mercoledì 7 marzo 2018

Cavalleria Rusticana e Pagliacci: eccezionale direzione musicale e messa in scena a La Monnaie. La recensione di Fattitaliani

Appuntamento imperdibile a La Monnaie di Bruxelles dove fino al 22 marzo saranno rappresentate "Cavalleria rusticana" di Pietro Mascagni e "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo.

Tante le cose da dire, molte le emozioni vissute grazie a un insieme di elementi che rendono memorabile lo spettacolo.
Sono due opere diverse, certo, anche se sovente associate nelle programmazioni. 
Nella geniale regia di Damiano Michieletto, le opere, seppur nella loro rispettiva autonomia, s'incontrano, s'incrociano grazie innanzitutto alla comparsa di personaggi dell'una nella trama dell'altra (Nedda e Silvio compaiono in "Cavalleria rusticana", Santuzza e Lucia in "Pagliacci").
Ma non è solo questo. Il coro diretto da Martino Faggiani e i personaggi coi costumi di Carla Teti che animano la comunità affollano le due opere, con due scenografie rotanti (bravissimo Paolo Fantin) che illustrano più luoghi e raccontano più fasi delle storie. Gli elementi religiosi, il sangue, la passione, la gelosia: tutto parla di una Sicilia in preda al furore, all'istinto, alla brutalità, all'amore incontrollato.
Il Maestro Evelino Pidò è stato superlativo: la musica ha avvolto sin dall'inizio lo spettatore, catturandolo.
Gli interpreti tutti eccezionali, in un'armonia generale resa possibile da un'intelligente messa in scena, che ha avuto rispetto tanto del dettaglio quanto della visione d'insieme. 
Che brividi certi passaggi: dalla povera Santuzza (Eva-Maria Westbroek) alla sua rivale Lola (la catanese Josè Maria Lo Monaco), a Turiddu (Teodor Ilincai) e a sua madre (Elena Zilio), fino ad Alfio (Dimitri Platanias). In "Cavalleria rusticana" ogni artista ha dato se stesso al pubblico e alla drammatizzazione, con voci forti sempre equilibrate, intense.
Lo stesso dicasi per il metateatro di "Pagliacci", dal Prologo a "Ridi Pagliaccio" fino a "Lo spettacolo è finito" è un susseguirsi di tensione, di passaggio fra finzione e realtà, di amore, di bravura grazie a Nedda (Simona Mihai), a Canio (Carlo Ventre), Tonio (Scott Hendricks), Peppe (Tansel Akzeybek) e Silvio (Gabriele Nani).
Grandi, prolungati e meritati applausi per tutto il cast. Giovanni Zambito.

Leggi qui gli altri articoli di Opera e Balletto.


Direction musicale EVELINO PIDÒ
Mise en scène DAMIANO MICHIELETTO

Décor PAOLO FANTIN
Costumes CARLA TETI
Éclairages ALESSANDRO CARLETTI
Chef des chœurs MARTINO FAGGIANI

CAVALLERIA RUSTICANA
Santuzza EVA-MARIA WESTBROEK
ALEX PENDA (7, 13, 16, 20, 22.03.2018)
Lola JOSÈ MARIA LO MONACO
Turiddu TEODOR ILINCAI
LEONARDO CAIMI (7, 13, 16, 20, 22.03.2018)
Alfio DIMITRI PLATANIAS
Lucia ELENA ZILIO

PAGLIACCI
Nedda SIMONA MIHAI*
Canio CARLO VENTRE
Tonio SCOTT HENDRICKS
Peppe TANSEL AKZEYBEK
Silvio GABRIELE NANI

Orchestre symphonique et chœurs de la Monnaie
Académie des chœurs et Choeurs d'enfants et de jeunes de la Monnaie s.l.d. de Benoît Giaux

ProductionL A MONNAIE / DE MUNT
Co-production ROYAL OPERA HOUSE COVENT GARDEN, OPERA AUSTRALIA, GÖTEBORGSOPERAN