affumicate che arricchiscono quelle agrumate tipiche del vitigno. In bocca è pieno e lungo.

Bianco di Pitigliano Superiore 2017 - Ildebrando - Cantina di Pitigliano. Prodotte con uve locali quali il Grechetto e il Trebbiano, naso fine, in bocca invece caldo, corposo, di buona acidità ed equilibrio, lungo. Ben evidente la nota di crema di limone sia al naso che in bocca tipica del Trebbiano.

Orvieto 2016 - Marchio del Consorzio. Naso caratterizzato da note sulfuree, in bocca sapido e , vivace per la buona acidità.

Etna bianco superiore 2016 - Barone di Villagrande. Da uve Carricante al 90%, naso di fiori bianchi, di zagara in particolare, ma ancora giovane e quindi dai profumi non pienamente sviluppati, all’assaggio conquista per corpo pieno e freschezza.

Etna bianco superiore 2015 - Tenuta di Nune. Già alla vista giallo oro pallido, naso complesso con toni affumicati, in bocca risulta pieno, sapido, con note tostate e di mandorla nel finale.

Colli Berici doc - Tai rosso 2015 - Pegoraro. Da uve Tai in purezza, ancora riflessi violacei, profumi di viola e frutti rossi freschi, sensazioni che ritornano all’assaggio con sorso lungo, fresco, dai tannini avvertibili.

Colli Euganei Rosso doc 2013 Genola - Vignalta. Un blend di Merlot (70%) e Cabernet Franc dai profumi di frutta matura con note di geranio, chiodi di garofano e tabacco. In bocca è pure complesso e corposo.

Aglianico del Vulture doc 2013 - Marchio del Consorzio. Un Aglianico in purezza ottenuto da uve surmaturate brevemente in pianta. Naso complesso e fine con sentori di ciliegia, fieno e canfora. In bocca si nota subito la sua rotondità e dolcezza, i bei tannini morbidi, con sentori di resina e la balsamicità del pino.

Lessini Durello doc Metodo Classico - Tonello. Al naso rivela fiori bianchi, un delicato aroma di crosta di pane e nota di mandorla. Esplosivo al palato con nota agrumata spiccata, freschezza e cremosità anche per i 36 mesi di affinamento sui lieviti.

A raccontare i vini e le aree di produzione: Chiara Mattiello del Consorzio del Soave; Franco Cavallon, direttore Consorzio Vini Gambellara; per il Consorzio dell’Orvieto la produttrice Chiara Custodi; per il Consorzio del Bianco di Pitigliano e Sovana il vicepresidente Edoardo Ventimiglia e il produttore Maurizio Biserni; per Vini Milo e i vini dell’Etna Marco Nicolosi, presidente strada del Vino dell'Etna e produttore; Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Colli Berici; Daniele Stenico, enologo, per il Consorzio Colli Euganei; Francesco Perillo, presidente Consorzio Aglianico del Vulture; Diletta Tonello, produttrice, per il Consorzio Lessini Durello.