mercoledì 7 marzo 2018

La scrittrice Rosaria M. Notarsanto a Fattitaliani: pubblicando su Amazon evito lo spreco di copie invendute. L'intervista


di Laura Gorini - Si definisce una mamma premurosa, amante dei libri e delle persone, oltre che molto fiduciosa la giovane scrittrice Rosaria M. Notarsanto che vive e lavora ad Arezzo. Nel 2014 esordisce con il romanzo Le mani diverse pubblicato nella sua prima edizione dalla casa editrice Falsopiano. Nel 2016 la seconda edizione in CreateSpace Indipendent Publishing Platform. Nel 2017 vince il premio della Giuria nel Concorso Internazionale Letterario "Cinque Terre - Golfo dei Poeti" organizzato ad Aulla dal Cenacolo Artistico "Roberto Micheloni".

Sempre nello stesso anno pubblica il secondo romanzo intitolato La Scelta e a cavallo tra 2017/2018 il terzo libro di narrativa intitolato Le Trecce di Annabella.
Rosaria, come sei diventata scrittrice?
Fin da bambina ho sempre sentito il bisogno di scrivere, la necessità di mettere su carta i miei stati d'animo, sotto forma di poesie. Questa passione, se vogliamo chiamarla così, è cresciuta via via con me fino a giungere a un lungo momento di blocco.
Questo stop ha avuto inizio nel periodo dell'università ed è durato fino a quando ho avuto il mio primo figlio.
La nascita di mio figlio, mi ha proiettata nuovamente nel mondo della scrittura e, per la prima volta, ho scritto in una nuova forma, passando dalla poesia al romanzo.
Ho iniziato a scrivere, in una condizione al quanto assurda, perché il bambino assorbiva tutto il mio tempo diurno e notturno, quindi nei momenti più strani, sentivo proprio la necessità di correre a scrivere.
È stata un'esperienza surreale. Questo perché la gravidanza, il ritrovarmi mamma, mi ha fatto inevitabilmente tornare a esaminare la mia esperienza di figlia; devi sapere, cara Laura, che mia madre è stata una mamma single. Non a caso Le mani diverse, il mio primo libro, parla proprio di una storia simile: io ho conosciuto le mie sorelle da grande, grazie a Facebook e proprio grazie al social, un anno e mezzo dopo la pubblicazione di Le mani diverse, ho avuto il primo contatto con mio padre, anche egli, scrittore.
Il rapporto è durato pochissimo perché il destino ha voluto dividerci ancora una volta a causa del cancro, infatti lui è deceduto prima che potessimo incontrarci fisicamente. Ma, prima di parlare di questo, bisogna che io faccia un passo indietro.
All'epoca, so che non sono passati molti anni, ma a me sembra essere passata un'eternità, il romanzo era sotto contratto con la casa editrice Falsopiano, il libro era molto piaciuto al mio editore, Davide D'Alto a tal punto che fu proprio lui a occuparsi del primo editing. Per me anche quella fu un'esperienza straordinaria, perché mai mi sarei aspettata un riscontro così positivo nel mondo editoriale.
Che cosa significa esserlo oggi?
Oggi gli scrittori hanno una grande responsabilità, non si tratta solo di intrattenimento, penso che abbiano la possibilità di trasmettere al prossimo valori importanti, com'è sempre stato del resto. Siamo specchio del tempo in cui viviamo e il cambiamento della società e visibile in tutte le forme artistiche, dalle arti visive alle arti letterarie.
Credi che le scrittrici riscontrino maggiori difficoltà rispetto agli scrittori uomini nell' editoria?
Certamente, io ho molti amici scrittori e ho avuto modo di vedere questa differenza, noi donne abbiamo ancora molto da lavorare per riuscire a essere trattate alla pari, in tutti i campi lavorativi.
A proposito: come lo vedi il mondo editoriale moderno?
Non credo di avere sufficiente esperienza nel settore per poter esprimere un giudizio obiettivo, ma in base all'esperienza che ho vissuto e che sto vivendo, sento che con l'avvento del digitale questo mondo stia subendo un grosso cambiamento, sono consapevole che molti lettori e editori vivano con diffidenza questo passaggio, ma io personalmente vedo il futuro: pensate all'impatto sull'ambiente.
Quanta carta si può risparmiare in questo mondo? Le nostre risorse stanno velocemente diminuendo, molti editori mandano al macero centinaia e centinaia di copie di romanzi che non hanno avuto vendita, questo è uno spreco incredibile nonché un danno all'ambiente.
Tu hai scelto di pubblicare i tuoi ultimi romanzi su Amazon, a che cosa è stata dovuta questa scelta?
La scelta è dovuta soprattutto al mio amore per l'ambiente e al tentare di soddisfare il bisogno di tenere sotto controllo costante il risultato del mio lavoro.
Sono un po' maniacale su questo. Mi dispiace ma, non posso avere solo pregi, sono solo un essere umano, tutti abbiamo le nostre pecche. Io sono una "stacanovista" e ho bisogno di curare personalmente ogni aspetto del mio operato. Per tornare alla questione ambiente, con Amazon punto tutto sulla diffusione dei libri sotto forma digitale, realizzando i cartacei in modo mirato da produrne il numero "utile" evitando così lo spreco di copie invendute.
Credi che i lettori odierni siano pronti a leggere sempre più online e in formato digitale?
Assolutamente, questo è inevitabile.
In generale, pensi che si faccia un uso corretto a livello di comunicazione editoriale con il web?
Ecco qui si può scrivere trattati lunghissimi sull'argomento... L'utilizzo corretto dipende dalla correttezza di chi scrive e dalla capacità di riconoscere il reale di chi legge.
È un cane che si rincorre la coda.
Tu tra l'altro hai fondato un blog letterario: ce ne vuoi parlare?
Il mio non è proprio un blog letterario al momento, ma ha buone possibilità di diventarlo.
Leggere in Eco è una bellissima "vetrina", nonché gruppo social di Facebook, nella quale esponiamo i nostri libri e siamo circa una quarantina di scrittori contemporanei. Abbiamo una piccola sezione dedicata alle recensioni e una ai libri per i più piccini. Tutto questo è solo amore per la lettura, io e i miei collaboratori curiamo il sito gratuitamente, per passione nel nostro tempo libero.
Molte persone accusano le blogger e i blogger di considerarsi "troppo": tu che ne pensi?
Non lo so, io non sono una blogger. Mi fa sorridere questa tua domanda.
Penso che molte di esse stiano cavalcando l'onda, loro sanno di essere amate e seguite dai loro lettori e questo a volte può essere sufficiente ad abbagliare anche la personalità più umile. Ben venga chi sa rendersi conto di questo.